San Carlo Borromeo, uomo grande per fisico e morale

L’Ospedale di Santa Maria Nuova conserva una sua lettera

Ultimo aggiornamento: 31/10/2025 16:28

Il 3 novembre del 1584 moriva a Milano San Carlo Borromeo, Arcivescovo della città  e figura importante della Controriforma cattolica.

Nonostante la sua vita sia legata alle città di Roma e Milano, l’Ospedale di Santa Maria Nuova conserva all’interno del suo percorso museale una sua lettera autografa. Il documento, esposto all’interno del Matroneo della Chiesa di Sant’Egidio riporta in un cartiglio il dedicatario della missiva, il Cardinale Alessandro de’ Medici, Arcivescovo di Firenze.

 

 

Nato ad Arona il 2 ottobre 1538 dal conte Giberto II Borromeo visse la giovinezza negli agi che la sua condizione di nascita gli riservava, dedicandosi alla musica e ad avide letture (scrisse addirittura un volumetto di liriche).  Carlo era nipote di Papa Pio IV, che lo nominò cardinale e segretario privato a soli 20 anni e lo introdusse ai lavori del Concilio di Trento a cui partecipò attivamente. Alla morte dello zio, si trasferì a Milano, città nella quale iniziò ad attuare i dettami tridentini. Rigoroso e dedito alla carità, in questa città adotterà uno stile di vita umile e spartano e professerà una revisione interiore ed esteriore votata alla semplicità d’animo e di costumi. Il suo motto recita infatti: “Humilitas”. La sua severità si riflette nell’attenzione a sfuggire a qualsiasi seduzione femminile, tanto che faceva in modo di non essere mai da solo quando incontrava una donna. Comportamento che gli regalerà l’appellativo di Castissimo.

 

 

Qualche curiosità: era altissimo per l’epoca, arrivando a superare il metro e ottanta di altezza ed era robusto di corporatura. Nonostante il fisico imponente fu molto morigerato nel cibo, poiché riteneva utile risparmiare il più possibile per donarlo ai poveri. Mangiava quindi una sola volta al giorno e quasi esclusivamente pane. Anche se l’iconografia ce lo propone spesso glabro, portava la barba. Fu contrastato a causa del suo severo spirito riformatore, arrivando persino a ricevere un’archibugiata sulla schiena da parte di un sicario dell’ordine degli Umiliati, rimanendone illeso.

Oltre a essere patrono di molte città, di cui la prima è Milano, rappresenta catechisti, vescovi, direttori spirituali e seminaristi. È invocato per le malattie di stomaco e le ulcere e… per la protezionedei frutteti di mele.

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