L’iperico: “erba cacciadiavoli” dedicata a San Giovanni

Le mille virtù della “pianta del sole”

Ultimo aggiornamento: 11/07/2025 17:19

Nell’orto medico medievale non può mancare una pianta importantissima dal punto di vista simbolico e terapeutico: l’iperico.

Si tratta di una pianta perenne e tipicamente estiva. Dotata di bei fiori giallo acceso, per via della sua piena fioritura a fine giugno, in coincidenza con il solstizio d’estate, viene assimilata al sole e alla luce e in virtù della vicinanza del solstizio con la festività di San Giovanni (24 giugno) viene chiamata volgarmente anche “Erba di San Giovanni”. Una pianta molto fiorentina, dunque, perché si fregia della denominazione del patrono della nostra citta!

Quale significato simbolico ha ricoperto nei secoli questa pianta? Naturalmente l’identificazione con la luce e con il bene, in opposizione alle tenebre del peccato e al diavolo. Nei secoli è stata quindi utilizzata come “protezione” dal male, da qui la denominazione di “erba cacciadiavoli”.

Quali invece le sue proprietà terapeutiche? In parte le virtù curative trovano rispondenza con la “solarità” dei suoi fiori. L’iperico – tra i preparati più noti c’è il ben conosciuto olio – è infatti comunemente utilizzato in caso di infiammazioni e scottature della pelle.

 

 

 

Il colore rosso della linfa di questa pianta, dall’aspetto simile al sangue, è servita in passato a giustificare invece le sue proprietà cicatrizzanti.

L’applicazione terapeutica forse più interessante legata a questa pianta è però quella di antidepressivo naturale, in grado di aiutare a affrontare i disturbi lievi dell’umore, alleviare  l’ansia e conciliare il sonno, ma anche aiutare in caso di palpitazioni.

Anche in questo caso le proprietà dell’iperico traducono al meglio la simbologia legata al suo aspetto di pianta del sole, della luce e della gioia.

 

 

 

 

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