Un bellissimo dipinto dal matroneo di Santa Maria Nuova
All’ingresso al matroneo della Chiesa di Sant’Egidio, storico luogo di culto all’interno dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, si trova una bellissima raffigurazione di San Girolamo risalente al XVIII secolo di ignoto autore fiorentino.

Il dipinto ci mostra il Padre e Dottore della Chiesa nel suo aspetto da anziano asceta, barbuto e coperto da un manto di colore rosso acceso, in riferimento al futuro abito cardinalizio. Con lui, in basso a destra, il fedele leone a cui tolse la spina dalla zampa durante la sua vita da anacoreta nel deserto della Calcide. Sul piano ricavato dalla roccia di fronte a lui, si trovano appoggiati vari oggetti: un testo sacro, che ricorda la sua traduzione in latino l’Antico Testamento greco, ed un Crocifisso a cui rivolgere l’adorazione. Appoggiato alle ginocchia trattiene anche un teschio, simbolo di penitenza.
Un dettaglio, però, colpisce l’attenzione dello spettatore e di Girolamo stesso. Dall’angolo in alto sinistra, una tromba scende dal cielo e lo fa voltare: è il suono della tromba dell’Apocalisse, annuncio dell’ultimo giudizio divino, suonata da un angelo che viene lasciato fuori dal quadro. Si tratta, in realtà, di un’iconografia non così convenzionale della vita del santo, in voga durante la Controriforma, che fa riferimento al suo commento sul libro biblico di Giovanni: “Nell’Apocalisse di Giovanni tante sono le parole, altrettanti i misteri… Sotto ogni parola si nascondono molteplici verità” (Lettere 53, 9).