Giovanni da San Giovanni e Matteo Rosselli a Santa Maria Nuova
Il 9 dicembre 1636 moriva Giovanni Mannozzi, detto Giovanni da San Giovanni. Pittore bizzarro e di grande talento originario di San Giovanni Valdarno.
Di questo artista e del suo maestro, Matteo Rosselli, l’Ospedale di Santa Maria Nuova conserva due opere e una memoria curiosa. Nell’attuale via Folco Portinari, un tempo via delle Pappe, intorno al 1620, furono realizzati due tabernacoli identici nelle edicole, ma diversi per soggetto.
Matteo Rosselli dipinse una “Madonna con Bambino” (ancora visibile nella via); l’allievo, Giovanni da San Giovanni una “Carità” (oggi nel “Chiostro delle Ossa” dell’Ospedale di Santa Maria Nuova).

La posizione dei due tabernacoli, uno di fronte all’altro sulla stessa via, ci suggerisce una contrapposizione che avrebbe potuto sfociare in un contrasto tra i due artisti.
Maestro VS Allievo?
Di Matteo Rosselli sappiamo che era figura piuttosto malinconica e ossessionata di trasmettere il proprio sapere a un discepolo che potesse “entrare a far parte della famiglia”.
Giovanni da San Giovanni, ci dice invece il suo biografo Baldinucci, era un soggetto stravagante. Era andato controcorrente rispetto alle volontà della famiglia – che lo voleva notaio o prete – e si era tuffato a capofitto nell’arte della pittura. Si dice trascorresse lunghe notti buttato su un letto a leggere libri di storia e di poesia e che vestisse trasandato come se “i panni gli fossero stati gettati addosso dalla finestra”.
Diremmo oggi “un tipo strano”, ma sensibile, a giudicare da come si sarebbe comportato nei confronti del maestro.
Lo Spedalingo di Santa Maria Nuova, all’epoca Giovanni Mattioli, quando commissionò le opere ai due artisti pensò bene di retribuirli allo stesso modo: 15 piastre a entrambi.
Una scelta che dovette sembrare offensiva per Rosselli, che già si era visto contrapporre, anche nell’ubicazione, l’opera di un allievo giovane e davvero molto talentuoso e, ancor peggio, gli veniva equiparato nella “paga”. Un po’ come dire: “siete bravi allo stesso modo” e, considerando l’età, “l’allievo sta superando il maestro”.
Entrò allora in gioco la personalità di Giovanni da San Giovanni, che dimostrò umiltà, psicologia e grandezza d’animo rispondendo allo Spedalingo, come riporta il Baldinucci:
“… se voi avete dati quindici scudi al Rosselli mio maestro, vuole ogni giustizia, che a me, che sono suo scolare, se ne dieno solamente quattordici; e presa una delle piastre, resela al mandato dello Spedalingo.”