Due monitor per l’Ospedale di Santa Maria Nuova

La donazione è il risultato della campagna di raccolta della Fondazione Santa Maria Nuova

Ultimo aggiornamento: 19/04/2024 14:54

Venerdì 19 aprile sono stati consegnati all’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze due monitor multiparametrici per la Medicina Interna Alta Intensità, il cui acquisto è stato possibile grazie alla campagna di raccolta fondi attivata dalla Fondazione Santa Maria Nuova ETS.

La donazione è stata resa possibile grazie al contributo dei Rotary club della quadrangolare: il club capofila Rotary Club Firenze Est insieme ai club di Rotary Paris La Défense – Courbevoie, Rotary Bruxelles Ouest, Rotary Wiesbaden Rheingau.

L’apparecchiatura Connex Spot Monitor della Welch Allyn, permetterà un importante miglioria nel monitoraggio non invasivo e non in continuo dei parametri vitali del paziente, presentando numerosi vantaggi sia per la sicurezza dei pazienti sia per la facilità di utilizzo da parte del personale medico-infermieristico. La tecnologia dei monitor permette di svolgere la rilevazione dei parametri vitali in maniera precisa e rapida ed è in grado di allertare il deterioramento clinico. Inoltre, con la tecnologia wi-fi e bluetooth, i monitor possono trasmettere i dati direttamente alla cartella clinica, senza la necessità di trascrizione da parte degli infermieri e riducendo il rischio clinico.

Alla cerimonia di consegna hanno partecipato Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova, Tommaso Grassi della Direzione Sanitaria dell’ospedale Santa Maria Nuova, Enrico Fantini, past president del Rotary Club Firenze Est, Sandra Manetti, presidente del Rotary Club Firenze Est, Vieri Vannucchi, direttore Medicina Interna Alta Intensità di Santa Maria Nuova, Barbara Cimolato, direttore facente funzione di Medicina interna di Santa Maria Nuova.

Nell’occasione, il presidente Landini ha dichiarato: “L’utilizzo di questi monitor multiparametrici migliorerà la sicurezza dei pazienti ricoverati in area medica e permetterà al personale di avere più tempo da dedicare ai degenti. L’automatizzazione del sistema di trascrizione dei dati in cartella clinica riduce il carico di lavoro per il solo rilevamento dei dati di circa 1 minuto per paziente: in un reparto di 40 persone vogliono dire 40 minuti di lavoro al computer in meno. Il che significa avere più tempo di relazione con il malato e migliorare la qualità delle cure”.

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