La terribile vendetta di Veronica Cybo

Storia del fantasma dell’Ospedale Serristori

Ultimo aggiornamento: 19/10/2024 13:43

Nel Chiostro delle Conchiglie della Villa San Cerbone, dal 1890 sede dell’Ospedale Serristori, sono collocate numerose lapidi commemorative ed elogiative che ripercorrono la storia del luogo, dell’ospedale e della famiglia Serristori.

Una lapide tardo ottocentesca ricorda Veronica Cybo, definita “esempio singolare dei costumi del suo tempo”… Questa frase sibillina è un riferimento ai fatti terribili che videro la nobildonna protagonista e, per i quali, venne esiliata proprio a Villa San Cerbone.

Nata nel 1611, Veronica era la figlia dei Duchi di Massa, Carlo I Cybo-Malaspina e Brigida di Giannetto Spinola. Appena diciassettenne fu data in sposa al fiorentino Jacopo Salviati: giovane Duca di San Giuliano e consigliere del Granduca Ferdinando II, si trattava dell’erede di una delle più importanti famiglie di Firenze.

Due giovani rampolli di importanti famiglie, cosa poteva andare storto in questo matrimonio? Intanto il fatto che Jacopo avesse un grande difetto: non solo era molto vanitoso, ma era soprattutto un noto libertino circondato da molte amanti. Veronica, dal canto suo, era descritta come una donna di indole passionale e altezzosa, che mal sopportava le avventure del marito. Tuttavia, una relazione in particolare scatenò la sete di vendetta della moglie massese: il rampollo Salviati perse la testa per la bella e povera Caterina Canacci, giovane sposa del rude tessitore casentino Giustino.

Questa volta Veronica non resse l’affrontò. Fece arrivare da Massa due fedeli vicari che, con l’aiuto del figliastro di Caterina, tagliarono la testa alla giovane amante. Non del tutto soddisfatta, poiché il vero obiettivo era il marito infedele, Veronica rese la sua vendetta ancora più sconvolgente… Ogni 31 dicembre era tradizione che le mogli offrissero in dono ai consorti una cesta di biancheria da esse ricamata: ebbene quel giorno del 1633, Jacopo vi trovò all’interno la testa recisa dell’amata Caterina.

Lo scandalo fu grande a Firenze. Veronica venne ripudiata dalla famiglia Salviati ed esiliata a Villa San Cerbone, all’epoca proprietà della famiglia. Si narra che qui fu visitata dal fantasma della sua rivale, che le promise che le sarebbe apparsa ogni notte per ricordarle l’atrocità che aveva commesso. In realtà la permanenza a Figline non durò a lungo: venne perdonata ma allontanata a Roma, dove morì di vecchiaia nel 1691.

Eppure, secondo voci di corridoio che raccontano di strani rumori e di fanciulle che si aggirano per l’ospedale, leggenda vuole che il fantasma di Veronica Cybo si aggiri inquieto e senza pace tra le stanze di Villa San Cerbone.

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