Una selezione di ritratti dal percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova





Il 1 novembre ricorre la Solennità di Ognissanti. Festa antichissima, le cui prime tracce si ritrovano a partire dal IV secolo, viene definitivamente legata alla data del 1 novembre, nel VIII secolo, grazie a Papa Gregorio III. Questa grande celebrazione dei Santi precede la festività dei Defunti ed è ad essa idealmente collegata in virtù della frequente consacrazione alla santità post mortem.
Per i cristiani i Santi sono presenze amichevoli e familiari che aiutano a far giungere le proprie preghiere a Gesù, l’unico vero mediatore verso Dio.
La devozione verso i Santi nei secoli ha quindi rappresentato un’azione potente di sostegno nella speranza di veder esaudite le proprie richieste e di conforto nel percorso di personale crescita spirituale. Essendo figure benvolute a Dio, riescono ad essere più efficaci nel far sì che le nostre istanze possano essere accolte.
Numerosissimi sono i Santi riprodotti in dipinti o statue all’interno dei nostri Ospedali.
Salutiamo quindi la festa di Ognissanti con una carrellata di ritratti presenti all’interno del percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze.
Partiamo dai Santi Cosma e Damiano che proteggono l’attività della Farmacia dell’Ospedale. Santi siriani sono divenuti protettori di Medici e degli Speziali per via della loro facoltà di curare i malati, ricevendo ispirazione divina durante i sogni.

Le cure prestate dovevano obbligatoriamente essere senza compenso, motivo per il quale, all’interno dell’ospedale antico rappresentano la “gratuità della cura”.
Nel Matroneo della Chiesa di Sant’Egidio troviamo un bel dipinto raffigurante San Girolamo, celebre traduttore sacro, nell’atto di ritrarsi dallo studio profano dei testi , sollecitato dalle trombe del giudizio divino. Siamo nel momento precedente alla presa di coscienza di dover dedicare la propria vita ad una dimensione più severa e meno mondana dello studio.

Nelle stanze private della Direzione Generale dell’Ospedale, troviamo due busti dedicati ai Santi Pietro e Paolo (Sala Anticamera), entrambi accomunati per essere stati martirizzati a Roma, sotto l’imperatore Nerone.

Nella stanza attigua, troviamo infine due dipinti su tavola dedicati a San Giovanni Battista, patrono di Firenze, e a San Callisto, sedicesimo vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, imprigionato, gettato in un pozzo e lapidato.

Quest’ultimo dipinto è un’opera prima di Giovanni Bilivert: rappresenta infatti il bozzetto per il “Martirio di San Callisto” realizzato dallo stesso autore per l’omonima pala per la Chiesa di San Callisto a Roma. Opere, quest’ultime, che è possibile ammirare solo in occasione dell’apertura straordinaria di questi ambienti proposta nel mese di dicembre.