Curarsi con Oro, Incenso e Mirra

La medicina nei doni dei tre Magi

Ultimo aggiornamento: 14/01/2025 13:28

L’Epifania celebra la rivelazione di Gesù agli uomini, celebrata dalla visita dei Re Magi alla grotta della Natività. I doni dei Re Magi nascondono una precisa simbologia: l’Oro simboleggia la Regalità di Gesù, perché dono dei Re, l’Incenso, utilizzato nell’antichità come strumento di divinazione, la sua divinità, la Mirra, utilizzata nel culto dei morti, la sua mortalità.

Non tutti sanno, però, che i doni dei Magi sono anche ingredienti presenti nelle “farmacie” ospedaliere. Nel “Ricettario fiorentino”, prima farmacopea moderna, tra gli ingredienti che componevano le più famose medicine dell’antichità compaiono “a sorpresa” anche i doni dei Magi.

Con quale funzione?
L’oro appare nella categoria dei “metalli”, come rimedio per tutte le malattie. Non potevamo spettarci niente di diverso per il simbolo preziosissimo riservato ai Re! L’incenso e la Mirra, invece compaiono tra le “resine”. Entrambe appartengono alla famiglia delle Burseraceae e provengono dalla corteccia di piante provenienti dall’Arabia e dall’Africa nord orientale.

Le loro proprietà?
L’Incenso, oleoresina estratta dalla Boswellia cateri, ha potente potere antinfiammatorio con particolare applicazione terapeutica sia sull’intestino che sull’apparato muscolo-scheletrico e respiratorio. La Mirra, gommoresina estratta dalla Commiphora myrrh, ha invece proprietà analgesiche.

In quest’ottica di “cura”, la simbologia legata alla nascita di Gesù assume nuove sfumature e i doni dei Magi al Re dei Re, oltre ad un omaggio reverenziale alla Divinità del Bambino ci rivelano un amorevole scambio di cura e amore verso Dio fatto bambino.

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