L’arancio amaro

Il frutto dei Medici utile alla medicina

Ultimo aggiornamento: 13/11/2025 10:11

Arriva l’inverno, con la sua aria frizzante, il clima rigido e il calore delle feste. Tra i suoi profumi, oltre a quelli tipici dei cibi e delle bevande da consumare al caldo delle nostre case – tè, caffè e spezie – c’è sicuramente quello dell’arancio.

Frutto di origine orientale, nelle sue varietà originarie, legatissimo  – in periodo rinascimentale – alla Toscana, dove portato alla ribalta dalla famiglia Medici.

Cosimo I e Francesco I apprezzavano moltissimo gli agrumi e li introdussero nella corte medicea e all’interno dei propri palazzi. Una delle interpretazioni delle “palle” dello stemma mediceo sembra identificarle proprio con le “arance”.

Agnolo Bronzino, Ritratto di Cosimo I de’ Medici

 

Ai Medici si deve la creazione di varietà originali, come la Bizzarria (incrocio tra arancio amaro, limone e cedro) e in generale la coltivazione di tutti gli agrumi che, per adattarsi meglio al clima della regione, si pensò bene di coltivare in vaso, così da poter essere messi al riparo durante le stagioni più rigide.

Bartolomeo Bimbi, Citrus of the Medici (Fonte: wga.hu)

 

In ambito “medico” la varietà più interessante è sicuramente l’arancio amaro (Citrus x aurantium L.), un antico ibrido, ricavato probabilmente dall’incrocio tra il pommelo e il mandarino e utilizzato nel Medioevo come antidoto ai morsi delle vipere, molto diffuso nell’industria alimentare e farmaceutica per la preparazione di tonici e digestivi.

L’arancio amaro è presente in un bell’esemplare all’interno dell’ “Orto Medico” dell’Ospedale di Santa Maria Nuova: la riproduzione di un arto didattico ad uso della Scuola medica dell’Ospedale. Vieni a visitarlo!