Nel 1510 la visita in Italia e la celebre “critica” ai suoi ospedali


Martin Lutero nacque a Eisleben nella notte del 10 novembre 1483 e venne battezzato con il nome Martin in onore di Martino di Tours, santo festeggiato l’11 novembre, giorno successivo a quello del suo compleanno.
I suoi genitori, Hans Luther e Margarethe Ziegler erano gente semplice e dedita al lavoro umile e lo introdussero ad una religiosità severa. A ventidue anni diventò monaco agostiniano.

Nel 1510 visitò l’Italia, inviato a Roma in rappresentanza del suo convento, e di questo viaggio ci rimangono diverse testimonianze che rivelano quello che sarà il suo carattere. In particolare era già spiccata la critica al clero, che dal giovane Lutero viene tacciato di frivolezza e comportamenti volgari e troppo disinvolti.
Pare che nel corso del suo viaggio verso Roma Lutero abbia fatto tappa a Firenze, dove ebbe la possibilità di visitare l’Ospedale di Santa Maria Nuova. Le testimonianze riguardo alla sua presenza nel nosocomio fiorentino sono discordanti, ma di certo ci rimane una sua celebre memoria sugli ospedali italiani all’interno della quale cita Firenze e i suoi ospedali.
“[…] sono costruiti con edifici regali, ottimi cibi, e bevande sono alla portata di tutti, i servitori sono diligentissimi, i medici dottissimi, i letti ed i vestiti sono pulitissimi, e i letti dipinti. Appena viene portato un malato, lo si spoglia di tutte le sue vesti che alla presenza di un notaio vengono onestamente messe in deposito; gli si mette camiciotto bianco, lo si mette in un bel letto dipinto, lenzuola di seta pura. Subito vengono condotti due medici. Arrivano poi dei servitori, portando da mangiare e da bere in calici di vetro pulitissimi che non toccano neppure con un mignolo ma li offrono su di un piatto. Accorrono qui delle spose onestissime, tutte velate; per alcuni giorni, quasi sconosciute, servono i poveri e poi tornano a casa. L’ho visto a Firenze, con quanta cura sono tenuti gli ospedali.[…]”
Di certo sappiamo che la fama dell’Ospedae di Santa Maria Nuova aveva raggiunto il culmine nel tra il XV e il XVI secolo. Ce lo testimoniano i numerosi tentativi di “imitazione” che l’ospedale collezionò in questo periodo, venendo preso a modello per la costruzione di numerosi ospedali in Italia e all’estero. Tra tutti l’influenza a livello europeo, che esercitò su Enrico VII per la costruzione del nuovo ospedale di Londra, il Savoy Hospital. In Italia, invece, le suggestione che seppe suscitare sulla costruzione della Ca’Granda di Milano e il restyling dell’Ospedale di Santo Spirito in Sassia, alla fine XV secolo.