Psicoanalista senza muri: lettura con i Chille de la Balanza

Lunedì 13 maggio, dalle ore 17.30, si terrà la lettura – mise en espace del libro “Psicanalista senza muri. Diario da una istituzione negata” di Paolo Tranchina a cura della compagnia teatrale Chille de la Balanza, presso la Biblioteca Vincenzo Chiarugi (via di San Salvi, 12, Firenze).

L’evento, in collaborazione con la Fondazione Santa Maria Nuova, è organizzato in occasione dell’anniversario della Legge 180 e si terrà presso la Biblioteca Chiarugi, luogo simbolo dell’ex manicomio di San Salvi, che per l’occasione apre una delle sue sale dopo il recente avvio di lavori di restauro.

Si inserisce, inoltre, nel festival “Spacciamo Culture Interdetteorganizzato da Chille de la Balanza con un ricco clendario di eventi tra il 12 e il 14 maggio 2024.

Il libro di Paolo Tranchina, pubblicato dal giovane psicoanalista nel 1978, racconta in prima persona la sua esperienza nell’Ospedale Psichiatrico di Arezzo. Il volume è stato rieditato a marzo 2024 in occasione del centenario della nascita dello psichiatra Franco Basaglia.

La partecipazione è gratuita, ma è consigliata la prenotazione scrivendo a info@chille.it o whatsapp +39 335 627 0739. Maggiori informazioni sul sito di Chille de la Balanza.

I capoletti floreali del vecchio San Giovanni di Dio

Nel percorso museale dell’ospedale vecchio San Giovanni di Dio, antico nosocomio di Borgo Ognissanti ormai inattivo dopo sei secoli di intesa attività, sono conservati 28 deliziosi quadretti che raffigurano rigogliosi mazzi di fiori accolti in vasi di ceramica bianca e azzurra.

I ranuncoli e i gigli, le peonie e le ortensie, insieme a tanti altri fiori, si alternano ricchi di colori dentro alle ceramiche decorate molto più sobriamente con una melagrana da cui fuoriesce una croce stellata: si tratta dello stemma dei Fatebenefratelli, l’ordine religioso dedito all’assistenza degli infermi fondato da San Giovanni di Dio.

Questi quadretti, databili agli anni trenta del XVIII secolo, sono attribuiti alla Bottega di Bartolomeo Bimbi ed erano sicuramente impiegati come capoletti dell’ospedale. Le tavole dipinte ad olio appaiono ancora più curiose alla luce di questa notizia: solitamente le immagini collocate in capo al letto, sulla testa dei pazienti, rappresentavano Maria o Gesù, scene bibliche o santi.

La scelta non stupisce considerando che i gusti artistici stavano cambiando e i soggetti floreali e naturali, come nature morte e paesaggi, saranno molto amati tra la fine del Seicento e il Settecento. Non dobbiamo, poi, dimenticare che la medicina del tempo erano ancora fortemente basata sull’uso delle piante medicinali.

Non scordiamoci, però, che il fiore reciso porta con sé una specifica simbologia: colto nel momento di massima fioritura, in realtà non può far altro che appassire, come sta già accadendo ad alcuni fiori contenuti nei mazzi del San Giovanni di Dio. Si tratta, dunque, di una vanitas, un simbolo che allude alla caducità della vita.

È possibile osservare da vicino questi bellissimi piccoli capolavori e scoprire la storia dell’Ospedale vecchio San Giovanni di Dio, tutti i mercoledì mattina con le visite guidate organizzate dalla Fondazione Santa Maria Nuova ETS.

Non perdere l’occasione!

Le fattorie di Santa Maria Nuova a Reggello e a Cavriglia

Ritorna anche quest’anno il ciclo di quattro incontri dedicati alle “Fattorie di Santa Maria Nuova al tempo dei Medici”. L’iniziativa prevede due conferenze e due escursioni nel contado fiorentino alla scoperta degli antichi possedimenti dell’Ospedale di Santa Maria Nuova: case, fattorie, poderi con chiese e terreni, che venivano inventariati nei cabrei, delle mappe catastali corredate di bellissimi disegni.

Giovedì 23 maggio (ore 17.30) – Sala Martino V (primo piano dell’ospedale di Santa Maria Nuova), conferenza “Le pertinenze di Santa Maria Nuova a Reggello” con interventi dell’archivista Gaia Baglioni, della storica dell’arte Lucia Bencistà e dell’architetto Marta Parenti.

Sabato 25 maggio (ore 15.00), escursione “La Fattoria di Pitiana e Romola” guidata dalla storica dell’arte Lucia Bencistà e dall’architetto Marta Parenti; degustazione a cura di Frantoio Pasquini.

Giovedì 30 maggio (ore 17.30) – Sala Martino V (primo piano dell’ospedale di Santa Maria Nuova), conferenza “Le pertinenze di Santa Maria Nuova a Cavriglia” con gli interventi dell’archivista Roberto Baglioni e della storica dell’arte Lucia Bencistà.

Sabato 01 giugno (ore 15.00), escursione “Massa dei Sabbioni e la Chiesa di San Pietro” guidata dalla storica dell’arte Lucia Bencistà e dall’archeologo Giulia Peli; degustazione a cura di Tenuta San Jacopo e di Badia a Coltibuono.

La prenotazione è obbligatoria per tutti gli incontri (sia conferenze sia escursioni) all’indirizzo e-mail info@fondazionesantamarianuova.it oppure al telefono 055 6938688 (in orario lunedì-venerdì, 09.00-14.00).
Le conferenze prevedono ingresso liberofino ad esaurimento posti (max 45 partecipanti).

La partecipazione alle escursioni (durata di circa 2 ore) prevede una donazione consigliata di €25 a persona. Per motivi organizzativi, si richiede pagamento anticipato tramite bonifico bancario oppure presso il bookshop della Fondazione Santa Maria Nuova ETS. Occorre raggiungere il punto di ritrovo con mezzi propri.

L’evento sostiene la Fondazione Santa Maria Nuova Onlus nelle sue attività di acquisto di macchinari sanitari e valorizzazione del patrimonio storico-artistico dell’Azienda Sanitaria.

Di seguito, il programma del ciclo di incontri.

L’arte del disegno a Santa Maria Nuova

L’antico ospedale di Santa Maria Nuova non solo era frequentato da medici, infermieri e pazienti… ma anche da tanti artisti!

Nel 1339 la Compagnia di San Luca, nucleo iniziale della futura Accademia dell’Arte del Disegno, trovò la sua prima sede ne  “[…] la Cappella maggiore ch’è oggi nello Spedale”. A causa delle trasformazioni architettoniche avvenute nei secoli, tuttavia, è molto difficile ad oggi individuare se si trattasse della cappella maggiore della Chiesa di Sant’Egidio o della cappella all’interno della corsia ospedaliera. La compagnia era intitolata a San Luca, l’evangelista a cui è attribuito il primo ritratto della Madonna.

Questa convivenza risulta molto strana agli occhi della modernità, ma al tempo non lo era per niente: la compagnia era un raggruppamento dell’Arte dei Medici e Speziali, di cui gli artisti facevano parte in quanto assidui frequentatori delle spezierie, dove si rifornivano del materiale utile alla realizzazione delle loro opere.

Dopo vari trasferimenti in diversi ambienti del nosocomio durante i secoli, finalmente nel 1563 la Compagnia venne rifondata quale Accademia e Compagnia del Disegno e la sede fu spostata in luoghi cittadini.

Nel XVI secolo, un grande disegnatore trascorse molto tempo negli ambienti di Santa Maria Nuova.

Leonardo da Vinci frequentò l’ospedale sicuramente tra il 1502 e il 1508, dove eseguì “non meno di 30 notomie di mascoli e femmine d’ogni età” e strinse amicizia con Antonio Benivieni, oggi indicato quale fondatore dello studio anatomico a Firenze.

Non era una novità che gli artisti frequentassero Santa Maria Nuova per studiare i sistemi miologico e venoso direttamente sul corpo di pazienti defunti: questi studi risultavano estremamente utili per la raffigurazione pittorica o scultorea, e spesso andavano anche a corredare i manuali di medicina del tempo. Nella bottega del maestro Andrea del Verrocchio, Leonardo aveva già appreso la morfologia umana, ma in questi studi dal vero andava ricercando “l’uso, l’uffizio ed il giovamento” di ogni componente della complessa macchina che è il corpo umano.

Nei suoi disegni, le strutture anatomiche sono studiate da diversi punti di vista seguendo diligentemente le regole della prospettiva e l’uso del chiaroscuro: realizzò degli “esplosi” per illustrare come le diverse componenti – muscoli, tendini e ossa – riescano ad interagire e funzionare insieme; oppure illustrò le asportazioni di strati in modo da arrivare ad esporre le strutture più profonde.

Ad oggi non si sa bene in quale ambiente dell’ospedale fiorentino Leonardo abbia eseguito le sue dissezioni anatomiche. Tuttavia, nei sotterranei dell’ospedale sono presenti delle vasche di pietra arenaria che la leggenda vuole utilizzate dal grande artista per dissezionare i cadaveri. In realtà, questa ipotesi è molto discussa.

Due monitor per l’Ospedale di Santa Maria Nuova

Venerdì 19 aprile sono stati consegnati all’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze due monitor multiparametrici per la Medicina Interna Alta Intensità, il cui acquisto è stato possibile grazie alla campagna di raccolta fondi attivata dalla Fondazione Santa Maria Nuova ETS.

La donazione è stata resa possibile grazie al contributo dei Rotary club della quadrangolare: il club capofila Rotary Club Firenze Est insieme ai club di Rotary Paris La Défense – Courbevoie, Rotary Bruxelles Ouest, Rotary Wiesbaden Rheingau.

L’apparecchiatura Connex Spot Monitor della Welch Allyn, permetterà un importante miglioria nel monitoraggio non invasivo e non in continuo dei parametri vitali del paziente, presentando numerosi vantaggi sia per la sicurezza dei pazienti sia per la facilità di utilizzo da parte del personale medico-infermieristico. La tecnologia dei monitor permette di svolgere la rilevazione dei parametri vitali in maniera precisa e rapida ed è in grado di allertare il deterioramento clinico. Inoltre, con la tecnologia wi-fi e bluetooth, i monitor possono trasmettere i dati direttamente alla cartella clinica, senza la necessità di trascrizione da parte degli infermieri e riducendo il rischio clinico.

Alla cerimonia di consegna hanno partecipato Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova, Tommaso Grassi della Direzione Sanitaria dell’ospedale Santa Maria Nuova, Enrico Fantini, past president del Rotary Club Firenze Est, Sandra Manetti, presidente del Rotary Club Firenze Est, Vieri Vannucchi, direttore Medicina Interna Alta Intensità di Santa Maria Nuova, Barbara Cimolato, direttore facente funzione di Medicina interna di Santa Maria Nuova.

Nell’occasione, il presidente Landini ha dichiarato: “L’utilizzo di questi monitor multiparametrici migliorerà la sicurezza dei pazienti ricoverati in area medica e permetterà al personale di avere più tempo da dedicare ai degenti. L’automatizzazione del sistema di trascrizione dei dati in cartella clinica riduce il carico di lavoro per il solo rilevamento dei dati di circa 1 minuto per paziente: in un reparto di 40 persone vogliono dire 40 minuti di lavoro al computer in meno. Il che significa avere più tempo di relazione con il malato e migliorare la qualità delle cure”.

Un dolce riposo: lavanda e melissa

Nel Chiostro delle Medicherie, all’interno del percorso museale dell’ospedale di Santa Maria Nuova, sono accolte piante che venivano utilizzate dai nostri antenati come veri e propri medicinali. Alcune di queste piante erano terribilmente velenose e, sicuramente, il loro ingenuo e inesperto impiego spesso non risultò efficace per la cura dei pazienti.

Due piante che rientrano in quest’ultima categoria, molto diffuse e dall’aspetto e dal profumo delizioso, sono la lavanda e la melissa.

La Lavandula Angustifolia è una pianta della tradizione mediterranea, apprezzata per il suo eclettico utilizzo ed anche per il suo distintivo e piacevole odore: ancora oggi si è soliti inserire negli armadi sacchettini con i fiori viola di questa pianta oppure profumatori aromatizzati alla lavanda con azione disinfestante per tenere lontane le tarme. Ancora, la sua essenza è alla base di molti profumi, saponi e cosmetici.

Tuttavia, la sua fama e il suo utilizzo fin da secoli immemori non è legato solo a questa piacevole caratteristica. Nella medicina tradizionale, la lavanda è sempre stata utilizzata come rimedio contro l’insonnia di livello moderato, soprattutto nelle donne e nelle persone giovani: anche in aromaterapia, l’olio essenziale da essa estratto favorisce il rilassamento del sistema nervoso. Dunque, gli effetti calmanti e rilassanti sono ampiamente utilizzati anche contro stress e ansia (spesso incentivati proprio dalla mancanza di sonno), mentre le proprietà antinfiammatorie e analgesiche alleviano dolori muscolari, artrite e mal di testa anche tramite l’applicazione cutanea.

La Melissa Officinalis, invece, è una pianta originaria del Sud Europa e dell’Asia, di cui si usano a scopo curativo foglie e fiori. Il suo sapore è un po’ amarognolo ma il gradevole aroma ricorda il limone, tanto che in lingua inglese viene chiamata proprio Lemon balm.

Fin dai tempi più remoti, però, era famosa ed utilizzata come “erba anti malinconia”: gli antichi medici greci Galeno, Paracelso e Serapione la consigliavano contro la tristezza e quelli che oggi potremmo definire disturbi dell’umore; il medico arabo Avicenna nell’XI secolo le attribuiva la capacità di “rallegrare e confortare il cuore”; questa conoscenza si protrasse per tutto il Medioevo. Non erano per niente fuori strada, poiché ancora oggi l’acqua di melissa è utilizzata come rimedio per le leggere depressioni, per gli stati ansiosi e per i disturbi del sonno.

Inaugurazione del restauro della pala di Ridolfo del Ghirlandaio

Sabato 27 aprile 2024, presso la Chiesa di San Pietro a Massa dei Sabbioni – Cavriglia (Arezzo), si terrà la cerimonia per il ritorno della pala d’altare “Madonna col Bambino in trono e i Santi Pietro e Paolo” di Ridolfo del Ghirlandaio recentemente restaurata grazie al contributo della Fondazione CR Firenze.

La pala d’altare di Ridolfo del Ghirlandaio, figlio del più famoso Domenico, era stata recentemente protagonista della mostra Le fattorie di Santa Maria Nuova al tempo dei Medici curata dalla Fondazione Santa Maria Nuova ETS presso l’Accademia dei Georgofili: infatti, l’opera realizzata nel 1526 proviene dall’antica Chiesa di San Pietro a Massa dei Sabbioni, luogo di culto di una fattoria concessa all’Ospedale di Santa Maria Nuova da papa Leone X nel 1515.

La Madonna col Bambino tra i Santi Pietro e Paolo del Ghirlandaio richiedeva un importante intervento di restauro: un intervento strutturale ha riguardato il supporto ligneo, il quale versava in un avanzato stato di degrado determinato anche dal naturale invecchiamento del materiale, ma presentava anche un’infestazione di insetti xilofagi. Una seconda parte dell’intervento ha riguardato l’estetica del colore, sia a causa di manomissioni e ridipinture nei secoli scorsi sia a causa di modeste perdite dovute alla contrazione del colore e del legname.

 

Il programma della cerimonia di riconsegna sarà il seguente:

Ore 16.30

Saluti di Mons. Stefano Manetti, vescovo di Fiesole, Don Paolo Baratti, parroco della Chiesa di San Pietro, il sindaco del Comune di Cavriglia e Giancarlo Landini, presidente Fondazione Santa Maria Nuova ETS.

A seguire interverranno la storica dell’arte Lucia Bencistà, il restauratore Giovanni Gualdani e la restauratrice Stefania Bracci.

Ore 18.00

Celebrazione della Santa Messa.

Firenze dei Bambini 2024

Anche quest’anno le famiglie tornano a Santa Maria Nuova: la Fondazione Santa Maria Nuova ETS partecipa al festival “Firenze dei Bambini”, in collaborazione con il Comune di Firenze e MUS.E.

Domenica 21 Aprile (alle ore 10.00 e alle ore 12.00) i più piccoli e le loro famiglie potranno partecipare ai laboratori “A scuola dalle piante! Costruiamo un erbario con le piante dell’Orto Medico dell’Ospedale” indirizzati a bambini e ai ragazzi di età compresa tra i 6 e i 12 anni.

Cosa faremo? Dopo aver  scoperto l’antica stanza della Spezieria dell’ospedale, nella quale si realizzavano le medicine nel passato e si utilizzavano gli importanti libri detti “erbari”, i gruppi di lavoro misti tra adulti e bambini si sposteranno nell’orto medico ricostruito nel “Chiostro delle Medicherie” del percorso museale: qui raccoglieranno campioni di fiori e foglie per realizzare una prima pagina del proprio erbario di famiglia.

Il laboratorio ha una durata di circa 60 minuti.

La partecipazione è gratuita e la prenotazione è obbligatoria all’indirizzo e-mail info@firenzedeibambini.it. Il numero massimo di partecipanti è fissato a 15 persone (tra bambini e adulti).

Maggiori informazioni sul sito “Firenze dei Bambini”.

Un ecografo per l’ospedale di Ponte a Niccheri

Giovedì 4 aprile è stato consegnato all’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri a Firenze un ecografo di ultima generazione, il cui acquisto è stato possibile grazie alla campagna di raccolta fondi attivata dalla Fondazione Santa Maria Nuova ETS.

La donazione è stata resa possibile grazie al contributo delle aziende: Odori srl, Wineemotion spa, Dario Cecchini srl, Refrattari Valoriani srl, Neri Meccanica s.n.c., New Idea 79 srl.

L’apparecchiatura permetterà un importante miglioria nella prestazione clinica: infatti, consentirà di eseguire ecografie cliniche direttamente al letto del paziente (“bed side”) per 7 giorni su 7 nell’arco dell’intera giornata, senza che vi sia la necessità di dover spostare i pazienti (in particolare quelli in situazioni di criticità clinica) e riducendo così l’utilizzo del personale di trasporto verso i servizi diagnostici. Inoltre, lo strumento offrirà la possibilità di effettuare ecografie multiarea, ossia cuore, polmone, addome, articolazioni, vasi e tessuti molli.

Alla cerimonia di consegna hanno partecipato Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova, Enrico Benvenuti, direttore del Dipartimento Medicina Multimediale dell’Ausl Toscana Centro, Elettra Pellegrino, direttore Sanitario del presidio, Andrea Bribani, direttore di Medicina Interna Seconda dell’ospedale Santa Maria Annunziata.

Nell’occasione, il presidente Landini ha dichiarato: “L’importanza di potersi dotare di una strumentazione diagnostica adeguata va incontro alle esigenze registrate dai medici internisti che utilizzano la “ecografia clinica bed side” come strumento clinico imprescindibile al letto del paziente. Ringraziamo le aziende che con le loro donazioni hanno permesso l’acquisto di un ecografo tecnologicamente avanzato, che sarà un valido supporto per i medici e per i pazienti”.

Ogni mercoledì visite guidate al vecchio San Giovanni di Dio

Tutti i mercoledì mattina (indicativamente dalle ore 10.30) sarà possibile scoprire la storia dell’Ospedale vecchio San Giovanni di Dio grazie alle nostre visite guidate!

Da ormai due anni la Fondazione Santa Maria Nuova ETS si impegna nella valorizzazione dello storico ospedale di Borgo Ognissanti, le cui attività ospedaliere sono cessate all’inizio degli anni Ottanta per essere trasferite al “Nuovo Ospedale di San Giovanni di Dio” di Torregalli.

Insieme ripercorreremo la lunga storia del nosocomio fondato da Simone Vespucci nel 1382 e successivamente gestito dall’ordine religioso dei Fatebenefratelli, seguaci del santo portoghese Giovanni di Dio. Ci soffermeremo sulle opere d’arte che decorano il famoso atrio monumentale e, infine, scopriremo come ci si curava nell’antichità osservando alcuni antichi strumenti chirurgici.

La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata scrivendo all’indirizzo e-mail info@fondazionesantamarianuova.it o chiamando il numero 055 6938688 (in orario 09.00 – 14.00).

I gruppi di visita prevedono un massimo di 15 partecipanti. Possono prenotarsi gruppi già formati ed anche singoli partecipanti.

La partecipazione comporta una donazione di €10 a persona: con il tuo contributo sosterrai e supporterai le attività e le iniziative dell’Azienda USL Toscana Centro.

Vi aspettiamo!

Perché la colomba è il simbolo della Pasqua?

Insieme alle uova di cioccolato, la colomba è uno dei dolci più popolari della Pasqua: di origine lombarda, ma ormai apprezzata in tutta la penisola, si tratta di un dolce lievitato a base di farina, burro, uova, zucchero, buccia d’arancia candita ed una copertura di di pasta di mandorle e frutta secca. La forma, come ci rivela il nome, richiama fedelmente il mite e candido volatile, da un lato simbolo della primavera e del risveglio della natura e, dall’altro, di molti significati cristiani.

Uno degli eventi biblici più famosi che vede la colomba protagonista è l’Arca di Noè: è proprio lei ad annunciare, con un rametto d’ulivo tra il becco, la fine del diluvio universale e la riconciliazione con Dio.

L’animale continua a comparire in molti episodi chiave del Nuovo Testamento come materializzazione dello Spirito Santo. Durante l’Annunciazione, sotto forma di colomba, discende dal cielo per rivelare a Maria che porta in grembo il figlio di Dio. Infatti, la troviamo di nuovo proprio al Battesimo di Gesù: Matteo racconta nel suo Vangelo che, appena il cugino uscì dall’acqua, il cielo si aprì e Giovanni Battista “vide lo Spirito di Dio scendere su di lui come una colomba”. 

Nel tempo l’animale è divenuto non solo simbolo dell’intervento divino, ma anche della riconciliazione che permette la salvezza e della pace: così come nell’Antico Testamento era la fine del diluvio universale, successivamente sarà Gesù a rappresentare un nuovo inizio.

Storia del Capodanno fiorentino

Ogni 25 Marzo si celebra il Capodanno Fiorentino!

Infatti, fino al 1750, il calendario della città di Firenze iniziava con a contare l’anno nuovo con quasi tre mesi di ritardo… Come mai?

Questa usanza risaliva al Medioevo, quando il capoluogo toscano, caratterizzato da una forte vocazione mariana, faceva coincidere l’inizio dell’anno con il 25 Marzo, individuato dalla Chiesa come il giorno in cui avvenne l’Annunciazione.

Nella facciata dell’ospedale di Santa Maria Nuova, al di sotto del loggiato progettato dal Buontalenti, proprio vicino all’ingresso principale, Il Pomarancio affrescò nel 1613-1614 l’incontro miracoloso tra l’arcangelo Gabriele e Maria, mentre sopra le loro teste un nutrito gruppo di angeli musicanti scende dal cielo dorato.

In realtà, nel 1582 il calendario gregoriano fissò l’inizio dell’anno civile al 1° gennaio, ma Firenze continuò imperterrita a seguire la tradizione medievale. Ci volle l’intervento del granduca Francesco III di Lorena, alla metà del XVIII secolo,  per allineare il capoluogo toscano al normale decorso dell’anno civile.

Il ricordo del Capodanno fiorentino, tuttavia, è ancora vivo e vegeto! Ogni anno, il corteo storico parte dal Palagio di Parte Guelfa per giungere alla Basilica della Ss. Annunziata, proprio come facevano in passato i pellegrini che andavano a rendere omaggio ad un’effige sacra della Madonna lì conservata…

Si tratta dell’affresco duecentesco conosciuto come “Vergine Gloriosa”, protagonista di un miracolo. Secondo le storie popolari, nel 1252 un certo frate Bartolomeo, incaricato dai Servi di Maria di decorare la Basilica, non riusciva a proprio a dipingere il volto della Madonna nella scena dell’Annunciazione: ne rimase così frustrato che decise di abbandonare l’opera. Eppure, una notte Bartolomeo si risvegliò improvvisamente e si ritrovò davanti all’immagine della Vergine dipinta miracolosamente dagli angeli!

L’evento rese l’immagine oggetto di una grande devozione… che arrivò anche a Santa Maria Nuova! Nel coretto delle monache della Chiesa di Sant’Egidio, all’interno del percorso museale dell’ospedale, sono conservati due deliziose piccole tavole che raffigurano i volti dell’arcangelo Gabriele e della Madonna dell’affresco miracoloso della Ss. Annunziata.

Vieni a scoprire la storia del vecchio San Giovanni di Dio!

È in programma una visita guidata all’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio: Mercoledì 24 aprile alle ore 10.30 vi invitiamo a scoprire la storia l’antico ospedale in Borgo Ognissanti!

Da diverso tempo, la Fondazione Santa Maria Nuova ETS si impegna nella valorizzazione dello storico ospedale di Borgo Ognissanti, le cui attività ospedaliere sono cessate all’inizio degli anni Ottanta per essere trasferite al “Nuovo Ospedale di San Giovanni di Dio” di Torregalli.

Insieme ripercorreremo la lunga storia del nosocomio fondato da Simone di Piero Vespucci nel 1382 e rimasto parzialmente sconosciuto fino all’arrivo dell’ordine religioso dei Fatebenefratelli, seguaci di San Giovanni di Dio. Ci soffermeremo sulle opere d’arte che decorano il famoso atrio monumentale e il chiostro; infine, scopriremo come ci si curava nell’antichità osservando alcuni antichi strumenti chirurgici.

Per prenotare è necessario scrivere all’indirizzo e-mail info@fondazionesantamarianuova.it o chiamare il numero 055 6938688 (in orario 09.00 – 14.00). La partecipazione comporta una donazione di €10 a partecipante.

Vi aspettiamo!

Ogni sabato visite guidate a Santa Maria Nuova

Ripartono le visite guidate al percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova con una bella novità: sarà possibile scoprire, insieme alla Fondazione Santa Maria Nuova, la storia e l’arte di questo antichissimo luogo ogni sabato mattina, indicativamente dalle ore 10.00.

Durante la visita ripercorreremo la storia dell’ospedale fondato da Folco Portinari nel 1288, attraversando i secoli e le ristrutturazioni che ce l’hanno consegnato così come lo vediamo oggi, dopo sette secoli di ininterrotta attività ospedaliera! Anche da un punto di vista artistico ha ricoperto un ruolo importante: era il punto di ritrovo per la formazione di moltissimi artisti, tra cui Lorenzo Ghiberti e Leonardo da Vinci, e scopriremo insieme il perché di questa inusuale presenza… Il percorso comprende anche il Chiostro delle Medicherie, che accoglie piante che venivano utilizzate dai nostri antenati come medicinali: alcune efficaci ancora oggi ed altre terribilmente velenose. Infine sarà possibile visitare il Matroneo delle Oblate, un luogo particolare solitamente inaccessibile nella Chiesa di Sant’Egidio.

La prenotazione è obbligatoria e può essere effettuata scrivendo all’indirizzo e-mail info@fondazionesantamarianuova.it o chiamando il numero 055 6938688 (in orario 09.00 – 14.00).

I gruppi di visita prevedono un massimo di 15 partecipanti. Possono prenotarsi gruppi già formati ed anche singoli partecipanti.

La partecipazione comporta una donazione di €10 a persona: con il tuo contributo sosterrai e supporterai le attività e le iniziative dell’Azienda USL Toscana Centro.

Vi aspettiamo!

La continuità tra ospedale e territorio: il secondo convegno sulla cura del paziente anziano

Venerdì 01 e Sabato 02 Marzo, presso l’Auditorium di Santa Apollonia (via San Gallo, 25), si terrà il convegno “La continuità tra ospedale e territorio: nuove prospettive. La continuità di cure per il paziente anziano complesso: la presa in carico nell’ospedale senza muri, link tra ospedale e territorio”, promosso tra gli altri dalla Fondazione Santa Maria Nuova ETS. Gli incontri verteranno sul tema della continuità di cure per i pazienti anziani complessi all’insegna di un potenziamento del rapporto tra strutture ospedaliere e territorio.

La partecipazione alla conferenza è gratuita e riservata a 180 partecipanti: è rivolto a medici, infermieri (fino a 70), farmacisti (fino a 15), fisioterapisti (fino a 25) e assistenti sociali (fino a 15). Per effettuare l’iscrizione è necessario visitare il sito  dell’evento.

I gatti all’ospedale di Santa Maria Nuova

L’unione tra esseri umani e felini si perde nella notte dei tempi.

Testimonianze lontane le troviamo dall’Antico Egitto, quando gli egizi iniziarono ad addomesticare i gatti selvatici per le loro incredibili doti di caccia ai topi che distruggevano i raccolti nei granai. Col tempo iniziarono ad essere venerati  come divinità sotto la forma della Dea Bestet , figura col corpo di donna e la testa di gatta.

Bestet rappresentava la vitalità e la fertilità, ma anche il collegamento con il mondo dei morti: esisteva un tempio nella città di Bubastis dedicato proprio alla dea, dove i gatti potevano muoversi liberamente. I fedeli andavano ad osservarli in cerca di consigli, giacché ritenuti esseri soprannaturali in comunicazione con l’aldilà. L’uccisone di un gatto veniva punita severamente, pena che è andata a perdersi nei secoli avvenire.

Nella tradizione popolare la figura del felino ha assunto molteplici significati, talvolta ambigui e negativi,  associati al peccato e alla stregoneria.

Nel 1233 Papa Gregorio IX in una bolla papale scrive di un culto satanico che andava diffondendosi in Germania: si legge che durante questi incortini il demonio si palesasse sotto forma di molti animali, tra i quali un gatto nero.

Non esistono testi scritti che testimoniano un effettiva “caccia al gatto nero” ed un conseguente sterminio, tuttavia occorre dire che la superstizione dominava le menti e dunque è plausibile che queste creature subissero soprusi e violenze.

Durante l’Inquisizione spagnola Papa Innocenzo VIII rafforzò l’immaginario dei gatti associati al maligno, alle streghe e alla superstizione. Ancora oggi qualcuno ritiene che incrociare un gatto nero porti sfortuna.  Ma erano, paradossalmente, animali molto apprezzati sia nell’ambiente domestico sia in quello ospedaliero per la stessa ragione che li rese divinità nell’Antico Egitto: essere degli abilissimi cacciatori di roditori, considerati indomabili distruttori di raccolti e veicoli di malattie.

Nell’ospedale di Santa Maria Nuova vivevano tanti gatti: frequentavano principalmente le corsie e il Matroneo, il corridoio segreto all’interno della chiesa accessibile solo per le oblate ospitaliere, un luogo speciale che oggi fa parte del percorso museale dell’ospedale . Curioso che,  dietro una porta di una sagrestia si legga una frase scritta a mano che recita: “sono pregate tutte a chiudere sempre perché non passino i gatti”. Prova tangibile dell’innata curiosità che caratterizza questo splendido animale , ora come allora!

immagine di copertina: “Gatto bianco, topo nero”, ‘The Maastricht Hours’, Liège 14th century (BL, Stowe 17, fol. 75v)

Conad Nord Ovest sostiene il Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Santo Stefano di Prato

Conad Nord Ovest annuncia con orgoglio una donazione di 228.000 euro a favore del Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Santo Stefano di Prato, un gesto significativo che sottolinea l’importanza della solidarietà e dell’impegno comune.

Questo importante contributo è il risultato dell’unione solidale  tra soci, clienti e cooperativa, grazie alla campagna sostenibile “Una Collezione da favola”, attiva da ottobre a dicembre 2023, che ha coinvolto tutti i punti vendita Conad Nord Ovest in un esempio tangibile di condivisione e partecipazione.

L’iniziativa natalizia, in collaborazione con GOOFI by Egan, ha sostenuto importanti ospedali attivi con progetti pediatrici presenti sul territorio. I clienti possessori della Carta Insieme e Carta Insieme Più Conad hanno contribuito attivamente al progetto partecipando alla raccolta dei prodotti GOOFI, ispirati ai personaggi delle fiabe e realizzati in plastica 100% riciclata (ABS). Per ogni premio distribuito Conad Nord Ovest ha devoluto 50 centesimi a favore di 8 importanti ospedali pediatrici del territorio.

I fondi raccolti in Toscana sono andati alla Fondazione Santa Maria Nuova ETS per la riqualificazione degli spazi e delle attrezzature del Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Santo Stefano di Prato, specializzato per assistere tutte le patologie mediche e traumatologiche dei bambini fino a 16 anni.

Il ricavato dell’iniziativa sarà destinato alla realizzazione di percorsi assistenziali adeguati ai minori, spazi per il triage infermieristico, sale visite, posti di osservazione, nuove apparecchiature per migliorare la gestione dei piccoli pazienti e rendere l’attesa “a misura di bambino” mediante sistemi di interattività multimediale che riducano lo stress. In Toscana, negli ultimi dieci anni, la charity natalizia ha permesso di devolvere a varie eccellenze pediatriche della Regione, oltre 1.9 milioni di euro.

Ringraziamo Conad Nord Ovest per essere ancora una volta al nostro fianco e per aver lanciato questa importante iniziativa solidale che ha avuto un duplice risultato: ha permesso di raccogliere fondi che la Fondazione Santa Maria Nuova destinerà al Pronto Soccorso Pediatrico dell’Ospedale Santo per migliorare ambienti e strumentazioni, ma ha contribuito anche a sensibilizzare i clienti dei punti vendita sull’importanza di avere strutture sanitarie all’altezza per la salute di tutti e il benessere comune” commenta Giancarlo Ladini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova. 

La campagna di collezione solidale del periodo natalizio vede da anni impegnata Conad Nord Ovest a fianco di importanti ospedali pediatrici delle regioni in cui opera con risultati davvero importanti, tanto da aver permesso di donare ad oggi complessivamente oltre 5 milioni di euro a favore di : Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, Ospedale pediatrico Microcitemico e Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, Azienda ospedaliero universitaria Meyer di Firenze, Fondazione Toscana Gabriele Monasterio di Pisa/Massa e Fondazione Santa Maria Nuova di Firenze.

A questi si sono aggiunti nel tempo l’Istituto Giannina Gaslini di Genova, il Policlinico Sant’Orsola di Bologna e la Fondazione Ospedale Regina Margherita di Torino, con l’inclusione più recente dell’Ospedale Beauregard di Aosta, l’Ospedale Santo Stefano di Prato e il Policlinico di Modena.

Questa iniziativa si inserisce in un più ampio progetto Conad a sostegno degli ospedali attivi con progetti pediatrici su tutto il territorio italiano, in tutto 27, ai quali questa edizione ha donato complessivamente 1,7 milioni di euro.

L’impegno dedicato alle partnership sostenibili e, in particolare, alle iniziative di fidelizzazione a sostegno delle persone e delle comunità, rientra nel grande progetto di sostenibilità di Conad “Sosteniamo il futuro”, basato su tre dimensioni fondamentali: rispetto dell’ambiente, attenzione alle persone e alle comunità, valorizzazione del tessuto imprenditoriale e del territorio italiano.

Cappuccino, Caffellatte o Caffè e Latte?

Giovedì 7 Marzo Febbraio e Giovedì 14 Marzo presso la Sala Martino V dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, si terrà il ciclo di conferenze “Cappuccino, Caffelatte o Caffè e Latte? ” a cura della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus.

Gli incontri verteranno sulle proprietà benefiche del latte e del caffè.
Di seguito, il programma degli incontri:

GIOVEDÌ 7 MARZO  (ore 17.00)

Apre il ciclo di conferenze l’incontro “Latte e latticini: effetti sulla nostra salute, sugli animali, sull’ambiente” con i relatori Monica Dinu, Biologa nutrizionista, Università degli studi di Firenze – Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica e Daniele Cammelli, Reumatologo – Università degli studi di Firenze.

A conclusione dell’incontro, è prevista una degustazione di prodotti a cura di Conad Nord Ovest, con la preziosa collaborazione degli studenti dell’Istituto I.P.S.S.E.O.A Buontalenti di Firenze.

GIOVEDÌ 14 MARZO (ore 17.00)

Il secondo incontro “ Il caffè, il balsamo del cuore e dello spirito (G.Verdi)” verrà presentato dai relatori Sofia Lotti, Nutrizionista – Università degli studi di Firenze e Francesco Fattirolli, Cardiologo- Università degli studi di Firenze.

A conclusione dell’incontro, è prevista una degustazione di prodotti sempre a cura di Conad Nord Ovest, con la preziosa collaborazione degli studenti dell‘Istituto I.P.S.S.E.O.A Buontalenti di Firenze.

La partecipazione al ciclo di conferenze è gratuita e libera, fino ad esaurimento posti.

Per effettuare la prenotazione è necessario inviare un’e-mail a info@fondazionesantamarianuova.it oppure telefonare allo 055 6938688 – 055 6938630 (in orario 09.00 – 14.00), indicando l’incontro al quale si vuole partecipare, il numero e il nominativo dei partecipanti ed un recapito telefonico.

Si ringrazia per aver permesso la realizzazione dell’evento: Fondazione Chianti Banca, Conad Nord Ovest e l’Istituto I.P.S.S.E.O.A Buontalenti

Mercoledì 6 Marzo visita l’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio!

È in programma una visita guidata all’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio in Borgo Ognissanti nel centro di Firenze: Mercoledì 6 Marzo alle ore 10.30.

L’evento cade nella settimana dell’8 Marzo, la giornata della nascita e della morte di San Giovanni di Dio, il santo a cui è stato dedicato il luogo! Non solo, il 9 marzo si festeggia anche la data di nascita del parente più famoso del fondatore, Amerigo Vespucci! Un occasione davvero imperdibile.

L’ospedale vecchio San Giovanni di Dio è l’antenato di quella che oggi è la struttura ospedaliera situata in zona Torregalli, che proprio da questo prende il nome.

L’antico nosocomio fu fondato nel 1382 da Simone di Piero Vespucci ed inizialmente era dedicato a Santa Maria dell’Umiltà, in conformità alla vocazione mariana della città. Successivamente nel 1587 cambiò nome, quando l’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, seguace del futuro santo portoghese, ne prese la gestione.

Giovanni di Dio, al secolo Juan Ciudad, quarant’anni prima salvò i poveri assistiti dell’Ospedale Reale di Granada portandoli in spalla durante un devastante incendio. Rischiando ulteriormente la sua vita, tentò anche di smorzare le fiamme e ne uscì miracolosamente illeso.

Oggi, in virtù del suo coraggio e del suo altruismo, è considerato il santo patrono degli ammalati, degli infermieri e dei vigili del fuoco spagnoli, detti Bomberos.

È stata aperta un’ulteriore data di visita: mercoledì 13 marzo alle ore 10.30.

Per partecipare è richiesta una donazione di minimo €10 a persona ed è necessaria la prenotazione all’indirizzo e-mail info@fondazionesantamarianuova.it, specificando nominativo dei partecipanti ed almeno un recapito telefonico.

Vi aspettiamo!

Photo’s Copyright © 1995 by Associazione San Giovanni di Dio di  Firenze

Su il Sipario! La medicina in scena!

Giovedì 29 febbraio alle ore 18.00 presso il Salone Martino V dell’ospedale di Santa Maria Nuova si terrà lo spettacolo teatrale “Su il Sipario! La medicina in scena!”.

L’evento è  dedicato alla memoria di Graziella Magherini, la psicoanalista e psichiatra scomparsa il 10 dicembre dell’anno scorso e celebre per i suoi studi sulla Sindrome di Stendhal, descritta nella letteratura  come “la sensazione di malessere diffuso associata alla visione di opere d’arte o architettoniche di notevole bellezza”.

La sindrome è conosciuta anche sotto il nome di “Sindrome di Firenze”,  poiché è nel capoluogo toscano che si sono verificati i maggior numero di casi. Difatti la Dott.ssa Magherini nei suoi studi definisce la Sindrome di Firenze il malessere che provò lo scrittore viaggiatore Stendhal  alla vista della facciata della basilica di Santa Croce e che raccontò nel suo testo “Roma, Napoli e Firenze”.

Lo spettacolo, a cura della Compagnia delle Seggiole ed organizzato dalla Fondazione Santa Maria Nuova e dall’Università degli studi di Firenze, sarà un dialogo tra la psichiatra, Stendhal ed il David di Michelangelo, su testo redatto dalla professoressa Donatella Lippi, esperta in Storia della medicina e Medical Humanities.

Dopo i saluti istituzionali seguiranno le testimonianze a cura di:

Vincenza Quattrocchi, psichiatra

 Giuseppe Saraò, psichiatra

 Ivan Pieri, assistente sociale

Debora Meloni, psichiatra

L’evento è gratuito su prenotazione. Per prenotarsi occorre scrivere all’indirizzo email info@fondazionesantamarianuova.it

Vi aspettiamo!

Si ringrazia per aver permesso la realizzazione dell’evento: Fondazione Careggi, Azienda Ospedaliera Universitaria Careggio, Ordine Provinciale Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Firenze, Università degli studi di Firenze, Associazione Istituto Francese di Firenze.