I capoletti floreali del vecchio San Giovanni di Dio

Piccole opere d’arte dall’uso comune e dal significato misterioso

Ultimo aggiornamento: 17/04/2024 10:30

Nel percorso museale dell’ospedale vecchio San Giovanni di Dio, antico nosocomio di Borgo Ognissanti ormai inattivo dopo sei secoli di intesa attività, sono conservati 28 deliziosi quadretti che raffigurano rigogliosi mazzi di fiori accolti in vasi di ceramica bianca e azzurra.

I ranuncoli e i gigli, le peonie e le ortensie, insieme a tanti altri fiori, si alternano ricchi di colori dentro alle ceramiche decorate molto più sobriamente con una melagrana da cui fuoriesce una croce stellata: si tratta dello stemma dei Fatebenefratelli, l’ordine religioso dedito all’assistenza degli infermi fondato da San Giovanni di Dio.

Questi quadretti, databili agli anni trenta del XVIII secolo, sono attribuiti alla Bottega di Bartolomeo Bimbi ed erano sicuramente impiegati come capoletti dell’ospedale. Le tavole dipinte ad olio appaiono ancora più curiose alla luce di questa notizia: solitamente le immagini collocate in capo al letto, sulla testa dei pazienti, rappresentavano Maria o Gesù, scene bibliche o santi.

La scelta non stupisce considerando che i gusti artistici stavano cambiando e i soggetti floreali e naturali, come nature morte e paesaggi, saranno molto amati tra la fine del Seicento e il Settecento. Non dobbiamo, poi, dimenticare che la medicina del tempo erano ancora fortemente basata sull’uso delle piante medicinali.

Non scordiamoci, però, che il fiore reciso porta con sé una specifica simbologia: colto nel momento di massima fioritura, in realtà non può far altro che appassire, come sta già accadendo ad alcuni fiori contenuti nei mazzi del San Giovanni di Dio. Si tratta, dunque, di una vanitas, un simbolo che allude alla caducità della vita.

È possibile osservare da vicino questi bellissimi piccoli capolavori e scoprire la storia dell’Ospedale vecchio San Giovanni di Dio, tutti i mercoledì mattina con le visite guidate organizzate dalla Fondazione Santa Maria Nuova ETS.

Non perdere l’occasione!

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