XIII edizione Giornate Mediche di Santa Maria Nuova 2022

Venerdì 2 Dicembre, a partire dalle ore 08:15 presso l’Auditorium al Duomo (via de’ Cerretani, 54/R, Firenze), si terrà la XIII edizione delle Giornate Mediche, promossa dalla Società Medica di Santa Maria Nuova. L’incontro verterà sull’analisi della medicina di precisione, un approccio diagnostico e terapeutico mirato alle specifiche esigenze del singolo paziente e ai diversi profili di rischio. 

Il National Institute of Health (NIH) la definisce come “un approccio emergente per il trattamento e la prevenzione delle malattie che tiene in considerazione la variabilità individuale dei geni, dell’ambiente e dello stile di vita in ogni persona”. La medicina di precisione ha visto un importante sviluppo nell’ambito dell’oncologia, ma è da considerarsi come  strumento rilevante anche per altre condizioni cliniche, come per esempio le Cardiopatie Ischemiche e gli Scompensi Cardiaci. Per tale motivo, il convegno del 2 dicembre verterà sulle sue molteplici applicazioni, allo scopo di formare il personale medico sanitario e suggerire ulteriori  trattamenti clinici ed assistenziali.  

Segue un breve riassunto degli interventi del convegno. Sarà possibile trovare il programma completo qui

PROGRAMMA SCIENTIFICO

08.15  Registrazione dei partecipanti e welcome coffee 

08.30  Apertura del convegno con saluti istituzionali e presentazione a cura di Giancarlo Landini, direttore del Dipartimento di Specialistiche Mediche e presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus, e Massimo Milli, direttore  di Struttura Complessa Cardiologia Firenze 1  e presidente della Società Medica Santa Maria Nuova.

10.00  SESSIONE I – "La personalizzazione delle cure e dei percorsi gestionali nelle specialità di area medica": i relatori invitati tratteranno il tema nell’ambito dell’Oncologia, della Reumatologia, della Medicina Interna, della Cardiologia e della Neurologia. 

13.40  light lunch

14.20  SESSIONE II – "La personalizzazione delle cure e dei percorsi gestionali nelle specialità di area chirurgica": i relatori invitati tratteranno il tema nell’ambito della Chirurgia generale e Bariatrica, della Chirurgia ginecologica, della Chirurgia vascolare e un intervento sul percorso personale di pre-ospedalizzazione. 
 
16.00 SESSIONE III – "Approccio integrato al paziente ad alto rischio cardiovascolare per l’ottimizzazione dei target terapeutici e dell’aderenza al trattamento": i relatori invitati tratteranno il tema dal punto vista del cardiologo, del nefrologo, del diabetologo e del farmacista. 

17.20  SESSIONE IV – "Tecnologia e comunicazione medico/paziente: un binomio imprescindibile per garantire per la personalizzazione delle cure": i relatori invitati tratteranno l’approccio “Biomarker guided”, esempi di precisione in Radiodiagnostica, la personalizzazione delle cure infermieristiche e le applicazioni web di Medicina Narrativa. 

19.00  chiusura dei lavori e compilazione del questionario ECM 
 

Il convegno è gratuito ed è riservato a 100 partecipanti. La scheda d’iscrizione è disponibile sul portale di MCR Conference. L’iscrizione comprende: kit congressuale, partecipazione ai lavori, attestato di frequenza, attestato ECM (agli aventi diritto), welcome coffee e light lunch. 

Si fa presente che nel corso di eventuali riprese televisive, registrazioni e/o servizi fotografici destinati alla diffusione, effettuati durante il convegno anche da altri soggetti, potrebbero accidentalmente apparire immagini di partecipanti/ospiti identificabili.

Inaugurazione di Casa Parkinson

Lunedì 7 Novembre è stata inaugurata Casa Parkinson, presso il presidio territoriale Canova, realizzata grazie alla collaborazione pubblico/privato tra AUSL Toscana centro e Fresco Parkinson Institute Italia Onlus, affiancate dalla Regione Toscana, il Comune di Firenze, la Società della Salute di Firenze e dagli importanti contributi di Fondazione CR Firenze e Fondazione Santa Maria Nuova Onlus.

Il progetto rappresenta un innovativo modello di cura integrata e omnicomprensiva, che prevede il coinvolgimento di medici degli ospedali dell’Azienda e degli infermieri di famiglia e comunità allo scopo di garantire continuità di cura sul territorio ai pazienti con malattia di Parkinson e parkinsonismi. Presso la nuova struttura, la persona affetta da malattia di Parkinson potrà ottenere risposte sia ambulatoriali sia domiciliari alle proprie esigenze assistenziali e di socializzazione, per un miglioramento globale della qualità della sua vita e del suo nucleo familiare. 

Casa Parkinson si avvale di un team che coinvolge nuove figure professionali, formate tramite i corsi ECM della Fresco Academy, con l’intenzione di praticare un approccio interdisciplinare: neurologi e neuropsicologi, gastroenterologi, geriatri, fisiatri e fisioterapisti, terapisti del dolore, logoterapisti, nutrizionisti e assistenti sociali. Inoltre, i pazienti potranno partecipare ad interventi complementari volti a migliorare le performance motorie, visuo-cognitive, psicosociali e comportamentali: sono previsti corsi di danza, di boxe ed anche laboratori di arte.

All’inaugurazione hanno partecipato il presidente della giunta regionale Eugenio Giani, il sindaco Dario Nardella e l’assessore al welfare e sanità Sara Funaro, con il direttore della Società della Salute di Firenze Marco Nerattini, il presidente e fondatore del Fresco Parkinson Institute Paolo Fresco con il direttore dell’Istituto, Daniele Volpe, il direttore finanziario, Beatrice Melli e per la Fondazione CR Firenze, il presidente Luigi Salvadori, il direttore generale Gabriele Gori e il vicedirettore Monica Norcini. Per la AUSL Toscana centro hanno presenziato il direttore generale Paolo Morello, il direttore del dipartimento specialistiche mediche Giancarlo Landini, il direttore delle attività territoriali della zona Firenze Lorenzo Baggiani, il direttore dell'Area aziendale malattie cerebrovascolari e degenerative Pasquale Palumbo e la responsabile del Progetto Casa Parkinson  Paola Vanni.

Grazie alla Fondazione Santa Maria Nuova Onlus sono state rese disponibili, e se ne aggiungeranno altre a breve, le donazioni di un gruppo di privati dedicate alle necessità degli operatori sanitari e alcune attrezzature della palestra che saranno presto acquistate. 

La melagrana, tra arte e salute

L’autunno è il mese delle melagrane! In questo periodo avviene la raccolta dei frutti dell’albero di melograno, una pianta di origine euroasiatica ed anche mediterranea. La melagrana è caratterizzata da una spessa buccia legnosa che racchiude tantissimi chicchi rossi lucenti, dai quali si ottiene un succo prelibato.


Sin dall’antichità le erano attribuite caratteristiche curative ed, effettivamente, oggi sappiamo con certezza che il frutto, ricco di vitamina C, ha proprietà antibatteriche che risultano una fonte benefica per la salute gastrointestinale e cardiovascolare. Anche la scorza è utilizzata in medicina perché contiene il tannino: una volta tagliata a pezzetti e fatta essiccare, la polvere ottenuta viene utilizzata negli infusi per prevenire parassiti intestinali e come astringente per sedare le dissenterie. 
Inoltre, dalla scorza si ottiene una tonalità di giallo tipicamente utilizzata negli arazzi arabi. 

Eppure questi non sono gli unici motivi della fama della melagrana. Fin dai tempi più remoti, a questo frutto era stata attribuita un’affascinante interpretazione simbolica; basti pensare che, ancora oggi, allude alla fertilità e alla maternità per via dell’abbondanza dei suoi chicchi.

Nell’antica Grecia, la melagrana compare nel mito di Persefone. Il re degli Inferi, Ade, invaghito della fanciulla, la rapì e la condusse nel suo regno. Nonostante la madre Demetra avesse ottenuto la liberazione della figlia grazie a Zeus, Ade aveva offerto a Persefone una melagrana infernale per trattenerla per sempre con sé. Poiché la fanciulla aveva mangiato solamente sei chicchi, la maledizione la confinò a passare l’eternità vivendo sei mesi nel mondo dei morti e sei mesi nel mondo dei vivi.

Nell’ebraismo il frutto acquista significati morali e religiosi: si riteneva, infatti, che la melagrana contenesse 613 semi, tanti quanti le prescrizioni indicate nella Torah. Una preghiera recitata durante la festa di Rosh ha-shanah (il capodanno ebraico) declama: “Sia la (Tua) volontà al Tuo cospetto, Signore Dio Nostro e Dio dei nostri Padri che si moltiplichino i nostri meriti quanto i chicchi del melograno.” 

Con l’avvento del cristianesimo, la melagrana si fa simbolo della Passione di Cristo: la sua buccia legnosa rappresenta il legno della croce sulla quale fu crocifisso, mentre il succo dei suoi semi simboleggia il sangue versato da Gesù per salvare l’umanità dal peccato. In virtù di questo significato, nel corso di tutta la storia dell’arte possiamo vederla fare capolino in svariati capolavori: in queste immagini è Gesù Bambino a tenere tra le mani il frutto che diventa segno premonitore del suo destino

In conclusione, questo frutto gustoso che fa bene alla salute porta anche con sè un significato estremamaente suggestivo: dal mito antico all’iconografia religiosa, fino all’arte del secolo scorso, il dualismo tra vita e morte ha caratterizzato l’immagine della melagrana. 

Il 29 Ottobre è la Giornata mondiale di prevenzione contro l’ictus

Il 29 Ottobre è la Giornata mondiale dell’ictus (World Stroke Day), ricorrenza importante volta a sensibilizzare la prevenzione di questa malattia. In Italia,  l’ictus cerebrale è considerato la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie, oltre ad essere uno dei fattori principali di invalidità. L’Ospedale di Santa Maria Nuova annovera il miglior centro di cure per pazienti colpiti da ictus cerebrale avendo raggiunto in breve tempo il livello “diamante”, ovvero la massima onorificenza del settore.

Nel 2018, grazie alla partecipazione del personale dello Stroke System fiorentino al percorso ESO Angels Award (il programma europeo che certifica la qualità nei diversi Stroke System ospedalieri) è stato possibile attuare un piano formativo aggiornato sull’organizzazione, sulla casistica e sulla gestione dei risultati dell’assistenza ai pazienti. L’esperienza ha dato vita ad un “percorso Ictus” interdisciplinare ed altamente specializzato, supportato da nuove tecnologie e da professionisti qualificati. Questo miglioramento all’approccio diagnostico-terapeutico-assistenziale ha coinvolto anche altri sette ospedali aziendali (l’ospedale San Giovanni di Dio a Torregalli, l’ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, ospedale del Mugello a Borgo San Lorenzo ed anche gli ospedali di Pistoia, Pescia, Prato ed Empoli) rendendo possibile interventi tempestivi su tutto il territorio toscano.

Giancarlo Landini, Direttore del Dipartimento Specialistiche Mediche e presidente della Fondazione Santa Maria Nuova ONLUS, commentò con queste parole la buona riuscita del percorso di formazione: “Gli ottimi risultati raggiunti nella terapia in acuto dello stroke a Santa Maria Nuova, testimoniati da questo riconoscimento internazionale, sono il risultato di una integrazione multidisciplinare che è sempre di più la chiave del successo dei nostri servizi. L’ictus acuto è una patologia che può essere con efficacia combattuta se arriviamo in tempo a trattarla e questo avviene se tutti gli attori del percorso sono addestrati a lavorare insieme in maniera coordinata, dal medico del 118, al medico del pronto soccorso, al neuroradiologo, all'internista, al neurologo, all'infermiere. Questo è avvenuto a Santa Maria Nuova ed ha portato a risultati ottimi, simili anche negli altri ospedali dell'Azienda. La creazione dello Stroke System è stata una grande iniziativa che ha messo insieme tutte le competenze sull’ictus che sono presenti nei nostri ospedali facendole lavorare insieme. Una lezione di capacità gestionale e di professionalità che va mantenuta e sviluppata".

La cotognata di Santa Maria Nuova

Un dolce autunnale amato nella zona mediterranea è la cotognata, una pasta gelatinosa realizzata con un ingrediente particolare: la mela cotogna, il frutto dell’albero cotogno originario dell’Asia occidentale.

In realtà, questo frutto non ha un gusto particolarmente squisito, quindi nell’antichità era utilizzato non tanto in cucina quanto per profumare gli ambienti, gli armadi e, non ad ultimo, per cacciare gli spiriti maligni. Eppure è diventato ben presto un ottimo ingrediente per realizzare questo particolare dessert.

A Firenze, nel Cinquecento, la cotognata più famosa e prelibata era quella preparata da Caterina, una medica di casa dell’Ospedale di Santa Maria Nuova. Infatti, la spezieria dell’antico nosocomio non solo produceva i medicinali da somministrare in corsia, ma era anche rinomata per la sua produzione dolciaria! Risale al 1515 il Ricettario di Santa Maria Nuova, una raccolta di ricette per creare sia farmaci sia pasti per i pazienti: proprio qua tra le specialità di monna Caterina, oltre ai rimedi per i “capi rotti” (ovvero le ferite alla testa), compare anche la cotognata! 

Considerando l’elevata presenza di zucchero nella preparazione, possiamo supporre che questo dessert fosse servito ai pazienti per riprendere un po’ di energie durante la permanenza in corsia. 

Per i più curiosi, ecco qui la ricetta!

INGREDIENTI

  • 1 kg di mele cotogne
  • 600 g di zucchero semolato
  • 200 g di zucchero di canna
  • 1 limone
  • 1/2 bicchiere d’acqua
  • cannella a piacere
Lavare le mele cotogne, poi tagliarle a pezzi eliminando il torsolo ma non le bucce. I pezzi già tagliati possono essere inseriti in una ciotola con acqua e limone per non farli annerire. Far cuocere in pentola le mele con zucchero semolato e mezzo bicchiere d’acqua per 30 minuti e mescolare di tanto in tanto. Quando il composto sarà morbido, toglierlo dal fuoco e passarlo con il passaverdure. Rimettere la purea di mele ottenuta in pentola e aggiungere zucchero di canna e, se gradita, un po’ di cannella. Continuare a cuocere per 30 minuti o almeno finché il composto non diventa molto denso. Trasferite la cotognata in uno stampo distribuendola omogeneamente e lasciatela raffreddare per 1 giorno. A questo punto la consistenza sarà abbastanza solida da poter essere tagliata a fette con un coltello, mi raccomando, non a seghetto. Infine, passate le fette di cotognata nello zucchero semolato prima di gustarle, magari assieme a dei formaggi.


Buon appetito!

Ad ottobre riapre il vecchio San Giovanni di Dio

Dopo una breve interruzione estiva, Mercoledì 26 Ottobre tornano le visite guidate all’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio in Borgo Ognissanti, 20.

Vi racconteremo la lunga storia dell’ospedale fondato da Simone di Piero Vespucci nel 1382 e rimasto parzialmente sconosciuto fino all’arrivo dell’ordine religioso dei Fatebenefratelli, seguaci di San Giovanni di Dio. Osserveremo le opere d’arte del famoso atrio monumentale e scopriremo come ci si curava nell’antichità.

Sono previsti due turni di visita: alle ore 10.00 e alle ore 11.30.

Per partecipare è richiesta una donazione di  €10 a persona ed è necessaria la prenotazione all’indirizzo info@fondazionesantamarianuova.it, specificando nominativo dei partecipanti ed almeno un recapito telefonico. È obbligatorio indossare la mascherina FFP2.

Vi aspettiamo!

Riapre la biblioteca dell’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio!

Tutti i Mercoledì, dalle ore 09.00 alle ore 13.00, sarà possibile consultare su prenotazione tutto il materiale a tema storico-sanitario conservato all’interno della biblioteca del Centro di documentazione per la storia dell’assistenza e della sanità pubblica, con sede all’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio in Borgognissanti, 20.  

I testi saranno consultabili solamente in sede e non saranno soggetti a prestito. Inoltre, trattandosi di aperture straordinarie, la biblioteca non può mettere a disposizione degli utenti strumenti elettronici per fare ricerca. Nel sito del Centro di documentazione è possibile visionare i fondi conservati e disponibili per la consultazione. 

Per accedere occorre prenotare all’indirizzo info@fondazionesantamarianuova.it ed esibire l’e-mail di avvenuta prenotazione al personale.

Premio Gambaccini 2022

Se sei un medico, e sei titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, determinato, di borsa di studio oppure di collaborazione continuativa con l’Azienda USL Toscana Centro, questo bando si rivolge a te!

La Fondazione Santa Maria Nuova Onlus in collaborazione con l'Azienda USL Toscana Centro e la “Philip and Irene Toll Gage Foundation”  ha messo a concorso la sesta edizione del premio "Piero Gambaccini".

È indetto un bando per un premio finalizzato di 10.000 € per medici titolari di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, determinato, borsa di studio o incarichi libero professionali con l’AUSL Toscana Centro che presentino un programma integrato di aggiornamento professionalizzante in materie di loro interesse (stage, frequenza on the job, corsi universitari etc.) che permettano di apprendere nuove metodiche o sistemi di lavoro.

La finalità del premio, dedicato alla memoria dell'illustre medico e luminare, è quella di incentivare l’aggiornamento e la continuità nella formazione del personale medico dell'Azienda, permettendo il perfezionamento delle loro competenze professionali nonché delle metodiche di cura e di organizzazione e/o gestione del lavoro.
I candidati che intendono presentare domanda di partecipazione al bando devono allegare:

  1. proprio CV aggiornato.
  2. documentazione che attesti il loro rapporto di lavoro presso l’AUSL Toscana Centro.
  3. progetto personalizzato di aggiornamento professionalizzate orientato al perfezionamento e/o all’apprendimento di nuove metodiche o sistemi di lavoro.
La valutazione dei progetti terrà conto del CV del medico presentante (da 1 a 10 punti) e della qualità, fattibilità e garanzia di realizzazione del progetto entro i limiti del contributo erogato (da 1 a 10 punti). A parità di punteggio, sarà considerato come elemento di preferenza la sede di lavoro del professionista presso l’Ospedale Santa Maria Nuova (Firenze). Il premio sarà assegnato ad insindacabile giudizio da parte di una commissione composta da:
  • Presidente Fondazione Santa Maria Nuova ONLUS
  • Direttore Sanitario AUSL Toscana Centro
  • Direttore Sanitario dell’Ospedale Santa Maria Nuova
  • Rappresentante della “Philip and Irene Toll Gage Foundation” nella persona della Sig.ra Bettie Lippit o suo delegato
Le domande di partecipazione dovranno essere inviate, esclusivamente per posta, entro e non oltre il giorno 18 novembre 2022 al seguente indirizzo:
AUSL Toscana Centro – SOC Rapporti Internazionali – Donazioni e Sponsorizzazioni – indirizzo: Via di San Salvi, 12 – Villa Fabbri – 50135 Firenze

Per chiarimenti, contattare la Segreteria Operativa della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus:
Dott.ssa Chiara Bartolini
055 6938374
Dal lunedì al venerdì ore 9.30 – 13.30

Lo scienziato Niccolò Stenone: anatomista, geologo, vescovo e beato

Lunedì 24 Ottobre alle ore 15.00 si terrà il seminario di studi “Lo scienziato Niccolò Stenone. Anatomista, geologo, vescovo e beato (1638-1686)” presso la sala conferenze dell’Accademia La Colombaria in collaborazione con la Società Toscana per la Storia del Risorgimento

Nils Stensen, conosciuto in Italia come Niccolò Stenone, nacque in Danimarca nel 1638 e giunse a Firenze nel 1666 su invito di Ferdinando II de Medici. In questo frangente gli venne affidata la cattedra di anatomia presso l’Ospedale di Santa Maria Nuova, dove i suoi studi assumeranno un ruolo cruciale nella storia della sanità toscana del Seicento. Allo scienziato si deve la scoperta del dotto escretore delle parotidi, denominato appunto il “dotto di Stenone”, e la funzione delle ovaie e delle tube uterine. Inoltre, dimostrò che il cuore in realtà è un muscolo e non il luogo in cui, come si riteneva al tempo, risiedeva l’anima.

Durante la sua permanenza in Toscana si appassionò alla geologia e i suoi studi lo portarono a scoprire la formazione dei fossili e lo sviluppo dei cristalli. Grazie alle sue straordinarie ricerche è considerato il padre fondatore delle Scienze della Terra. 

A Firenze, Stenone si convertì al cattolicesimo allontanandosi definitivamente dalla religione luterana. Divenne molto presto vescovo ed abbandonò progressivamente gli studi scientifici. Durante la sua attività di proselitismo nel Nord Europa, venne colpito da una violenta febbre renale e morì nel 1686. Cosimo III, particolarmente legato allo scienziato, dopo la sua morte ne richiese la salma a Firenze, per poterla seppellire nella chiesa familiare di San Lorenzo. Il 23 ottobre 1988 fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II.

In occasione del seminario,  il Ritratto di Niccolò Stenone (realizzato nel 2021 da Pasquale Naccarato nel per il percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova) verrà prestato ed esposto durante la conferenza.

L'evento prevede l'ingresso libero e la trasmissione in video streaming al seguente link: https://us02we.zoom.us/j/81223444317. Per saperne di più, è possibile consultare il programma.

CORRI LA VITA 2022 passa dall’Ospedale Vecchio San Giovanni di Dio

In occasione della ventesima edizione di Corri la Vita a Firenze, Domenica 2 Ottobre sarà possibile visitare l’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio in Borgo Ognissanti, 20.

Come ogni anno, oltre alla maratona di beneficienza, sono previste visite gratuitamente a musei, mostre e mete culturali: occorre semplicemente presentarsi indossando la maglia di Corri la vita 2022 oppure esibendo il certificato di iscrizione.

Nell’edizione 2022 è stato inserito tra i percorsi culturali l’Ospedale vecchio di San Giovanni di Dio, rimasto famoso nella memoria dei fiorentini per lo scenografico atrio monumentale. Trasferito negli anni Ottanta nel Nuovo San Giovanni di Dio a Torregalli, si tratta in realtà di un ospedale storico fondato nel 1382 da Simone Vespucci e a lungo gestito dall’ordine religioso dei Fatebenefratelli, seguaci di San Giovanni di Dio.

Le visite saranno a cura dell’associazione culturale Città Nascosta e sarà possibile prenotarsi seguendo le istruzioni sul sito dell’iniziativa.

Il 9 ottobre arriva la Prima Giornata Nazionale Ospedali Storici Italiani

Domenica 9 Ottobre si terrà la prima Giornata nazionale dedicata agli ospedali storici italiani, organizzata da ACOSI – Associazione Culturale Ospedali Storici Italiani insieme alle varie realtà che, come la Fondazione Santa Maria Nuova Onlus, valorizzano questo patrimonio storico-artistico ancora troppo poco conosciuto, organizzando in tutta Italia visite guidate gratuite.
 
ACOSI è un’associazione culturale senza scopo di lucro nata nel 2019 grazie alla collaborazione di Aziende Sanitarie ed Ospedaliere, IRCSS, enti di assistenza ed associazioni mutualistiche italiane con lo scopo di conservare, valorizzare e promuovere i loro patrimoni artistici, storici, culturali ed architettonici.
 
La Fondazione Santa Maria Nuova parteciperà all’iniziativa con il percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova e con il parco dell’ex Ospedale psichiatrico di San Salvi a Firenze ed aprendo eccezionalmente due luoghi solitamente non visitabili: l’ex Ospedale “Misericordia e Dolce” di Prato e l’Oratorio di Sant’Antonio Abate a Pescia. 
 
Inoltre, nelle sedi dei fondatori di ACOSI si terranno dei concerti a cura dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma: a Firenze si terrà alle ore 11.00 presso la Chiesa di Sant'Egidio dell’Ospedale di Santa Maria Nuova. Clicca qui per vedere il programma completo.
 
In occasione di questo primo evento nazionale, alle ore 12.00 nella Sala Bufalini al piano terra dell'Ospedale di Santa Maria Nuova, il presidente della Fondazione Santa Maria Nuova ONLUS Giancarlo Landini ed il consulete scientifico della Fondazione Esther Diana, presenteranno la prima edizione del volume “Lo splendore della cura. Viaggio negli Ospedali Storici italiani” e il Primo Calendario degli Ospedali Storici Italiani 2023. I visitatori del turno delle ore 10.00 potranno partecipare anche a questo evento senza ulteriore prenotazione e ricevendo in omaggio il calendario. 

Di seguito il programma delle visite guidate disponibili nei nostri quattro luoghi della sanità toscana:
 
Percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, Firenze

  • ore 10.00 / 11.00 / 12.00 / 15.00 / 16.00
  • 15 partecipanti per turno
  • Durata  45 minuti

Parco dell’ex Ospedale Psichiatrico di San Salvi, Firenze

  •  in collaborazione con la compagnia teatrale Chille De La Balanza
  •  ore 10.00 / 16.00
  •  40 partecipanti per turno
  •  durata 90 minuti

 
Ex Ospedale “Misericordia e Dolce”, Prato

  • ore 10.00 / 11.00 / 15.00 / 16.00
  • 15 partecipanti per turno
  • durata  45 minuti

 
Oratorio di Sant’Antonio Abate, Pescia

  • ore 10.00 / 11.00 / 15.00 / 16.00
  • 15 partecipanti per turno
  • durata  45 minuti

 
Per partecipare è necessario prenotare entro Venerdì 7 Ottobre all’indirizzo e-mail info@fondazionesantamarianuova.it, specificando numero e nominativo dei partecipanti, almeno un recapito telefonico ed il turno di preferenza.

Vi ricordiamo che nei presidi ospedalieri, è obbligatorio indossare la mascherina FFP2 ed essere in possesso del Green Pass.
 
Vi aspettiamo!
 

L’amandolato, un dolce sostegno

Allora come oggi, i dessert erano considerati un valido compagno per addolcire il processo di guarigione degli ammalati. Un ingrediente molto amato per realizzare questi dolci era la mandorla, proveniente dall’area mediterranea e già nota al tempo per le sue proprietà benefiche. 
 
Nella parte finale del Libro de la cocina dell’Anonimo Toscano, databile alla fine del XIV secolo, troviamo una sezione di ricette dedicate interamente agli infermi. Tra queste c’è l’amandolato, un delizioso spuntino a base di mandorle:
 
De’ l’amandolato et del farro per li’nfermi: Togli l’amandole e mondale; pestale e distempera con acqua bullita, e poni latte a cocere con la meròla del pane, o vero farro; e ponvi tuorla d’ova sane; e pesti, ovvero distemperati, mettivi zaffarano et zuccaro, e uno poco di sale.”

Un’altra versione dell’amandolato è presente nel libro di ricette Le Viander del cuoco francese Guillaume Tirel, meglio conosciuto come Taillevent, e datato alla fine del XIII secolo. Ecco la variante francese:
 
Taillés. Prennés figues et raysins lait d’almendes et eschaudés et galetes croute de pain blanc coupé menu et faites boullir le lait prennés saffran pour lui donner couleur et sucre et puis metés boullir tout en semble tant qu’il soit bien liant pour tailler.” 
 
Se siete curiosi, e golosi, ecco qui gli ingredienti e la veloce preparazione dell’amandolato.
 
 
INGREDIENTI
 
½ lt. di latte di mandorle
100gr di mollica di pane secco
300gr mandorle tritate fini
120gr zucchero
zafferano
3 tuorli d’uova
sale quanto basta
 
Portare ad ebollizione il latte di mandorle insieme ad un pizzico di sale e allo zucchero. Appena il latte sarà a bollore, aggiungere le mandorle tritate e la mollica di pane, dopodiché mescolare il tutto a fuoco basso per dieci minuti fino a creare un composto molto denso. A questo punto unire i tuorli d’uovo e mescolare ancora per qualche minuto a fuoco bassissimo. Infine, versare il composto in una teglia e creare uno strato di 3 cm di spessore. Una volta raffreddato avrà la consistenza giusta per poterlo servire a fette.
 
Buon appetito!

Le pietre preziose, un medicinale ambito degli artisti

Sin dal 1339 molti artisti frequentavano l’Ospedale di Santa Maria Nuova. Infatti, al suo interno era stata organizzata l’Accademia della Compagnia di San Luca, primo nucleo dell’Accademia delle Arti del Disegno. Come mai gli artisti scelsero questo luogo come sede? L’ospedale era dotato di una spezieria, una vera e propria antenata di un laboratorio farmaceutico contenente erbe aromatiche, spezie, ingredienti di derivazioni animale e pietre preziose. Qui gli artisti potevano reperire le materie prime necessarie anche alle loro attività.
 
Proprio perché la spezieria era frequentata sia dai medici che dai pittori, quest’ultimi erano inseriti nell’Arte dei Medici e Speziali. A Firenze, dal XII secolo, si costituiscono le corporazioni delle Arti e Mestieri, che riunivano in categorie professionali i lavoratori. Le più note erano l’Arte del Cambio, di cui facevano parte i Medici e i Portinari, e l’Arte della Seta, di cui faceva parte la famiglia Vespucci.
 
Tra i vari ingredienti utili sia ai medici che ai pittori compaiono le pietre preziose.
 
I nostri antenati ritenevano che un materiale pregiato ed esotico non potesse che avere proprietà miracolose, quindi i medici polverizzavano i minerali per somministrarli ai pazienti come un vero e proprio medicinale. Essendo assai costoso, però, veniva prescritto solo a personaggi di spicco della società del tempo: ad esempio, Lorenzo il Magnifico, malato di gotta da tempo, morì più velocemente a causa di questo trattamento.
 
Invece, gli artisti utilizzavano le pietre preziose per ottenere i pigmenti. Oggi come allora, una delle pietre più ricercate e più costose è il lapislazzuli, dal quale è possibile ottenere la tonalità del Blu oltremare. Poiché veniva estratto dall’Oriente e dal vicino Oriente (Siria, Palestina, Egitto) per essere poi importato in Europa, questa particolare tonalità è stata denominata “oltremare”.
 

All’interno del percorso museale dell'Ospedale di Santa Maria Nuova possiamo ammirare l’utilizzo che Simone Pignoni ne ha fatto nella raffigurazione della Maddalena penitente. Immersa in un paesaggio roccioso, la vediamo genuflessa a terra e solo in parte coperta da un panneggio blu oltremare. Nel corso della storia dell’arte questo colore ha assunto molteplici significati: in questo caso è un richiamo alla dimensione celeste e divina, tipicamente utilizzato per le vesti della Vergine Maria.
 

Buontalenti, tra progetti architettonici ed invenzioni culinarie

Nel 1574, l’Ospedale di Santa Maria Nuova conobbe una seconda grande fase di ristrutturazione affidata all’architetto di fiducia della famiglia Medici Bernardo Buontalenti (1531-1608). Il suo intervento prevedette la costruzione della bellissima facciata, che ancora oggi possiamo ammirare, la ristrutturazione della Chiesa di Sant’Egidio e l’ampliamento della Corsia degli Uomini, dove costruisce la maestosa Cappella del Sacramento.

Tuttavia, l’architetto fiorentino non lavorò solamente a Santa Maria Nuova: fu impegnato in molti progetti architettonici, come la realizzazione della Fortezza del Belvedere e il completamento degli Uffizi. Quello che in molti non sanno è che fu anche protagonista di un’innovazione culinaria ancora oggi molto amata… L’avreste mai detto che proprio un architetto inventò il gelato?

Infatti il Buontalenti era anche l’organizzatore delle sfarzose feste alla corte granducale: in queste occasioni, realizzava suntuosi banchetti con scenografie complesse e macchine teatrali. Proprio in occasione della celebrazione del matrimonio di Maria de’ Medici, nel marzo del 1600, nacque il gelato!

Al tempo esisteva già una ricetta dell’amato dolce che, però, somigliava più ad un sorbetto: infatti il suo inventore, un tal Ruggeri, lo realizzava raffreddando delle composte di acqua, zucchero e frutta. Il colpo di genio del Buontalenti fu quello di aggiungere l’uovo, l’ingrediente che ancora oggi caratterizza la sua crema fiorentina. Si racconta, inoltre, che costruì un’antenata della gelatiera: una manovella avrebbe fatto girare le pale all’interno di un cilindro per mantecare il composto.

Ancora oggi, da oltre quattrocento anni, la crema Buontalenti è un gusto immancabile in tutte le gelaterie fiorentine.

La pappa delle Oblate

In un posto eccezionalmente pieno di storia come l’Ospedale di Santa Maria Nuova non potevano mancare anche delle curiosità… culinarie! Infatti, il semplice ma squisito pancotto era un famoso piatto cucinato anche nell’antico ospedale.

Le nostre Oblate Ospitaliere erano solite cucinare la “minestra di pan lavato” nel convento dove risiedevano, ovvero nell’attuale Biblioteca delle Oblate: il piatto veniva servito non solo ai ricoverati di Santa Maria Nuova, ma anche ai poveri e ai mendicanti che si affacciavano su “via delle pappe”, la strada adiacente all’antica corsia femminile, nella quale erano impegnate come infermiere.

Per segnalare la loro opera di solidarietà, nella strada erano presenti due piccoli affreschi: l’Allegoria della Carità (1619) di Giovanni da San Giovanni, conservata nel nostro Chiostro delle Ossa all’interno del percorso museale, e una Madonna con Bambino di Matteo Rosselli ancora visibile nella via che, però, oggi porta il nome di via Folco Portinari.

Ma in cosa consisteva questa pappa generosamente offerta?

Si trattava di una sorta di antica pappa al pomodoro, che al tempo era in bianco perché il famoso frutto non era ancora stato importato dalle Americhe. Il pane veniva bagnato con acqua ed olio in modo da poterlo spezzare più facilmente e, successivamente, veniva bollito con un poco di brodo (potremmo ipotizzare che si trattasse di brodo di pollo, poiché le fattorie del Santa Maria Nuova ne allevavano molti) oppure con dell’acqua “agliata”.

Per chi fosse curioso di assaggiare questo antico pasto fiorentino, vi proponiamo una ricetta simile al pancotto cucinato dalle Oblate di Santa Maria Nuova!

INGREDIENTI

  • 400 g di pane toscano raffermo
  • 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 2 spicchi d’aglio
  • 1,5 lt di acqua calda con un pugno di sale
  • pepe quanto basta
  • rametto di rosmarino
  • parmigiano reggiano grattugiato a piacere

Buon appetito!

Il Cuore di Firenze a fianco dei minori ucraini

Martedì 13 Settembre (ore 20.00) torna Il Cuore di Firenze in piazza Santissima Annunziata, il più importante evento di beneficenza dell’anno promosso da Misericordia di Firenze, Montedomini, Fondazione Santa Maria Nuova Onlus e Istituto degli Innocenti, le quattro grandi istituzioni che hanno dato origine al concetto stesso della solidarietà nel mondo.

Il ricavato della serata sarà devoluto alla Fondazione Istituto degli Innocenti Ets per sostenere il suo progetto di accoglienza, cura e integrazione scolastica, sportiva e formativa dei minori ucraini, che l’Istituto ha prontamente ospitato fin dall’inizio del conflitto russo-ucraino. I bambini e ragazzi, provenienti dai dintorni di Kiev, sono stati trasferiti prima a Varsavia e poi, grazie all'associazione Save the Children e al CIR (Consiglio italiano per i rifugiati), nel capoluogo toscano. Il più piccolo ha 3 anni, il più grande ne ha 17.

La presidentessa dell'Istituto degli Innocenti, Maria Grazia Giuffrida, afferma: "Siamo felici di poter coinvolgere i fiorentini in questo grande progetto di solidarietà, che quest'anno è rivolto a bambini e ragazzi. I 21 piccoli ucraini che da fine marzo sono accolti all'Istituto sono un gruppo molto unito che non vuole essere diviso e ci siamo presi l'impegno di far sì che sia così, ma per far fronte a tutte le necessità, che non sono solo materiali ma devono creare le basi per una vera integrazione, abbiamo bisogno del sostegno di tutti che siamo certi non mancherà nemmeno questa volta".

Inoltre, durante l’evento il Maestro Roman Lyulkin eseguirà suoi brani accompagnato al pianoforte dal Maestro Gianni Fabbrini.

Sarà una serata conviviale all’insegna di una giusta causa. 

Per partecipare occorre prenotarsi sul sito dell'iniziativa nella sezione "Prenota ora".

Il nuovo libro “Il percorso museale dell’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze”

Il 15 Giugno è uscito il nuovo libro “Il percorso museale dell’ospedale Santa Maria Nuova di Firenze!

Si tratta di una guida agli ambienti museali organizzati nella struttura ospedaliera e visitabili tramite visite guidate dal 2015. Il testo inizia descrivendo le numerose opere d'arte allestite al piano terreno ed i chiostri funzionali alle antiche attività ospedaliere. Il piano superiore è caratterizzato da altri luoghi speciali: il Salone Martino V, ad uso interno ed arredato con opere significative, ed il Matroneo della Chiesa di Sant’Egidio dedicato alle suore Oblate, dove oggi sono allestiti preziosi oggetti liturgici. Infine, grazie al libro, è possibile scoprire tutto quel patrimonio storico artistico normalmente non accessibile al pubblico perché conservato nelle sale della Direzione Generale.
Giancarlo Landini, il Presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus, dichiara nella presentazione: “Credo che questa guida possa veramente far comprendere ai visitatori come arte, bellezza e cura possano essere strettamente interconnesse, al di là dei pregiudizi scientisti ed illuministi che ne hanno provocato la separazione del passato. Un ospedale storico come Santa Maria Nuova, tutt’oggi in piena attività sanitaria, può contribuire attraverso il suo percorso museale a una riconciliazione fra attività umane che non possono più essere considerate separate”.

Il libro, edito Polistampa, è disponibile al Bookshop della Fondazione, situato all’ingresso principale dell’ospedale di Santa Maria Nuova.

Santa Maria Nuova in festa

La Fondazione Santa Maria Nuova Onlus vi aspetta Giovedì 23 Giugno per celebrare i festeggiamenti per il 734° anniversario della nascita dell'Ospedale di Santa Maria Nuova.

La giornata avrà inizio alle ore 12.00 presso Villa Margherita del Presidio Ospedaliero Piero Palagi (Viale Michelangiolo, 41) con la cerimonia di intitolazione della “Sala Pierluigi Tosi”. Poichè è previsto un numero limitato di posti, è necessaria la prenotazione. 

Tutti gli altri eventi si svolgeranno presso l’Ospedale di Santa Maria Nuova.

La Sala Conferenze al piano terreno ospiterà due eventi, introdotti e moderati dal Dr. Giancarlo Landini, Presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus. Alle ore 15.00 il Dr. Sandro Boccadoro terrà la conferenza Folco Portinari, la sua Fiorenza e il suo Ospedale dedicata al fondatore del nosocomio e al suo rapporto con la città. Seguirà, alle ore 16.30, l’incontro dedicato a Maurizio Bufalini e la ricerca del vero a cura della Prof.ssa Donatella Lippi, che si concluderà con la cerimonia di intitolazione della sala a “Sala Maurizio Bufalini”. Poichè è previsto un numero limitato di posti, è necessaria la prenotazione. 

Infine, alle ore 15.00 e alle ore 16.00 si terranno delle visite guidate gratuite (della durata di circa un'ora) al percorso museale dell'Ospedale per gruppi di massimo 15 persone.

Per esigenze di sicurezza legate all'emergenza Covid-19, l'accesso agli eventi è possibile solo su prenotazione. È obbligatorio l'utilizzo della mascherina FFP2 e sarà effettuato il controllo del Green Pass all'ingresso dell'Ospedale.

Per effettuare tutte le prenotazioni agli eventi in programma, occorre inviare un'e-mail a info@fondazionesantamarianuova.it indicando il numero dei partecipanti, i relativi nominativi ed almeno un recapito telefonico. 

La giornata si concluderà con la Santa Messa nella Chiesa di S. Egidio alle ore 18.00. Sarà officiata dal Cardinale Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, assieme ai Cappellani assistenti dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, accompagnati da musica e canti a cura delle Suore Ospitaliere di Monna Tessa.

Presentazione libro “Il percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze”

Mercoledì 15 Giugno, dalle ore 16.00, si terrà la presentazione del libro Il percorso museale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova di Firenze” presso della Biblioteca delle Oblate (Via dell'Oriuolo, 24).

AGGIORNAMENTO 11/06/22: l'evento, precedentemente fissato nella Sala Altana Marielle Franco, si terrà nella Sala Conferenze (piano terra). Si richiede la massima puntualità in quanto la sala non sarà più disponibile dalle 17.15. 

Il volume vuole costituire una guida approfondita sulle opere d’arte e gli oggetti storici ancora conservati all’interno dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, a testimonianza della sua lunga e affascinante storia.

Il programma prevede: i saluti di Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus, gli interventi di Cristina Acidini, presidente dell’Accademia del Disegno, Marco Geddes da Filicaia, medico e storico della sanità, la prof.ssa Nicoletta Setola, Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, e Esther Diana, la curatrice del volume.

La partecipazione è gratuita, ma occorre prenotarsi contattando la Biblioteca delle Oblate al numero telefonico 055 2616523 oppure tramite l’indirizzo e-mail bibliotecadelleoblate@comune.fi.it. È necessario indossare la mascherina FFP2.

Charity Dinner al Tepidarium del Giardino dell’Orticoltura

In occasione del 734° anniversario dell'Ospedale di Santa Maria Nuova, la Fondazione Santa Maria Nuova Onlus organizza per il 23 giugno un "Charity Dinner" nella magnifica cornice del Tepidarium del Giardino dell’Orticoltura a Firenze. Per la partecipazione alla serata è richiesta la disponibilità a un contributo di €100 a persona.  L'evento prevede tavoli da 10 ospiti ciascuno.

Con il ricavato dell'iniziativa sarà possibile aiutare la Fondazione nella sua opera di sostegno all’Azienda USL Toscana Centro per i progetti sanitari e di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-artistico dei suoi 13 ospedali.

Il Tepidarium è una magnifica architettura in ferro e vetro progettata dall’architetto Giacomo Roster nel 1880. Roster, già collaboratore di Giuseppe Poggi durante i lavori di “Firenze Capitale”, realizzò questa suggestiva costruzione su incarico della Regia Società Toscana di Orticoltura in vista dell’organizzazione della Prima Esposizione Nazionale di Orticoltura prevista a Firenze. Il risultato è uno splendido edificio, il più grande del genere in Italia, con dettagli in stile moresco e una copertura che ricorda la carena rovesciata di una nave.

Un’ambientazione suggestiva per una serata magica  e un fine nobile!

È possibile effettuare la prenotazione inviando un'e-mail a info@fondazionesantamarianuova.it.