Il Medico della Peste

Una maschera non solo di Carnevale

Ultimo aggiornamento: 12/02/2026 17:15

Tra le maschere più antiche e misteriose c’è sicuramente quella del Medico della Peste. Il travestimento prevede un lungo becco adunco a coprire il volto, completato da una tunica nera molto accollata e da occhiali.  Il risultato, piuttosto sinistro, rivela effettivamente una storia che porta molto lontano dai festeggiamenti del Carnevale.

La maschera nasce in realtà come veste per la prevenzione dal contagio dei morbi e, nel dettaglio, di quello più temuto nel passato: la peste.

L’utilizzo di maschere per proteggersi dai contagi da parte dei medici era già diffuso fin dal XIV secoli. Anche se il processo che portava alla malattia risultava piuttosto misterioso, risultò abbastanza chiaro sin dall’inizio che il contatto con il corpo dell’ammalato era esso stesso un veicolo per il morbo.  A questo si aggiunse ben presto il sospetto che anche l’aria potesse essere a sua volta infettata. Ecco che si pensò ad una protezione che potesse essere il più possibile “completa”.


Il medico di re Luigi XIII di Francia, Charles de Lorme, nel 1619 mise a punto l’abbigliamento completo per la protezione dai contagi. Thomas Bartholin, invece, nel suo trattato Historiarum anatomicarum medicorum rariorum centuria ci ha lasciato forse l‘immagine più famosa di questa mschera.

Una lunga tunica nera in tela cerata, scarpe, guanti e un cappello a tesa larga di pelle. Completa il travestimento la  celebre maschera dal becco lungo e adunco, una bacchetta e degli occhiali.

L’obiettivo era evitare di avvicinarsi troppo al corpo del malato, ostacolando in ogni modo il contatto e proteggendosi (attraverso coperture idrorepellenti e lenti di vetro) da qualsiasi liquido infetto. La maschera, inoltre, permetteva di inserire al su interno profumi e piante odorose  nel tentativo di purificare e profumare l’aria inalata agendo come un filtro. La bacchetta, infine, permetteva al medico di scoprire il malato, senza toccarlo, durante la visita.

Da maschera “da lavoro” a travestimento ludico, il “medico della peste” rimane  un costume iconico e molto ricercato per festeggiare la follia del Carnevale.

TAG
Fondazione
Firenze