La conversione di San Paolo

Il persecutore che divenne l’Apostolo delle Genti

Ultimo aggiornamento: 24/01/2024 14:00

Oggi, 25 gennaio, si celebra la conversione di San Paolo. Nelle Sale della Direzione Generale dell’ospedale di Santa Maria Nuova è conservato un busto ritraente il santo, uno degli apostoli più ferventi della parola di Gesù, insieme a San Pietro.

Ma chi era San Paolo?

Al secolo Paolo di Tarso, nasce sotto il nome di Saulo a Tarso, nella Cilicia, oggi la zona situata nella Turchia meridionale più prossima alla Siria. Nel I secolo la Cilicia era un luogo cosmopolita, ricco di culture diverse e religioni diverse, tutte organizzate sotto l’Impero Romano. Possedeva più nomi poiché era prassi comune al tempo indossarne due se di origini ebree: quello ebraico, Saul, significava “Implorato a Dio” mentre quello latino, Paulus, faceva riferimento alla sua bassa statura.

È considerato nella religione cristiana come “l’apostolo delle genti”, per quanto prima della conversione viene descritto negli Atti degli Apostoli come agguerrito persecutore del popolo cristiano. Era un fanatico dell’ebraismo: si racconta che partecipò indirettamente alla lapidazione di Santo Stefano – primo martire della storia – poichè  profondamente d’accordo con la sua uccisone in quanto seguace di Cristo.

Non solo, è descritto come il segugio degli “eretici” dato che aveva la capacità di stanare la comunità cristiana  per vessarla con crudeltà. Per questo motivo i testi raccontano che dovettero fuggire da Gerusalemme a Damasco, e questo non gli impedì di proseguire nella sua caccia rabbiosa.

Lungo la via che conduceva a Damasco, mentre stava cavalcando verso la sua missione, gli apparve Gesù da un fascio di luce. L’improvvisa apparizione lo disarcionò da cavallo e, mentre era a terra confuso dalla situazione, una voce gli disse: “Io sono Gesù che tu perseguiti. Orsù alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò che devi fare” (Atti 9, 3-7).

Perse la vista per tre giorni. Venne accolto benevolmente dalla comunità cristiana di Damasco, che si prese cura di lui e lo battezzò, rendendolo ufficialmente portavoce della parola di Dio. Da quel momento nacque San Paolo, venne immediatamente  condannato dagli ebrei ed iniziarono il suoi  lunghi viaggi di proselitismo nel mondo. Fu martirizzato a Roma per decapitazione nell’anno 67,  gli venne risparmiata la crocefissione in quanto riconosciuto come cittadino romano.

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