Il 4 giugno 1787 nasceva il medico che riformò il metodo clinico in medicina
Chi raggiunge oggi l’Ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova percorre via Maurizio Bufalini, e non è un caso. La lunga strada che conduce alla piazza all’Ospedale è dedicata al medico, che a lungo presso l’Ospedale lavorò e che a Firenze sviluppo il metodo sperimentale, che avrebbe gettato le basi della moderna metodologia clinica.
Nato a Cesena da padre chirurgo, Bufalini fu un bambino vivace e inizialmente poco appassionato allo studio. Questa attitudine cambiò quando si trovò a frequentare le lezioni di medicina tenute da Michele Rosa all’Università di Bologna. L’aspetto pratico della medicina, legato all’osservazione del paziente e della malattia e all’individuazione delle cause e degli effetti dei morbi catalizzarono la sua attenzione. L’attitudine a “osservare i fatti”, in conflitto con le teorie vitalistiche diffuse all’epoca, gli procurò la diffidenza e l’ostilità dell’ambiente medico. In un momento difficile della propria vita funestato da questo clima ostile iniziò a collaborare con l’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze. Qui trovò un ambiente curioso e tollerante e finalmente iniziò ad arridergli il successo e alla morte del clinico medico Angelo Nespoli, ne ereditò la cattedra.
Nel 1840 la Scuola Medico Chirurgica di Santa Maria Nuova era diventata Scuola di Completamento e perfezionamento collegata all’Università di Pisa. In questo contesto Bufalini fece nascere le Cliniche Speciali e la Cattedra di Anatomia Patologica, la prima in Italia.
Unico errore in un percorso dal successo netto sarà il non riconoscimento della contagiosità del colera (sostenuta dal Sovraintendente dell’Ospedale Pietro Betti) e la non considerazione delle osservazioni di chi del colera aveva saputo individuare il vibrione, Filippo Pacini.
Che volto aveva Bufalini? All’interno dell’Ospedale si conservano due ricordi di questo grande medico: una piccola scultura in bronzo che lo ritrae a figura intera visibile all’interno della sala conferenza al piano terra dell’Ospedale (oggi denominata “Sala Bufalini”) e un suo busto collocato all’interno della “Galleria di busti di medici e Granduchi” all’interno del percorso museale dell’Ospedale.