Progetto pilota per i pazienti oncologici







La Fondazione Santa Maria Nuova promuove un “progetto pilota” che prevede attività per favorire il benessere dei pazienti oncologici degli ospedali dell’Azienda sanitaria.
Da tempo si è progressivamente affermata la convinzione che la fruizione dell’arte possa avere sorprendenti ricadute positive sul benessere dell’individuo. Questo assunto, suffragato da dati scientifici che attestano sensibili riduzione di disturbi da ansia e stress in occasione di esperienze legate all’arte, ha incoraggiato la costruzione di un vero e proprio percorso di “visite museali” articolate attraverso diverse tecniche di fruizione artistica e sensoriale.
Il progetto, realizzato in collaborazione con la SOS Psiconcologia dell’AUSL Toscana centro, prevede la proposta ad una selezione di pazienti, di un percorso in 3 moduli concepiti come esperienza immersiva, dove possibile, in modalità multisensoriale (vista, udito, olfatto).

Ogni proposta è ospitata all’interno del percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, dove i pazienti possono sperimentare un approccio all’arte attraverso tecniche di Visual Thinking Strategies; un laboratorio olfattivo dedicato alle erbe medicinali; un’immersione musicale davanti ad un’opera d’arte guidata da professionisti del “Conservatorio Luigi Cherubini” di Firenze.


A conclusione di ogni modulo e al termine di tutto il ciclo di incontri, i partecipanti vengono infine sottoposti a specifici questionari di valutazione.
Ogni proposta è immersa in un contesto di accoglienza della persona con alti standard di qualità così da predisporre tutti i partecipanti ad una fruizione completa ed efficace dell’esperienza.
L’Ospedale di Santa Maria Nuova rappresenta un contesto unico all’interno del quale sperimentare l’approccio all’arte in chiave terapeutica. L’Ospedale (tra i più antichi con attività ininterrotta dall’anno della sua fondazione), già da anni ha sperimentato infatti gli effetti positivi dell’esperienza museale riservata a pubblico generico e specifico. Il progetto, che ha terminato la prima fase “pilota” e proseguirà per tutto il 2026, grazie al sostegno ricevuto dalla “Fondazione Biagioni Borgogni”.