Concerto di raccolta fondi – ANNULLATO

Martedì 5 luglio nella splendida cornice del Conventino dell’Hotel “Four Seasons” di Firenze, la Fondazione Santa Maria Nuova, in partenariato con il SOSD Psiconcologia e il DH Oncologico dell’Ospedale di Santa Maria Nuova promuove un concerto di raccolta fondi finalizzato ad attivare un progetto di psiconcologia per i pazienti del presidio ospedaliero.

I pazienti potranno usufruire di un percorso terapeutico ispirato al tema della “Cultura che cura” e ambientato all’interno di quello che è uno degli ospedali più antichi ancora esistenti.

L’evento si avvale della collaborazione dell’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Giacomo Loprieno, che offrirà un suggestivo programma di musiche tratte dal repertorio di Ennio Morricone, e del sostegno dell’Hotel “Four Seasons” di Firenze.

Il concerto, a numero limitato di posti, si svolgerà all’interno dell’antica cappella annessa al convento cinquecentesco inserito all’interno della struttura che, con la sua perfetta acustica, permetterà di godere di particolari suggestioni musicali in un’atmosfera unica.

Per partecipare al concerto e sostenere il progetto è richiesta una donazione di €80.

Per informazioni e prenotazioni:
info@fondazionesantamarianuova.it

Torna “Firenze dei Bambini” a Santa Maria Nuova

A Maggio torna il Festival “Firenze dei Bambini. Qua la mano” con un’edizione dedicata alla socialità: l’iniziativa mira a rinforzare i legami e i rapporti interpersonali, penalizzati negli ultimi due anni.

Quest’anno la Fondazione Santa Maria Nuova Onlus partecipa con il progetto "Piante da studiare, piante da sfogliare. Costruiamo insieme un erbario" indirizzato a bambini dai 6 ai 12 anni e alle loro famiglie.
 
Che cosa faremo insieme? I gruppi misti di adulti e bambini costruiranno un erbario, ovvero il libro che serviva ai medici degli ospedali antichi per raccogliere e studiare le piante, le foglie e i fiori con le quali creare le medicine. La natura, allora come oggi, è un valido aiuto per la cura di noi stessi e degli altri. All’interno dell’orto medico, ricostruito nel Chiostro delle Medicherie dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, vi aiuteremo a raccogliere alcuni campioni di piante medicinali per realizzare una pagina di erbario insieme alla vostra famiglia.
 
Il progetto prevede due turni di laboratori nei giorni Sabato 14 maggio, alle ore 15.00 o alle ore 16.30, e Domenica 15 maggio, alle ore 15.00 o alle ore 16.30. La durata prevista è di 1 ora circa.
 
La partecipazione è gratuita. Poiché i gruppi prevedono un massimo di 15 partecipanti, è richiesta la prenotazione a info@firenzebambini.it.
 
Maggiori informazioni sul sito Firenze dei Bambini.
 

Giardini terapeutici: curarsi con la natura

Nel mese di Maggio, la Fondazione Santa Maria Nuova inaugura il ciclo di convegni La cura attraverso le piante, indirizzato a operatori della sanità ed appassionati del tema con l’obiettivo di proporre modelli di integrazione tra le terapie mediche e farmacologiche tradizionali e le proprietà benefiche degli elementi naturali per la salute psico-fisica delle persone.

L'evento si svolgerà Giovedì 5 Maggio, Giovedì 12 Maggio, Sabato 21 Maggio e Sabato 28 Maggio e, successivamente ad ogni conferenza, è prevista anche un’attività correlata.

Infatti, fin dall’antichità le piante sono state utilizzate nella medicina tradizionale per merito delle loro proprietà curative. Proprio per questo motivo, negli ospedali e nelle università esistevano gli orti medici, meglio conosciuti come Giardini dei Semplici: la loro presenza permetteva ai medici del tempo di studiare le piante dal vero per scegliere con quali realizzare i medicinali più adatti alle problematiche dei loro pazienti. Dunque, ancora oggi è importante conoscerne le proprietà per avvalersi dei loro benefici sul corpo e sulla mente.

 Di seguito, potete trovare il ricco programma di eventi:

Giovedì 5 Maggio (ore 16.00) presso la Sala Conferenze dell’Ospedale di Santa Maria Nuova – Firenze si terrà la prima conferenza intitolata “Ritorno alla natura. La riconnessione tra uomo e natura e i suoi benefici”, con i relatori Dr. Andrea Mati, Paesaggista e Progettista di giardini terapeutici, e Dr.ssa Debora Meloni, Psichiatra e Coord. SPDC Ospedale di Santa Maria Nuova. Seguirà una visita guidata tematica al percorso museale di Santa Maria Nuova.
 
Giovedì 12 Maggio (ore 16.00) presso la presso la Sala Conferenze dell’Ospedale di Santa Maria Nuova – Firenze si terrà il secondo incontro incentrato sugli “Orti Medici. Le piante medicinali nella medicina occidentale e orientale”, con relatori la Dr.ssa Carla Ghelardini, Università degli Studi di Firenze – Dipartimento NEUROFARBA Sezione di Farmacologia e Tossicologia, e il Dr. Paolo Luzzi, Responsabile Museo di Storia Naturale sez. Orto Botanico “Giardino dei Semplici” – Firenze.  A seguire una visita guidata tematica al percorso museale di Santa Maria Nuova.
 
Sabato 21 Maggio 2022 (ore 9.30) presso il  Vivai MATI 1909 (via Bonellina, 46, Pistoia) è previsto la conferenza “Giardini Terapeutici: il verde che cura” con i relatori Dr. Andrea Mati, che presenterà il suo libro “Salvarsi con il verde. La rivoluzione del metro quadro vegetale”; la Dr.ssa Ania Balducci, Ortoterapeuta e Docente di Orticultura terapeutica; Manuela Trinci e Claudio Micheli, rispettivamente Direzione scientifica e Responsabile Ludobiblio Meyer; la Dr.ssa Cristina Dragonetti, Coop. Sintesi Minerva; il Dr. Fabrizio Fagni, psicologo; la Dr.ssa Anna Maria Celesti, Presidente Società della salute pistoiese. A seguire si terrà una visita negli orti del centro aziendale MATI 1909.
 
Sabato 28 Maggio (ore 10.00) presso Società Consortile Agricola di Legnaia – Firenze si svolgerà l’ultimo incontro dedicato a “I Benefici di piante e giardini per la salute dell’uomo e del pianeta. L’influenza del verde sul benessere delle persone e sulla qualità della vita nella città” assieme ai relatori Dr. Andrea Mati, che presenterà il suo libro “Salvarsi con il verde. La rivoluzione del metro quadro vegetale”, ed Dr. Enrico Benvenuti, Direttore Geriatria AUSL Toscana Centro. L’evento si concluderà con la dimostrazione pratica di progettazione e realizzazione di un orto domestico.
 
L’ingresso è gratuito, ma occorre prenotarsi. Per informazioni e prenotazioni scrivere all’indirizzo e-mail info@accademiadelgiardino.it o tramite Whatsapp al numero telefonico 342 811 0640.
 

La Madonna del Buon Consiglio nella Chiesa di Sant’Egidio

In una piccola cappella nella Chiesa di Sant’Egidio, posizionata sulla sinistra dell’altare maggiore,  è conservata una delle copie di icona più antiche di vocazione mariana, dedicata alla Madre del Buon Consiglio.

L'iconografia della Mater Boni Consilii tornò molto popolare dopo il 25 Aprile 1467, quando fu casualmente ritrovato nel Santuario della Madre del Buon Consiglio di Genazzano (paese rurale tra Roma e Frosinone) un dipinto ad olio raffigurante la Vergine con il bambino Gesù, che venne immediatamente associato ad una credenza popolare del tempo. Infatti si raccontava che, durante l'assedio dei turchi ottomani alla metà del XV secolo, un’icona di questo tipo si fosse miracolosamente staccata da una parete della Cattedrale di Santo Stefano a Scutari (in Albania) per poter giungere in volo, sorretta da angeli, all'attuale santuario di Genazzano. 

Questa scoperta portò con sé una grande venerazione del luogo, rendendolo presto meta di pellegrinaggio. Grazie ai miracoli e alle guarigioni taumaturgiche associate all’icona, vi furono moltissime donazioni elargite dai pellegrini  che resero possibile il rinnovamento della chiesa e la realizzazione di un convento. Per lungo tempo, la vocazione della Madonna del Buon Consiglio fu professata dai frati agostiniani e si diffuse a macchia d’olio in tutta Europa. 

Come ci spieghiamo dunque l’arrivo di una sua copia proprio nella Chiesa di Sant’Egidio a Firenze? Sappiamo che nel Maggio del 1756 l’abate di nome Antonio Landini, di origini bolognesi, giunse in città portando con sé una copia dell’icona della Madonna del Buon Consiglio proveniente da Genazzano. Temendo che il dipinto potesse finire in mani sbagliate, questi chiese alla priora dell’ex Monastero di Sant’Anna sul Prato di custodirlo al sicuro quella notte. Il giorno seguente, però, avvenne un miracolo: una monaca benedettina inferma da undici anni, che viveva presso il monastero, guarì dopo che le fu mostrata l’immagine sacra. Da quel momento anche a Firenze si sparse la voce della prodigiosità della Mater Boni Consilii

Nel 1811, la copia dell’icona arriverà nella Chiesa di Sant’Egidio, donata della Madre Abadessa Follini.
In occasione della ricorrenza del ritrovamento della Madonna del Buon Consiglio, Martedì 26 Aprile si terrà il Rosario alle 17:30  e la Messa alle ore 18:00 presso la Chiesa di Sant’Egidio nell’Ospedale di Santa Maria Nuova.

La Resurrezione di Taddeo Gaddi direttamente dall’antica corsia maschile

Nel Salone Martino V dell’Ospedale di Santa Maria Nuova è conservato un affresco staccato raffigurante La Resurrezione di Cristo, databile alla fine della seconda metà del XIV secolo e visibile durante le visite guidate al percorso museale. 

L’attribuzione dell’opera è ancora dibattuta e vede protagonisti due maestri della pittura del tempo, da una lato Taddeo Gaddi e dall’altro Niccolò di Pietro Gerini. Il nome di quest’ultimo è sembrato a lungo il più valido, in quanto si ha certezza del suo intervento di decorazione delle corsie ospedaliere nei primi decenni del XV secolo. Tuttavia, da un punto di vista stilistico, l’attribuzione al Gaddi potrebbe essere confermata dalla presenza nell’ospedale intorno al 1365.

Il lacerto è stato rinvenuto negli anni Cinquanta del Novecento sotto l’intonaco delle pareti degli ex ambienti dell’antica corsia ospedaliera. Si tratta dell’unico affresco sopravvissuto dei cicli pittorici Quattrocenteschi che decoravano non solo la corsia maschile, ma anche la corsia femminile. Infatti, nell’antichità gli ospedali avevano un aspetto molto differente rispetto a quello a cui siamo abituati oggi, in maniera non casuale assomigliavano a dei musei o, meglio, a delle chiese: la corsia che ospitava i pazienti uomini era decorata con un ciclo di affreschi dedicati a Scene della Vita di Gesù Cristo; la corsia femminile era caratterizzata da affreschi rappresentanti Scene della Vita di Maria e, infine, entrambe le corsie ospitavano un altare con Crocifisso, vicino al quale venivano collocati i pazienti più gravemente malati. 

Questo era dovuto alla fede religiosa dei nostri antenati, che riteneva la malattia come una vera e propria manifestazione della colpa: chi aveva irrimediabilmente corrotto la propria anima attraverso il peccato, avrebbe manifestato attraverso la malattia del corpo quell’errore.
Dunque l’opera d’arte, negli ospedali come nelle chiese, aveva una finalità utilitaristica: i fedeli si affidavano alla meditazione sulle immagini sacre nel tentativo di espiare i propri peccati e di poter raggiungere presto la guarigione fisica. In particolare, l’immedesimazione con la figura del Cristo crocifisso era molto significativa, in quanto la sofferenza vissuta da una divinità fattasi uomo e sacrificatasi per salvare l’umanità dal peccato, riusciva a coinvolgere emotivamente il malato medievale, spingendolo ad una meditazione intensa e profonda. 

Con il cambio culturale e le varie rivoluzioni susseguitesi nel corso dei secoli, le opere d’arte cristiane hanno perso sempre più il loro simbolismo e, per tale ragione, nell’Ospedale di Santa Maria Nuova non è rimasto più niente tranne questo stacco. 
Tuttavia, è molto affascinante constatare che sia sopravvissuta solo la scena della Resurrezione, così simbolica conoscendo la storia di questo contesto ospedaliero.

Le fotografie di David Ulivagnoli in mostra al vecchio San Giovanni di Dio

Da Mercoledì 20 Aprile fino a Sabato 30 Aprile, l’ingresso monumentale dell’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio (via Borgognissanti, 16/20) ospiterà la mostra fotografica LUCE organizzata da AVIS Comunale Montagna Pistoiese in collaborazione con l’architetto e fotografo David Ulivagnoli.
 
L’esposizione comprende fotografie dedicate alla Montagna Pistoiese, luogo di cui è stato nominato anche Ambasciatore. La sua ricerca artistica è incentrata sul rapporto fra luce e natura, che in questa occasione diviene metafora della bellezza del gesto di diventare donatori e volontari.
 
L’evento sarà accompagnato dalla presentazione del libro Green Architecture, scritto dalla Prof.ssa Michela Moretti (Architetto, Ph.D. in Paesaggistica e Docente presso l'Università di Firenze) e dal Dr. Simone Fagioli (Antropologo e “Socio della Società Italiana di Antropologia e Etnologia”) sull’interpretazione dell'Architettura del Paesaggio dell’Arch. Ulivagnoli, proponendo un’analisi dei suoi disegni a mano libera e delle fotografie che compongono sette progetti realizzati fra la Montagna Pistoiese, la Cina e Londra.
 
L’inaugurazione si terrà Mercoledì 20 Aprile alle ore 17.00 ed è previsto un ricco programma: anzitutto il benvenuto da parte del Presidente della Fondazione Santa Maria Nuova, Giancarlo Landini, della Presidente Avis Regionale Toscana, Claudia Firenze e della Referente Rete Territoriale di Dynamo Camp, Sabrina Ventura. Seguirà la presentazione del libro Green Architecture a cura degli autori Simone Fagioli e di Michela Moretti, mentre le conclusioni saranno a cura di David Ulivagnoli.
 
Per motivi organizzativi e di sicurezza, è necessaria la prenotazione cliccando qui.
 
La mostra sarà visitabile negli orari di apertura dell’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio: il Lunedì e il Giovedì dalle ore 9.00 alle 13.00 e il Mercoledì dalle ore 9.00 alle 17.00.

L’oratorio di Sant’Antonio Abate a Pescia in dialogo con l’arte contemporanea

In occasione della mostra di arte contemporanea “4 sul 400”, da Giovedì 14 Aprile a Domenica 24 Aprile sarà possibile visitare uno splendido luogo appartenente al patrimonio storico-artistico dell’Azienda USL Toscana Centro solitamente chiuso al pubblico, l’Oratorio di Sant’Antonio Abate a Pescia.

Nella seconda metà del XIV secolo, questo oratorio venne fondato dai frati dell’ordine antoniano del Tau e dedicato a Sant’Antonio Abate, il loro fondatore, e a San Paolo. Quest’ordine religioso di vocazione ospedaliera era rinomato per la sua specializzazione nella cura dei malati affetti dal cosiddetto “fuoco sacro”, oggi meglio conosciuto come Fuoco di Sant’Antonio! Nel 1775 la fondazione dell’Ospedale dei Ss. Cosma e Damiano comportò l’annessione dell’oratorio, che da allora ne divenne il luogo di culto.

Questo scrigno trecentesco presenta un ciclo di affreschi risalente al 1421-1436 attribuito a Bicci di Lorenzo e bottega. Nella parte absidale sono raffigurate scene della vita di Sant’Antonio e di San Paolo, l’Annunciazione con Santi e, nelle vele della volta a crociera, i quattro Evangelisti. Anche l’arco trionfale è riccamente affrescato con decorazioni raffiguranti l’Agnus Dei, gli Apostoli e i Profeti.

La mostra “4 sul 400” prevede l’esposizione di alcune opere pittoriche realizzate da Sharon Hall, Romano Rizzato, David Ryan e Claudio Stefanelli, quattro artisti che si son lasciati ispirare dalla luce, dalla cromia e dalla struttura della pittura sacra quattrocentesca presente nella cappella dell’Oratorio. L’ingresso è libero e previsto tutti i giorni dalle 15.30 alle 18.30.

Con l’occasione, sono in programma una serie di eventi: Giovedì 14 Aprile si terrà l’inaugurazione della mostra “4 sul 400”; Lunedì 18 Aprile il M° Bonci eseguirà un concerto d’organo; Sabato 23 Aprile la conferenza del prof. De Burgis e, il giorno successivo, il finissage con il concerto della Scuola di Musica “Giovanni Pacini”. Di seguito il calendario dettagliato degli eventi.

PROGRAMMA
Giovedì 14 Aprile, ore 16.30
Inaugurazione.
 
Lunedì 18 Aprile, ore 17.30
Concerto d’organo del M° Gabriele Bonci.
 
Sabato 23 Aprile, ore 17.00
Conferenza del prof. Saverio Simi de Burgis, titolare della Cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Venezia.
 
Domenica 24 Aprile, ore 17.00
Finissage della mostra e concerto a cura della Scuola Comunale di Musica “Giovanni Pacini”.

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Le Fattorie di Santa Maria Nuova al tempo dei Medici

La Fondazione Santa Maria Nuova inaugura un ciclo di quattro incontri dedicati alle “Fattorie di Santa Maria Nuova al tempo dei Medici”. L’iniziativa promuove due conferenze e due escursioni nel contado fiorentino alla scoperta dei vasti possedimenti di Santa Maria Nuova.

Sin dall’antichità, l’ospedale deteneva diverse proprietà fondiarie sparse in tutta la Toscana, come case, fattorie, poderi con chiese e terreni annessi. Questi possedimenti li troviamo registrati nei cabrei, inventari contenenti mappe e documenti scritti che ci testimoniano l’importanza pecuniaria che rivestiva il nosocomio di Santa Maria Nuova.

Le conferenze si svolgeranno Giovedì 7 Aprile e Giovedì 28 Aprile, mentre le escursioni guidate si terranno Sabato 9 Aprile e Sabato 30 Aprile (occorre giungere al punto di ritrovo con mezzi propri). Al termine delle escursioni sarà possibile partecipare ad una degustazione di prodotti tipici presso agriturismi delle zone.
 
Le località che scopriremo durante il nostro viaggio sono la Valle dello Staggia (tra Castellina in Chianti e Poggibonsi) nella prima settimana di incontri, e il Casentino Fiesolano a fine mese.
L'escursione di Sabato 9 Aprile ci porterà alla scoperta delle tematiche trattate durante la conferenza di Giovedì 7 Aprile dell’archivista Dr. Rossi: inizierà con una visita guidata alla Rocca di Staggia ed proseguirà alla Chiesa di Santa Cristina a Lilliano, alla località "La Gruccia" e poi alla Chiesa di Santa Maria a Talciona. L’evento terminerà con una degustazione presso l'agriturismo "I Melograni del Chianti".

Invece, l’escursione di Sabato 30 Aprile ci porterà ad Arezzo a conoscere dal vivo il santuario e la fattoria di Santa Maria delle Grazie a Stia, argomento trattato nella conferenza di Giovedì 28 Aprile dall’archeologo Dr. Biondi. Anche questo evento terminerà con una degustazione

La vicenda legata al Santuario e alla Fattoria di Santa Maria delle Grazie a Stia è ammantata di fascino e spiritualità: venne infatti eretto per volere del pievano di Stia, insieme al Conte di Porciano, dopo l’apparizione della Madonna il 20 maggio del 1428 a monna Giovanna, una semplice popolana che abitava nelle vicinanze. Secondo la leggenda, Giovanna fu sorpresa da un forte temporale lontano dal suo casolare e trovò riparo in una spelonca: lì iniziò a pregare affinché la tempesta finisse e d’un tratto venne avvolta da una luce bianca. La Madonna le consigliò di costruire una chiesa in suo nome per evitare successive sciagure alla popolazione locale. Il santuario venne così inaugurato nel lontanissimo 1432.

Per partecipare all'escursioni è consigliata una donazione di €25 con pagamento anticipato tramite bonifico bancario oppure presso il Bookshop dell’ospedale di Santa Maria Nuova. Inoltre, occorre essere muniti di Green Pass e mascherina, salvo cambiamenti della normativa anti-covid. Invece, la prenotazione è obbligatoria per tutti gli incontri (fino ad esaurimento posti) all'indirizzo e-mail info@fondazionesantamarianuova.it.
 

Programma
 
Giovedì 7 Aprile (ore 17.00) , presso l’Ospedale Santa Maria Nuova, sala conferenze.
Le pertinenze di SMN nella Valle dello Staggia” a cura di Manuel Rossi, introduce il Dott. Landini.
Ingresso gratuito su prenotazione.
(max 20 persone)
 
Sabato 9 Aprile (ore 15.00)
Escursione guidataLe fattorie di Talciona di Liliano nella Valle dello Staggia” prevede la visita di: Rocca di Staggia; Chiesa di Santa Cristina a Lilliano; località La Gruccia; Chiesa di Santa Maria a Talciona; degustazione finale all’agriturismo “I Melograni del Chianti”.
Donazione consigliata per l’evento €25.
(max 20 persone; utilizzo di mezzi propri)
 
Giovedì 28 Aprile (ore 17.00) , presso Ospedale Santa Maria Nuova, sala conferenze.
Le pertinenze di Santa Maria Nuova nel Casentino Fiesolano” a cura di Andrea Biondi, introduce il Dott.Landini.
Ingresso gratuito su prenotazione.
(max 20 persone)
 
Sabato 30 Aprile (ore 15.00)
Escursione guidata “Il santuario e la fattoria di Santa Maria delle Grazie a Stia” con Andrea Biondi e degustazione.
Donazione consigliata per l’evento €25.
(max 20 persone; utilizzo di mezzi propri) 

Il vecchio San Giovanni di Dio apre anche a Giugno

Mercoledì 1 Giugno tornano le visite guidate al vecchio Ospedale di San Giovanni di Dio in Borgo Ognissanti, alle ore 10.00 e alle ore 11.30.

L’iniziativa, avviata i primi di Marzo, ha suscitato molta curiosità e partecipazione da parte dei fiorentini, che ne sono rimasti entusiasti! L’apertura straordinaria di questo mese però sarà l’ultima prima dell’inizio dell’importante ristrutturazione che prevede il rifacimento della facciata.

Ne approfitteremo per raccontare la lunga storia dell’ospedale, fondato nel 1382 da Simone di Piero Vespucci e rimasto in sordina fino all’arrivo dell’ordine religioso dei Fatebenefratelli, seguaci di San Giovanni di Dio. Insieme osserveremo le opere d’arte contenute nel famoso atrio monumentale e scopriremo come ci si curava nell’antichità.

Vi ricordiamo che per partecipare è richiesta una donazione di minimo €10 a persona ed è necessaria la prenotazione all’indirizzo e-mail info@fondazionesantamarianuova.it, specificando numero e nominativo dei partecipanti, almeno un recapito telefonico ed il turno di preferenza. È obbligatorio indossare la mascherina FFP2

Vi aspettiamo!

Un nuovo ecocardiografo per l’ospedale di Torregalli

Sabato 12 Marzo è stato consegnato all’ospedale San Giovanni di Dio a Torregalli un nuovo ecocardiografo acquistato dalla Fondazione Santa Maria Nuova tramite la raccolta fondi organizzata dal Comune di Scandicci con la collaborazione dell’ Associazione La Melagrana Aps e il Social Party.

L’apparecchio sarà essenziale per aumentare l’accuratezza della diagnostica ambulatoriale e l’efficacia del trattamento nelle attività ambulatoriali che riguardano la cardiomiopatia, valvulopatia e lo scompenso cardiaco e nella terapia sub intensiva cardiologica.

La donazione è avvenuta alla presenza del presidente della Fondazione Santa Maria Nuova, Giancarlo Landini, del sindaco di Scandicci, Sandro Fallani, del direttore dell’ospedale San Giovanni di Dio, Simone Naldini e ad alcuni dei donatori che hanno contribuito alla raccolta fondi, tra cui Toscoval, Macchinari per pelletteria Colzi, Pelletteria Giancarlo, Del Vecchia macchine da cucire, Unicoop Firenze – sezione Soci di Scandicci.

 

Nell’occasione, il presidente Landini ha dichiarato: "Siamo soddisfatti di aver contribuito con la nostra Fondazione all'acquisizione di un macchinario importante per l'ospedale di Torregalli e siamo particolarmente contenti che questa operazione sia stata resa possibile, grazie alla collaborazione con il Comune di Scandicci e l'Associazione La Melagrana, attraverso il coinvolgimento del territorio. L'augurio è che questa sinergia virtuosa, già dimostrata in modo significativo durante l'emergenza Covid, possa proseguire anche in futuro, perché siamo convinti che il sostegno del territorio ai propri ospedali sia di fondamentale importanza per costruire una buona sanità".

Un caloroso ringraziamento da parte della Fondazione ai suoi generosi donatori che supportano le nostre iniziative a sostegno agli ospedali dell’Azienda USL Toscana Centro!

 

Ritornano “I Sabati della Cultura” a Figline Valdarno

Dopo il grande successo dell’edizione primaverile, tornano i “Sabati della Cultura” a Figline Valdarno nelle date di Sabato 25 Giugno, Sabato 16 Luglio e Sabato 17 Settembre!

Si riapriranno le porte di quattro luoghi della cultura artistica e medica solitamente accessibili solo su prenotazione: la Casa della Civiltà Contadina di Gaville, il Museo di Arte Sacra della Collegiata di Santa Maria, la Fondazione Pratesi ed anche l’Antica Spezieria Serristori.

La Spezieria, di quello che un tempo era l’antico Ospedale della SS. Annunziata di Figline, fa parte del patrimonio storico dell’Azienda USL Toscana centro. Sin dal Cinquecento produceva medicinali che venivano utilizzati nell’ambito ospedaliero e forniti in tutto il Valdarno, come una vera e propria farmacia. Oggi non è più situata negli ambienti originali dell’ospedale, che davano sulla piazza Marsilio Ficino, ma dal 1890 si trova nella sala rossa di Villa San Cerbone in piazza XXV Aprile. Si tratta della spezieria meglio conservata sul territorio toscano ed al suo interno è possibile ammirare oggettistica di ceramica e di vetro utilizzata dal XV al XIX secolo ed anche varie opere pittoriche.

Grazie alla collaborazione tra il Comune di Figline e Incisa Valdarno e agli enti che gestiscono tali realtà culturali, sarà possibile visitarle liberamente e gratuitamente dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Su prenotazione, dalle ore 15.00 si potrà effettuare anche una visita guidata gratuita comprensiva di tutti e quattro i luoghi. 

Per ulteriori informazioni, vi rimandiamo al sito del comune di Figline e Incisa Valdarno.

 

L’8 Marzo visita l’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio!

Martedì 8 Marzo 2022 in occasione della Festa di San Giovanni di Dio, la Fondazione Santa Maria Nuova organizzerà eccezionalmente l’apertura e la visita dell’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio, in Borgo Ognissanti nel centro di Firenze. Si tratta dell’antenato di quella che oggi è la struttura ospedaliera situata in zona Torregalli, che proprio da questo prende il nome.
 
L’antico ospedale fu fondato nel 1382 da Simone di Piero Vespucci, parente del più famoso Amerigo, ed inizialmente era dedicato a Santa Maria dell’Umiltà, in conformità alla vocazione mariana della città. Successivamente nel 1587 cambiò nome, quando l’Ordine ospedaliero di San Giovanni di Dio, seguace del futuro santo portoghese, ne prese la gestione. 
 
Giovanni di Dio, al secolo Juan Ciudad, quarant'anni prima salvò i poveri assistiti dell’Ospedale Reale di Granada portandoli in spalla durante un devastante incendio. Rischiando ulteriormente la sua vita, tentò anche di smorzare le fiamme e ne uscì miracolosamente illeso.
Oggi, in virtù del suo coraggio e del suo altruismo, è considerato il santo patrono degli ammalati, degli infermieri e dei vigili del fuoco spagnoli, detti Bomberos.
 
L’apertura con visita guidata è prevista nei seguenti turni: alle ore 10.00; alle ore 11.30 ed alle ore 15.00. Per partecipare è richiesta una donazione di minimo €10 a persona ed è necessaria la prenotazione all’indirizzo e-mail info@fondazionesantamarianuova.it, specificando nominativo dei partecipanti ed almeno un recapito telefonico.
È obbligatorio indossare la mascherina FFP2 ed essere muniti di Green Pass rafforzato.
 

 
Photo's Copyright © 1995 by Associazione San Giovanni di Dio di  Firenze

 

Visite guidate per gli Amici della Fondazione

La Fondazione ha organizzato una serie di visite guidate per i volontari dell'Associazione Amici della Fondazione Santa Maria Nuova dedicate dal tema Itinerari Medicei.

Insieme scopriremo l'influenza della famiglia Medici attraverso quattro luoghi d'arte e di storia significativi per la città di Firenze: Giovedì 17 Febbraio (16.00) visiteremo Palazzo Medici Riccardi e la mostra "Benozzo Gozzoli e la Cappella dei Magi"; Giovedì 17 Marzo (10.00) il Museo di San Marco; Giovedì 21 Aprile (10.00) andremo alla scoperta del Museo dell'Opificio della Pietre Dure e, infine, Domenica 29 Maggio (10.30) visiteremo l'Orto Botanico – Giardino dei Semplici.

Il programma è scaricabile in alto a destra sotto la dicitura Download. Le visite prevedono il pagamento del biglietto di ingresso al museo e, in caso di visitatori esterni che siano nostri volontari, viene richiesto un contributo (min. €5) a sostegno dell'Associazione Amici della Fondazione Santa Maria Nuova.
La guida verrà messa a disposizione dalla Fondazione Santa Maria Nuova Onlus.

TAC su canidi preistorici nell’ospedale di Torregalli

Nel 2019, l’ospedale San Giovanni di Dio (Torregalli) ha messo a disposizione il reparto di Radiologia al Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze per eseguire scansioni tomografiche e TAC su resti di vertebrati fossili.

Si trattava di reperti risalenti a 5 milioni di anni fa, precisamente al periodo geologico del Messiniano, scoperti nel 1985 nella cava di gesso di Monticino di Brisighella. Tra i fossili analizzati c’erano anche quelli della specie Eucyon monticinensis, un canide primitivo progenitore dei nostri amici a quattro zampe.

Le radiografie sono sempre utilizzate nello studio dei reperti fossili come efficace metodo di indagine, a maggior ragione con lo sviluppo della Paleontologia virtuale. Gli importanti esiti scientifici sono stati pubblicati recentemente in La Fauna Messiniana di Cava Monticino (disponibile online e in versione scaricabile) a cura di Lorenzo Rook, professore di Paleontologia e Paleoecologia, già direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ateneo fiorentino e presidente della Società Paleontologica Italiana.

Il volume raccoglie tutte le conoscenze ad oggi reperite sulla fauna di Cava di Monticino, infatti si tratta di un’opera scientifica di grande rilevanza che evidenzia il significativo ruolo geo-paleontologico della Vena del Gesso, che sta per essere candidata a World Heritage dell’UNESCO.
 

È un onore sapere che il Dr. Rook, in un capitolo dedicato alla Paleontologia virtuale, si è soffermato sui nuovi metodi digitali di ricerca testati proprio all’interno della Radiologia del San Giovanni di Dio.

Benvenuta Sonia!

Da oggi Sonia diventerà parte integrante dei reparti di neonatologia degli ospedali dell’Azienda USL Toscana Centro.
Si tratta di un manichino pediatrico acquistato grazie a numerose donazioni devolute alla Fondazione Santa Maria Nuova.

Lo strumento di alta tecnologia sarà messo a disposizione di tutti i punti nascita dell’azienda sanitaria per permettere al personale qualificato di formarsi al meglio sulle manovre di emergenza in sala parto.

Sonia reagisce come un vero e proprio bambino, permettendo di effettuare varie simulazioni di interventi d’urgenza e di manovre assistenziali.

La connessione wifi di cui è dotata ne consente l’utilizzo anche a distanza, da un ospedale all’altro: “Finora la formazione per l'emergenza neonatale veniva fatta solo nella sala allestita apposta all'ospedale San Giovanni di Dio a Torregalli, perché il manichino che avevamo, seppure avanzato, non poteva essere spostato. Ma la simulazione più efficace è quella che viene fatta direttamente nel luogo in cui i sanitari lavorano, quindi nei loro punti nascita” afferma Marco Pezzati, direttore del Dipartimento Materno Infantile fino a dicembre 2021.

La donazione del manichino è avvenuta presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova alla presenza di Marco Pezzati, di Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova, e di Roberto Biagini, attuale reggente del Dipartimento materno infantile.

Tra di donatori che hanno contribuito all'acquisto del macchinario, hanno partecipato alla cerimonia di consegna Conad Nord Ovest e Hostege Srl.
 

A tutti va il ringraziamento della Fondazione per quanto fatto a sostegno dei punti nascita dell'Azienda Sanitaria USL Centro.
Grazie ancora!

Le spezie, un medicinale squisito

Le spezie che così spesso utilizziamo nelle nostre ricette, in realtà, provengono da molto lontano. Sin dall’antichità i popoli mediterranei le hanno importate dall’India, dall’Asia e dai Paesi tropicali. Si tratta di foglie, fiori, frutti, semi, radici e cortecce, che in seguito alla loro lavorazione assumono forme diverse per la consumazione, come infusi, oli essenziali, distillati e polveri.  
Venivano utilizzate in vari ambiti della vita quotidiana: per onorare le divinità, per profumare i cosmetici oppure per ottenere coloranti (ad esempio, dalla curcuma e dallo zafferano si ottengono varie tonalità di giallo-arancio). Inoltre, allora come oggi, erano impiegate in cucina, per conservare e insaporire i cibi, e in medicina come rimedi naturali.

Queste sostanze derivano dalle antiche culture mediche dell’Oriente. Compaiono nell’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana che risale a cinquemila anni fa, e sono citate sia nel trattato medico cinese di Shen Nung, databile al 2700 a.C., sia nella Bibbia.
Dalla medicina orientale, le spezie giungono in quelle che possiamo identificare come le antenate delle farmacie occidentali, le Spezierie. Erano botteghe dove il medico speziale preparava e vendeva pozioni, profumi ed unguenti a base di minerali, di erbe o di ingredienti di derivazione animale con lo scopo di curare i malanni dell’epoca.

Col passare del tempo divennero anche un ingrediente molto presente nelle cucine, ma solamente in quelle delle famiglie più agiate. Infatti, il loro costo era così elevato che poterle comprare era considerato uno status symbol e, addirittura, nelle trattative commerciali capitava che le più preziose fossero utilizzate come moneta di scambio.
Le famiglie meno abbienti le sostituivano con erbe aromatiche, come la salvia, il timo, la maggiorana e l’anice. Tuttavia nel corso del Cinquecento con l’estrema diffusione delle spezie nei mercati occidentali, il loro valore diminuì drasticamente: non erano più considerate ricercate e di moda ora che erano facilmente reperibili. È da allora che le spezie vennero ridotte solamente ad un condimento sporadico nelle nostre ricette.  
 

Ma quali sono nello specifico le proprietà che rendono le spezie così particolari?

Per quanto riguarda l’alimentazione, le spezie rendono i cibi più saporiti ed aiutano il nostro organismo nella digestione e nell’assorbimento dei pasti. Pur non avendo un valore nutrizionale di per sé, la loro importanza risiede proprio nell’aiutarci ad assimilare i nutrienti degli altri cibi.

Anche nella cucina italiana sono utilizzate molte spezie, ma la più presente nei nostri pasti è il pepe nero: lo mettiamo sulla carne, sul pesce, nelle insalate, sulla pasta e, addirittura, sulla frutta! Non tutti sanno, ad esempio, che è un ottimo condimento assieme all’aceto balsamico per le fragole con il crescione.

Dal punto di vista medico, oggi abbiamo conferma dell’antica concezione delle spezie come farmaci naturali: possiedono proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, sono utilizzate nella prevenzione di malattie neurodegenerative e cerebrali, ed è ancora in fase di studio il loro ruolo nella prevenzione dei tumori.

Tornando a parlare del pepe nero, ciò che lo rende terapeutico è la presenza della piperina. È stato riscontrato come questa favorisca nelle malattie metaboliche l’attività antiossidante, riducendo il livello dei trigliceridi. Inoltre, è capace di abbassare la pressione arteriosa e, essendo un antinfiammatorio, diminuisce la proliferazione delle cellule tumorali.
 

BIBLIOGRAFIA
Firenze Informa. Storia, tradizioni e cultura, a cura, Antico Ricettario Medievale: a tavola con i fiorentini del Trecento, 2018, Edizione C.S.S., Firenze.
R. Benelli, S. Capecchi, Le Spezie per la Salute, LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, sezione di Prato.

Nuove regole per l’accesso al Percorso Museale

A partire dal 10 gennaio 2022, anche la Fondazione Santa Maria Nuova adegua l’accesso al percorso museale secondo il Decreto Legge 221/2021 del 24 dicembre 2021 relativo alle nuove disposizioni anti-Covid.
Per poter partecipare alle visite guidate occorrerà essere muniti di Green Pass rafforzato (la Certificazione non è richiesta ai bambini sotto i 12 anni e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica) ed è obbligatorio indossare la mascherina FFP2.  

A maggior ragione, è importante seguire queste semplici regole in un luogo così particolare.  
Infatti, gli ambienti che caratterizzano il percorso museale sono dislocati all’interno di tutta la struttura ospedaliera che, sin dal 1288, è ancora oggi in funzione!  
Durante le visite, ripercorreremo assieme la storia dei luoghi e dei personaggi che caratterizzavano l’ospedale antico: l’incontro tra lo Spedalingo e papa Martino V, il matroneo dedicato alle Oblate ospedaliere nella Chiesa di Sant’Egidio, il Chiostro delle Medicherie e la Spezieria, frequentati non solo dai medici speziali, ma anche da numerosi artisti.

Per maggiori informazioni sulle nomative vigenti: https://www.dgc.gov.it/web.

Arte in Corsia

Come riportato anche nell’Informatore COOP, nei Sabato 8, 15, 22 e 29 di Gennaio 2022 i soci UNICOOP Firenze avranno la possibilità di partecipare gratuitamente al percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova.

 

Durante la visita ripercorreremo la storia dell’antico ospedale fondato da Folco Portinari nel 1288, attraversando i secoli e le ristrutturazioni che ce l'hanno consegnato così come lo vediamo oggi. Incontreremo alcuni personaggi ed eventi significativi non solo per Santa Maria Nuova, ma anche per la sanità fiorentina: come l’incontro tra lo Spedalingo e papa Martino V, le innovazioni mediche e sociali che hanno caratterizzato il Granducato di Pietro Leopoldo ed il generoso donatore Angiolo Galli Tassi.

Anche da un punto di vista artistico l’ospedale ha ricoperto un ruolo importante. Infatti, era punto di ritrovo per la formazione di moltissimi artisti, tra cui Lorenzo Ghiberti e Leonardo da Vinci, e scopriremo insieme il perché di questa inusuale presenza…

La visita prevede anche il Chiostro delle Medicherie, dove sono presenti diverse tipologie di piante che venivano utilizzate dai nostri antenati come medicinali: alcune efficaci ancora oggi ed altre terribilmente velenose!

Infine ci sarà la possibilità di visitare il Matroneo delle Oblate, un luogo particolare solitamente inaccessibile all’interno della Chiesa di Sant’Egidio.

 
Prenotare è facile, basta inviare una e-mail a info@fondazionesantamarianuova.it specificando la data e il turno scelto (ore 15.00 oppure ore 17.00), il numero di partecipanti e un recapito telefonico.

Inoltre, per garantire la sicurezza di tutti nonostante la situazione pandemica, per partecipare è necessario essere muniti di Super Green Pass e mascherina FFP2.

L’Adorazione dei Magi di Lorenzo Monaco

Lorenzo Monaco, Adorazione dei Magi, 1420-1422, tempera su tavola, 115×183 cm, Galleria degli Uffizi

È possibile ammirare alla Galleria degli Uffizi l’Adorazione dei Magi di Lorenzo Monaco, che si presume fosse destinata a decorare l’altare maggiore della Chiesa di Sant’Egidio, all’interno dell’Ospedale di Santa Maria Nuova nel secondo decennio del XV secolo.

L’episodio biblico racconta l’arrivo dei Magi dall’Oriente in occasione della nascita di Gesù. La Sacra famiglia si trova in un’elaborata struttura architettonica ad arcate, molto differente dalla capanna in cui tradizionalmente viene descritta la scena. Mentre Giuseppe fissa il cielo seduto a terra, Maria porge il Bambino benedicente verso il corteo giunto in visita.

La parte centrale è dedicata alla presentazione dei Magi.
Il primo è il più anziano ed ha appena posato ai piedi di Gesù il suo dono. Il secondo, in piedi, ha sulla veste delle scritte in arabo antico, motivo decorativo che richiama la loro provenienza. L’ultimo è il più giovane e si sta inginocchiando con il dono ancora tra le mani. L’artista ha rappresentato attraverso i saggi le tre età dell’uomo, scelta peculiare rispetto alla tradizione evangelica che invece li descrive come anziani.
È interessante dire che i loro doni (oro, incenso e mirra) sono metafore della natura divina e mortale di Gesù.
 
Sulla destra segue il variegato corteo composto da servitori, da cavalieri tartari e mori, anche da un cammello ed un levriero da caccia. Dai rilievi rocciosi, sporge un personaggio che indica il passaggio della stella cometa, personificata dal gruppo di angeli presente sulla parete della capanna.
 


Lo sfondo è caratterizzato da un ridotto uso del fondo oro, a favore di un'altra narrazione: nel paesaggio montuoso si staglia la scena dell’Annuncio ai pastori della nascita di Gesù.

Questa pala d’altare è un ottimo esempio di gotico internazionale. Le ambientazioni arcaicizzanti, l’uso del colore antinaturalistico, i corpi allungati e i gesti appena accennati rimandano ad un mondo illusorio e fiabesco, in netta contrapposizione con lo stile rinascimentale del periodo.

 
 

A questo punto, sorge spontaneo chiedersi come sia giunta alla Galleria degli Uffizi…
Abbiamo poche e frammentarie informazioni sui suoi spostamenti nel corso dei secoli, tanto che molti studiosi mettono in dubbio l’originaria provenienza dalla chiesa del nostro ospedale.
 
Nelle Vite, il Vasari menziona la presenza della pala all’interno della Chiesa di Sant’Egidio. Dunque, si è ipotizzato che fosse stata realizzata per l'altare maggiore in occasione della consacrazione dell'ospedale da parte di papa Martino V, nel contesto della prima grande ristrutturazione all’inizio del XV secolo. Effettivamente, nei libri contabili di Santa Maria Nuova risulta che Lorenzo Monaco sia stato pagato 182 fiorini (una cifra particolarmente alta) tra marzo 1420 ed agosto 1422, per una tavola della quale non si dichiara mai il soggetto.
Un ulteriore indizio ad avvalorare questa tesi è un documento del 1460: la causale di un pagamento rivolto ad Alessio Baldovinetti, che stava lavorando agli affreschi nel coro della chiesa, destina il denaro a <cierte dipinture che à fatto dintorno alla tavola d’altare [sic]>, che però relegherà a Cosimo Rosselli.
Infatti, sappiamo che a distanza di quarant'anni dalla sua realizzazione, la pala venne modificata da quest'ultimo pittore, che aggiunse nella parte superiore l'Annunciazione e due Profeti

 

Il tema dell’Adorazione dei Magi è coerente con le decorazioni presenti all’interno dell’edificio sacro le quali, nonostante la diversità di maestranze, fanno tutte riferimento all’importanza della figura di Maria nella vita di Cristo. Poiché erano ancora assenti gli episodi della Natività e dell’Epifania, si ritiene plausibile che una pittura su tavola fosse stata realizzata proprio per integrare l’iconografia della pittura parietale.
 
Tuttavia, bisogna ammettere che non essendo giunti a noi gli stemmi familiari e la predella (il basamento decorato tipico del periodo, sulla quale generalmente sono raffigurati i committenti), non esiste un diretto collegamento né con la Chiesa, né con l’Ospedale, nè tantomeno con la famiglia Portinari, patroni del luogo che amavano commissionare opere devozionali personalizzate.

 

Dalla metà del XV secolo non risultano più notizie sull’opera fino al 1810, quando un inventario la colloca all’interno del Convento della Chiesa di San Marco.
Successivamente giunse alla Galleria dell’Accademia in data imprecisata, per poi essere spostata in ultimo alla Galleria degli Uffizi nel 1844.

 
 
 

BIBLIOGRAFIA
C. De Benedictis, a cura, Il patrimonio artistico dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Firenze: episodi di committenza, 2002, Pagliai Polistampa, Firenze.
E. Diana, a cura, La Chiesa di Sant’Egidio nell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze: dai restauri un ambiente prezioso, 2020, Pontecorboli, Firenze.

 
 

Il presepe in onore di medici e infermieri

Presso la Basilica di San Lorenzo, in occasione del periodo natalizio è stato allestito per il quinto anno consecutivo il presepe firmato dai Sopravvissuti del San Lorenzo, un'associazione composta da ambulanti e commercianti che si battono per la riqualifica del rione.

Quest'anno il tema che faceva da cornice alla Natività voleva ringraziare e sostenere tutto il comparto sanitario, che in due anni di pandemia si è distinto per il forte spirito di sacrificio ed abnegazione nei confronti del prossimo. Tramite il Presepe era possibile devolvere una donazione alla Fondazione Santa Maria Nuova, che sostiene l'ospedale fiorentino.

Il ricavato delle offerte ha raggiunto la cifra particolarmente generosa di €2020,50 ed è stata consegnata Mercoledì 26 Gennaio 2022 al Dott. Giancarlo Landini, presidente della Fondazione.

La Fondazione Santa Maria Nuova ringrazia calorosamente tutte le persone che hanno dato il loro contribuito a questa giusta causa.