Restaurato il busto di Angelo Nespoli

Ricollocato all’Ospedale di Santa Maria Nuova dopo un danno

Ultimo aggiornamento: 16/07/2026 13:52

Dopo un veloce intervento di restauro, è tornato al suo posto presso la “Galleria dei Busti” dell’Ospedale di Santa Maria Nuova il ritratto del medico Angelo Nespoli. L’opera in gesso fa parte dei 12 busti dedicati ai Granduchi e ai medici che hanno donato lustro all’Ospedale di Santa Maria Nuova. Una presenza importante che testimonia la grande tradizione di studio e pratica medica che si è svolta all’interno dell’Ospedale per secoli.

L’idea di  omaggiare i grandi personaggi che hanno reso celebre l’ospedale è venuta dall’opportunità di recuperare dai depositi del “Museo Galileo”, dove si trovavano custoditi, alcuni ritratti in gesso e marmo appartenenti all’ospedale. Da qui la proposta di  creare una galleria di busti all’interno del percorso museale di Santa Maria Nuova.

Purtroppo, a seguito di un danno accidentale, il busto il gesso del medico Angelo Nespoli era andato distrutto. Fortunatamente, è stato possibile recuperare i frammenti dell’opera e,  grazie ad un attento intervento di restauro, ricostruire il ritratto del celebre medico e ricollocarlo al suo posto.

Busto danneggiato
Busto Angelo Nespoli prima e dopo il restauro

Chi era Angelo Nespoli?

Fu un medico attivo nella prima metà dell’Ottocento. Studiò medicina a Pisa, si laureò nel 1807 e  l’anno dopo entrò come medico astante  (medici interni che gestivano le corsie e gli in­gressi degli ammalati) a Santa Maria Nuova. Applicava alla medicina il metodo induttivo:  fu fra i primi in Italia ad usare lo stetoscopio per la auscultazione del cuore. Aveva estrema prudenza nel sommi­nistrare farmaci, ed era molto sospetto verso l’uso indiscriminato dei salassi. Divenne  medico personale del Granduca Leopoldo II. Questi gli affidò il compito di circoscrivere l’epidemia di colera che colpì Firenze nel 1835. Nespoli eseguì perfettamente il mandato, utilizzando l’ospedale di Bonifacio (che era accorpato a Santa Maria Nuova) per isolare gli ammalati. Per il successo avuto nel circoscri­vere l’epidemia, Leopoldo II insignì Nespoli della “croce al meri­to” dell’Ordine di San Giuseppe, che costituiva l’ordine civile del Granducato.

Bentornato!

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