Il 26 ottobre 1399 nacque l’Ospedale Serristori

Il 26 ottobre 1399, il ricco e celebre notaio Ristoro di Jacopo de’ Serristori, molto più noto come Ser Ristoro, redigeva il suo testamento nel quale stanziava 2000 fiorini per la costruzione di “un bello e onorevole e utile Spedale con altare per ritenere e accettare ed ospitare i poveri mendicanti e specialmente i poveri infermi… il quale si chiami in perpetuo lo Spedale della Vergine Maria dell’Annunziata” nella sua terra natia, Figline Valdarno.

Ser Ristoro morì circa un anno dopo durante un’epidemia di peste. La costruzione dell’ente assistenziale venne subito avviata e, seguendo le sue volontà testamentarie, vennero utilizzate alcune case di sua proprietà in Piazza del Mercatale, ovvero l’attuale Piazza Marsilio Ficino. Già attorno al 1420 il progetto aveva preso vita.
La gestione dell’ospedale fu affidata ad uno Spedalingo, nominato dai membri della famiglia Serristori, la quale era indicata come proprietaria dell’istituzione ospedaliera in perpetuo! Infatti, l’ospedale diventerà nei secoli un significativo simbolo della loro identità familiare, da difendere ciclicamente da pressioni politiche e religiose che volevano appunto spodestare il patronato Serristori.
Inoltre, all’interno del suo testamento Ser Ristoro commissionò anche una tavola d’altare per la futura cappella dell’ospedale: l’opera è identificata con la Madonna col Bambino e angeli di Giovanni di Tano Fei, parte centrale di un polittico smembrato, conservata oggi nella Spezieria.

Nel 1890, l’ospedale venne spostato dal centro cittadino alla sede attuale, la Villa San Cerbone, sotto l’autorità di Umberto Tozzoni Serristori. Solamente recentemente si è spezzato il legame secolare tra l’ente ospedaliero e l’importante famiglia di origine figlinese: nel 1967 è venuta a mancare Sofia, figlia di Umberto ed ultima esponente dei Serristori.
Nel percorso museale dell’Ospedale Serristori, inaugurato nel giugno 2024, ci sono ben due opere d’arte che ne ricordano il fondatore: nel Chiostro delle Conchiglie un busto in terracotta patinata, monumento commemorativo realizzato in occasione dei 500 anni dal testamento che diede vita al complesso ospedaliero; nella spezieria, invece, è conservato un ritratto pittorico, realizzato postumo nel corso del XVII secolo.