Monsignor Filippo Ricasoli

Dal biografo ottocentesco della famiglia dei baroni Ricasoli, Luigi Passerini, e da altre cronache successive, abbiamo qualche informazione su monsignor Filippo Ricasoli, spedalingo di Santa Maria Nuova.  Già dal 1642 alla guida dello Spedale degli Innocenti, è a capo del nostro ospedale 1645, al quale si aggiunge la direzione del presidio di Bonifazio nel 1650.

Sicuramente è interessante evidenziare il suo ruolo nel periodo di grandi trasformazioni architettoniche di Santa Maria Nuova e della Chiesa di Sant’Egidio. “Zelante del culto divino, ornò a sue spese di marmi la tribuna della chiesa di Santa Maria Nuova, e vi costruì l’altare maggiore che tuttora vi esiste, ricco di preziosissimi marmi, ma barocco, come voleva il gusto del tempo”. I lavori riguardarono non solo l’altare, ma nel 1650 anche le parti lapidee della chiesa: “…col disegno dell’architetto Pieratti fece ingrandire di bel nuovo la Fabbrica, ed incominciare la nuova Chiesa che ornò nella esterna prospettiva di pietre serene”. Subito attento e parsimonioso amministratore, il 30 maggio 1645 il Ricasoli, con il consenso dell’Auditore granducale, senatore Vettori, affrontò il disagio, lamentato dai pazienti, “che la povera gente, che viene all’Ospedale per curarsi delle sue infermità, patisca assai, per avere a stare tre, e quattro per letto”. Da poco nominato monsignor Ricasoli probabilmente non se la sentì di modificare la tradizione dei “letti collettivi”, risalente sicuramente al medioevo. La decisione fu dunque rimandata per ragioni di spazio e di bilancio.

Ma di questo spedalingo ci resta ancora oggi, coi bellissimi marmi e pietre dure in “commesso fiorentino”, l’altare e il suo sepolcro in Sant’Egidio, voluto (e pagato) direttamente dal Ricasoli. Mandato a Pisa dal Granduca “per riordinarvi lo spedale ridotto in pessimo stato”, il Nostro vi morì di tifo il 5 dicembre 1654. L’11 dicembre “fu riposto nella sepoltura fattasi fare da lui medesimo in vita, accanto all’Altare Maggiore”. E lì ancora riposa.

Inaugurazione percorso botanico medicinale

Marcoledì 25 ottobre (Ore 12.00), presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova, si terrà l'inaugurazione del percorso botanico-medicinale voluto dalla Fondazione Santa Maria Nuova e dall’Università degli Studi di Firenze – Museo di Storia Naturale/sezione Orto Botanico – e realizzato grazie al sostegno di Aboca. L'orto medico all'interno del Chiostro delle Medicherie, restituisce alla città di Firenze un luogo-gioiello di grande valore storico e sociale anche con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico e artistico dell’Azienda Sanitaria USL Toscana Centro.

Con la nascita del primo orto medico nel XIII secolo a Santa Maria Nuova parte anche l'evoluzione della ricerca farmacologica grazie allo lo studio “dal vivo” delle piante medicinali, quando la Botanica iniziò a staccarsi dalla Medicina pratica divenendo una materia a sé stante.
 

L'operazione dunque pone l'accento sul tema del legame tra piante e salute, coniugando tradizione e innovazione, passato e presente, e vede oggi in Santa Maria Nuova il più antico ospedale al mondo ancora funzionante, una testimonianza forte che si lega al lavoro quotidiano di Aboca: studiare la complessità della natura per aprire nuove frontiere alla scienza per la salute e la cura delle malattie, in particolare di quelle più complesse.

Il percorso dell’Orto dell’Ospedale di Santa Maria Nuova è composto da 26 piante medicinali, le più importanti per la storia dell’uomo. Tutti gli esemplari, dagli alberi di grandi dimensioni come l’Arancio e il Melograno, fino ai più piccoli come Sedum, Mandragola e Belladonna, sono corredati da testi che ne descrivono sia l’utilizzo nella storia che l’impiego attuale in farmacologia.

Il percorso si sviluppa all’interno dell’itinerario museale di Santa Maria Nuova ed è liberamente fruibile tutti i giorni anche dal pubblico esterno.

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I madrigali di Musica Ricercata

Domenica 29 ottobre alle ore 18.00 "Musica Ricercata" torna a Santa Maria Nuova con un concerto speciale all'interno del Salone Martino V.

Dell’Orlando furioso, poema cavalleresco di Ludovico Ariosto sulla guerra tra Cristiani e Saraceni, prima che venisse pubblicata la versione definitiva nel 1532 si contano altre due edizioni: la prima nel 1516, nel 1521 la seconda. Con la nuova forma del madrigale i musicisti del Cinquecento abbandonarono le vecchie forme strofiche dedicando ogni composizione a una sola strofa della poesia e spezzando così in un primo momento la completezza del discorso poetico. Più tardi, a cominciare da Jacques Berchem, rimediavano a questa frammentazione componendo ‘cicli di madrigali’, nei quali si mettevano in musica più strofe successive di una stessa poesia. Berchem è anche il primo compositore a chiamare una sua opera ‘capriccio’: si tratta di una raccolta di 91 madrigali su altrettante stanze dell’Orlando furioso, dalla quale sentiremo quei madrigali che si riferiscono alla morte di Zerbino nelle braccia di Isabella. Nella seconda parte del concerto si sentirà un ciclo di quattro madrigali di Luca Marenzio, il più celebrato madrigalista italiano del Cinquecento, su versi tratti dalla Gerusalemme liberata di Torquato Tasso: il lamento di Tancredi alla tomba di Clorinda.

Alle ore 17.30 il concerto verrà anticipato da una “passeggiata” attraverso i principali chiostri dell’Ospedale, il quattrocentesco “Chiostro delle Medicherie” e il suggestivo “Chiostro delle Ossa”, antico cimitero annesso alla Chiesa dell’Ospedale.

L’ingresso al concerto è gratuito e libero fino ad esaurimento dei posti. Per la partecipazione all'evento è gradito un contributo che sarà destinato alla raccolta dei fondi per il restauro delle opere custodite nel percorso museale di Santa Maria Nuova.

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Giambologna in restauro

Chi ha visitato il percorso museale di Santa Maria Nuova, sa che i crocifissi sono – forse – l’elemento più presente e importante all’interno dell’Ospedale. In posizione centrale e collocati ovunque, all’interno della struttura, il loro compito era quello di alleviare le sofferenze dei malati e contribuire al loro benessere, offrendo spunti di riflessione, invitando alla meditazione e alla purificazione morale e predisposizione alla guarigione del corpo.
Grazie alla sensibilità del Rotary Club Firenze Val di Sieve a breve prenderà il via il restauro dello splendido crocifisso posto sull’altare della chiesa di Sant’Egidio. Un Cristo di grandi dimensioni, realizzato in cartapesta, attribuibile con probabilità a Giambologna, oggi reso irriconoscibile da una copertura di pittura scura, che ne vela irrimediabilmente la bellezza.
La storia di queste creazioni in cartapesta, di cui un altro bellissimo esempio, opera di Felice Palma (1620 c.a.) è conservato presso la “Saletta dei Crocifissi” del percorso museale di Santa Maria Nuova, è singolare. Il trattamento con pittura scura veniva imposto a queste opere per tentare di mistificare la natura del materiale con cui venivano realizzati. La pittura scura infatti serviva a far assomigliare la (vile) carta con cui erano realizzati al più pregiato bronzo. Inutile dire che, dopo questo trattamento, l’opera perde tutte le sue caratteristiche più belle: i colori, la leggibilità dei dettagli anatomici e dell’espressione del volto e difficilissimo, poi, anche farne un’attribuzione certa.
Finalmente la Chiesa di Sant’Egidio si riapproprierà di un tesoro d’arte “bisognoso di cure” e tutti noi potremo godere del rinnovato splendore di un’opera bellissima e centrale per la Chiesa e l’Ospedale.

Volontari per la Fondazione

Il Bookshop della Fondazione, posto all'ingresso dell'Ospedale di Santa Maria Nuova, cerca volontari per ampliare il proprio orario di apertura e offrire un maggiore servizio: nello specifico avremmo bisogno del tuo aiuto dal lunedì al venerdì, nelle ore pomeridiane. Attualmente il punto vendita è aperto solamente la mattina grazie al personale della Fondazione.
 
È possibile donare qualche ora del proprio tempo per una giusta causa: infatti, collaborare con la Fondazione Santa Maria Nuova significa prendersi cura del grande patrimonio artistico e architettonico dell'ospedale e dare una mano a sostenere l'Azienda ospedaliera, alla quale arrivano i ricavi delle donazioni ricevute al Bookshop. 
 
Ci dai una mano? Se sei interessato all’attività di volontariato contattaci inviando all’indirizzo info@fondazionesantamarianuova.it il modulo di iscrizione compilato.
Verrai ricontattato per partecipare alla prima riunione e potrai iniziare fin da subito a lavorare insieme a noi.

 Ti aspettiamo!

Santa Maria Nuova a “La Colombaria”

Ospedale Santa Maria Nuova, stampa
Dopo il successo dell’anno scorso, torna il ciclo di incontri dedicato alla storia dell’Ospedale ospitato presso l’Accademia di Scienza e Lettere “La Colombaria”. Un “gemellaggio” che nel 2016 ha portato presso la storica accademia ospitata nell’edificio del Convento delle Oblate – proprio di fronte all’Ospedale – storie e personaggi che hanno fatto grande la storia medica e chirurgica della gloriosa Scuola Medica dell’Ospedale.
Quest’anno, invece di incentrarsi su approfondimenti dedicati a singoli autori, la scelta è stata quella di trattare la storia dell’Ospedale per “temi” con tre focus: la storia della “medicina pratica”, l’innovazione passata attraverso l’organizzazione sanitaria dell’Ospedale e quella dell’assistenza, che attraverso le Oblate seppe dotare, nei secoli, l’ospedale di sistemi di cura dei degenti raffinati e all’avanguardia.

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L'ultimo appuntamento, martedì 31 ottobre ore 17.00, affronterà la storia dell’Ospedale nel suo complesso, a margine della presentazione del volume “Santa Maria Nuova attraverso i secoli” (Polistampa), il libro – di recentissima uscita, che la Fondazione ha realizzato con lo scopo di raccontare (davvero) tutta la storia dell’Ospedale.
Non mancate!

Leonardo da Vinci a Santa Maria Nuova

Tra  i grandi personaggi che hanno frequentato l’Ospedale di Santa Maria Nuova c’è Leonardo da Vinci. Come non parlarne?
La "Fondazione Santa Maria Nuova Onlus" promuove e organizza  una giornata di studio dedicata al grande scienziato-artista per  il prossimo 26 settembre.

L’evento, dal titolo  “Leonardo da Vinci a Santa Maria Nuova” è realizzato con il patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Firenze e dell’Università degli Studi di Firenze. L’intento è quello di valorizzare la conoscenza dei rapporti che hanno legato il genio del Rinascimento al nostro antico ospedale.

L'Ospedale di Santa Maria Nuova è celebre, infatti, per aver ospitato Leonardo in occasione di alcune sue dissezioni anatomiche e Leonardo risulta essere rimasto in contatto con l'Ospedale nel corso della sua vita.

L'evento prevede, al mattino, presso l'Auditorium Ente CR Firenze (via Folco Portinari,5), una serie di interventi di approfondimento sulla figura di Leonardo e sui suoi rapporti con l'Ospedale che vedranno la partecipazione di alcuni dei più importanti studiosi a livello nazionale e internazionale.

Al termine della mattinata (ore 12.30), presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova ("Chiostro delle Ossa") si svolgerà invece la cerimonia di inaugurazione di una targa in ricordo di Leonardo e della sua attività di dissettore anatomico presso l'Ospedale. L’evento è su prenotazione.

Per scaricare il programma clicca qui

Le iscrizioni all'evento sono state sospese per esaurimento dei posti disponibili.
 

Santa Maria Nuova attraverso i secoli

La Fondazione presenta la sua ultima “fatica”. Finalmente è uscito il nuovo libro sull’Ospedale di Santa Maria Nuova, più volte annunciato in occasione dei nostri incontri pubblici dedicati alla storia di Santa Maria Nuova.

“Santa Maria Nuova attraverso i secoli” è il nuovo volume, edito da Polistampa, che la Fondazione Santa Maria Nuova ha voluto realizzare per colmare un “vuoto” nella bibliografia sul celebre Arcispedale.
Si sentiva il bisogno, infatti, di un testo che ripercorresse la vita di questa antica istituzione “complessivamente” e sotto i vari aspetti che hanno contribuito alla sua fama. Ecco così che ha preso vita un testo approfondito, ma fruibile che ripercorre la storia architettonica ed artistica, quella sanitaria, medica e dell’assistenza dell’Ospedale, senza tralasciare dettagli importanti, ma non molto conosciuti, come le vicende legate all’antica Biblioteca e alla Spezieria interne alla struttura.

La Fondazione ha realizzato il libro grazie ad una donazione privata di una Fondazione americana, “The Phillip and Irene Toll and Gage Foundation”.
Il libro, dedicato alla memoria del medico Piero Gambaccini, è disponibile nelle librerie, online e presso il Bookshop della Fondazione, proprio di fronte alla Portineria dell’Ospedale di Santa Maria Nuova.

Passa a trovarci e sostieni, con l’acquisto del volume, la Fondazione e le sue attività!

Primavera in musica con il Conservatorio Cherubini

A maggio e giugno torna la musica all’interno dell’Ospedale di Santa Maria Nuova! La Fondazione Santa Maria Nuova Onlus e il Conservatorio L. Cherubini di Firenze, dopo la felice esperienza realizzata lo scorso anno, promuovono una serie di eventi musicali finalizzati a far conoscere le bellezze racchiuse all’interno dell’antico ospedale fiorentino.
 
I concerti saranno ospitati all’interno di alcuni degli ambienti del “percorso museale” dell’Ospedale di Santa Maria Nuova: il “Salone Martino V (“Teatrino delle Commedie” dello Spedalingo), il “Chiostro delle Ossa” e  la bellissima “Chiesa di Sant’Egidio”
Ogni concerto (ad esclusione di quello serale dell’8 giugno)  verrà anticipato da una “passeggiata” attraverso i chiostri dell’Ospedale, il quattrocentesco “Chiostro delle Medicherie” e il già citato “Chiostro delle Ossa”, antico cimitero annesso alla Chiesa dell’Ospedale.

Giovedì 15 giugno – ore 18.30 (Ingresso pricipale) ore 19.00 (Chiostro delle Ossa)
“Quartetto di Sax”
Simone Brusoni (sax soprano), Adele Odori (sax alto), Leonardo Cioni (sax tenore), Ruben Marzà (sax baritono).
Classe di musica da camera prof. Fulvio Caldini, classe di di sax prof. Roberto Frati.
Programma concerto.

L’ingresso al concerto è gratuito e libero fino ad esaurimento dei posti. Per la partecipazione all'evento è gradito un contributo che sarà destinato alla raccolta dei fondi per il restauro delle opere custodite nel percorso museale di Santa Maria Nuova.

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La Madonna col Bambino di Andrea della Robbia

Il 4 agosto venne a mancare uno dei più grandi maestri dell’arte fiorentina del Rinascimento, Andrea della Robbia, nipote di Luca, il capostipite della celebre dinastia di scultori specializzati nella pratica della terracotta invetriata.

Senza ombra di dubbio è considerato l’artista che, con più efficacia, è stato in grado di rappresentare lo stretto rapporto affettivo fra Madre e Figlio nelle sue innumerevoli immagini devozionali di Madonne col Bambino conservate nei principali musei del mondo e andate a ruba nel collezionismo privato in Italia e all’estero.

È sua la bellissima Madonna col Bambino in bianco e azzurro pallido custodita all’interno delle sale della Direzione Generale dell’ospedale di Santa Maria Nuova, forse commissionata per la guarigione di un malato ricoverato all’interno del nosocomio, come scrisse nel 1920 l’americano Allan Marquand, pioniere degli studi robbiani, o più semplicemente a seguito di un incarico affidato ad Andrea della Robbia per l’arredo dei locali dell’antico spedale dei Portinari, secondo le preferenze estetiche dell’epoca.

La Madonna, con una leggera tunica e mantello che incornicia anche l’ovale perfetto del volto, è ritratta a tre quarti di figura seduta su una sedia, della quale si intravede il bracciolo. Il Bambino dalle carni tenere e rotondette con i piedi piantati sulle ginocchia della Madre si sorregge con il braccio destro dietro le spalle di lei e guarda verso l’osservatore tenendo stretto con la mano destra un uccellino.

La scena è ambientata in un cielo atmosferico con cirri a rilievo e al centro la colomba dello Spirito Santo. E’ probabile che originariamente l’altorilievo, databile intorno al 1470/75, fosse provvisto di una cornice con inserti vegetali, come sembra suggerire l’affinità con opere affini di Andrea quale la bellissima Madonna degli Architetti al Bargello, commissionata all’artista nel marzo 1475 dall’Arte dei Maestri di Pietra e Legname.

L’opera – icona delle collezioni d’arte dello Spedale – rappresentò nel Quattrocento un modello per tanti rilievi devozionali riconducibili ad Andrea della Robbia.

Sabato 13 maggio: Weekend in musica!

Tra i  luoghi insoliti della rassegna "Weekend in Musica" torna anche quest'anno l'Ospedale di Santa Maria Nuova

Per tutta la mattina del 13 maggio saranno organizzate visite guidate al percorso museale dell'Ospedale e concerti a cura della "Scuola di Musica di Fiesole" all'interno della Chiesa di Sant'Egidio.

La rassegna è un appuntamento ormai consolidato per i turisti, la cittadinanza, gli amanti della musica e dell'arte che hanno la possibilità di ascoltare musica classica dal vivo e allo stesso tempo visitare alcuni fra i più importanti palazzi di Firenze. Un'occasione unica per godere di spazi carichi di arte e storia  in suggestivo connubio con la magia della musica.

Le visite si svolgeranno in due turni:
alle 9.00 e alle 11.00; concerti a conclusione delle visite (ore 10.25 e 12.25)

Prenotazioni e informazioni:
dal lunedì al venerdì
tel. 055 4385616
luoghi.insoliti@regione.toscana.it
Prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti
 

Itinerari tra musica e arte

Nei mesi di aprile e maggio torna la musica all’Ospedale di Santa Maria Nuova! L'Ospedale farà infatti da scenario ad una serie di concerti proposti dalla Fondazione Santa Maria Nuova Onlus in collaborazione con l’Associazione Musica Ricercata, che propone repertori insoliti con l’ausilio spesso di strumenti antichi.

I concerti saranno ospitati all’interno del Salone Martino V (“Teatrino delle Commedie” dello Spedalingo) in un contesto di grande bellezza e valore storico artistico in abbinamento a delle brevi passeggiate alla scoperta della storia plurisecolare della struttura.
Ogni concerto, infatti, viene anticipato da una “passeggiata” attraverso i principali chiostri dell’Ospedale, il quattrocentesco “Chiostro delle Medicherie” e il suggestivo “Chiostro delle Ossa”, antico cimitero annesso alla Chiesa dell’Ospedale.

Venerdì 12 maggio – ore 17.30 (Salone Martino V)
La Traviata di Giuseppe Verdi – Riduzione cameristica
Elaborazione della riduzione per due violini di Antonio Melchiori (1827-1897), realizzata da Michael Stüve
Esecuzione a cura dell’Ensemble “Musica Ricercata”: Asako Uchimura, soprano; Annamaria Fornasier, violino; Michael Stüve, violino, viola; Roger Low, violoncello

L’ingresso al concerto è gratuito e libero fino ad esaurimento dei posti. Per la partecipazione all'evento è gradito un contributo che sarà destinato alla raccolta dei fondi per il restauro delle opere custodite nel percorso museale di Santa Maria Nuova.  

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Valentina va in Città

Domenica 21 maggio sarà dedicata a Monna Tessa una tappa del percorso in bicicletta lungo Firenze per sensibilizzare la società al rispetto e alla non violenza sulla donna e far conoscere alcune delle Donne che nei secoli hanno rappresentato Firenze.
Monna Tessa, fantesca di Folco Portinari, ha contribuito alla creazione dello spedale di Santa Maria Nuova, avendo un ruolo di primo piano nell'assistenza ai malati ricoverati. Inolte fondò l’Ordine delle Oblate, compagine di donne laiche votate a Dio e alla cura dei poveri e degli infermi.


 

Il percorso totalmente gratuito si snoderà per le vie cittadine sul principio della pedalata dolce, dedicato quindi anche a coloro che con la bici hanno un rapporto poco confidenziale.
Il punto di ritrovo sarà Piazza San Lorenzo dove tutti i partecipanti riceveranno la pettorina ricordo e da lì partiremo alla ricerca delle nostre Donne. Ad ogni tappa troveremo una riproduzione di Valentina in scala 1:1 che attraverso le tavole di Elena e la voce di un narratore ci racconterà la sua storia.

Orari:
9.00 – Ritrovo in Piazza San Lorenzo
9.30 – Incontro con Maria Luisa dei Medici
9.50 – Incontro con Corilla Olimpica
10.15 – Incontro con George Eliot
10.30 – incontro con Simone Weil
10.40 – Incontro con Beatrice Portinari
10.50 – Incontro con Margherita Hack
11.00 – Incontro con Oriana Fallaci
11.20 – Incontro con Monna Tessa
11.40 – Incontro con Florence Nightingale
12.10 – Incontro con Anna Maria Enriques Agnoletti
 

 

La Madonna di Alessandro Fei del Barbiere

Torna a nuova luce la Madonna con bambino, S. Caterina d'Alessandria, Santa Maria Maddalena!

Il dipinto da anni conservato nel deposito di Santa Maria Nuova acquista nuova vita grazie al finanziamento della Azienda Sanitaria Fiorentina. Con la Direzione dei lavori della Dott.ssa Ilaria Ciseri, ha visto impiegate le Dott.sse Marina Vincenti e Marya Korhonen con Roberto Buda.
 

Scopri i lavori di restauro!

Il restauro della pala d'altare del XVI secolo ha interessato il supporto ligneo e la materia pittorica con il suo strato preparatorio. I brani pittorici originali liberati dalle pesanti ridipinture hanno rivelato la mano di un pittore attivo in Toscana nella seconda metà del XVI secolo, Alessandro Fei del Barbiere.
 
Appartenente alla scuola del Ghirlandaio, fu un pittore molto apprezzato nella Firenze della fine del Cinquecento, la cui mano si distingue per la qualità di linguaggio di "gusto fiammingo". Nei primi anni '70 faceva tra l'altro parte del gruppo di artisti impegnati nella decorazione dello studiolo di Francesco I in Palazzo Vecchio.

L'opera è oggi visibile, nella sua nuova veste, nel bookshop della Fondazione.

Vieni a trovarci!!

 

Terminati i restauri nella Chiesa di S. Egidio

Conclusi i lavori di restauro al soffitto, la Chiesa di S. Egidio riapre le sue porte per accogliere fedeli e visitatori vestita di nuova luce!

Annessa allo Spedale di Santa Maria Nuova con bolla papale nel 1305, la Chiesa di S. Egidio così come la possiamo ammirare oggi sorse sulla struttura preesistente a partire dal 1418, per volontà dell'allora spedalingo dell'Ospedale, Michele di Frosino da Panzano.

 

Da allora è stata oggetto di diversi interventi. Il primo, nell'ultimo quarto del XVI sec., quando vennero realizzati i quattro altari ai lati della navata e la tribuna con la gradonata del presbiterio. Degli inizi del seicento è invece il coro monastico sopraelevato addossato alla controfacciata. Tra il 1650 ed il 1666 venne rifatto l'altare maggiore in marmi policromi opera di Giovan Battista Balatri su disegno del Pieratti e venne posta la balaustra sulla scala del presbiterio.

 

L'ultima grande ristrutturazione risale al 1730 quando fu realizzata la controsoffittatura a volta con sezione policentrica oggetto degli ultimi lavori, decorata da quadrature di Giuseppe Tonelli con figure di Matteo Bonechi. I due artisti lavorarono anche alla decorazione delle volte del sottocoro e alla decorazione della cappella maggiore delle Chiesa.

Guarda i dettagli del restauro!

Ti aspettiamo presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova per accompagnarti all'interno del nostro percorso museale, grazie al quale potrai ammirare dalla prospettiva suggestiva e unica del Matroneo questo speciale luogo di culto nel suo ritrovato splendore.

Prenota la tua visita!
 

Mercoledì con “Gli incontri all’Arcispedale”

Ultimo appuntamento con gli incontri del mercoledì dedicati a fatti e personaggi nella vita dell'Ospedale Piazza Santa Maria Nuova.

Mercoledì 12 aprile, gran finale della rassegna Gli Incontri dell'Arcispedale. Fatti e personaggi nella vita di Santa Maria Nuova con "incontro speciale" dedicato alle piante medicinali.

Paolo Luzzi, Direttore del "Giardino dei Semplici" – Orto Botanico di Firenze ci racconterà caratteristiche e proprietà curative delle erbe medicinali in una vera e propria "lezione" teorico pratica che vedrà una parte introduttiva presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova (Sala Conferenze – ore 17.00) seguita da una seconda parte pratica che si terrà presso l'Orto Botanico (via Micheli) dove ci sposteremo a piedi per vedere e toccare dal vivo alcuni esemplari botanici.

La rassegna "Gli Incontri dell'Arcispedale. Fatti e personaggi nella vita di Santa Maria Nuova" ha dedicato quattro Mercoledì, tra marzo e aprile,ad approfondire storia, vita e tradizioni dell'Ospedale di santa Maria Nuova. Gli eventi sono stati organizzati dalla Fondazione Santa Maria Nuova insieme all'Accademia Toscana di Scienze e Lettere "La Colombaria" e International Lyceum Club di Firenze e grazie al sostegno di Fondazione Chianti Banca.
 
Un grazie "speciale" al "Giardino dei Semplici" – Orto Botanico di Firenze per la disponibilità, il supporto e l'alta qualità dei contributi offerti.

Alla prossima rassegna!

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Il ‘ghiribizzo’ di Luca della Robbia

Passa da Santa Maria Nuova il ‘ghiribizzo’ di vasariana memoria per il quale Luca della Robbia verrà celebrato dai suoi contemporanei con l’appellativo di ‘inventore’. Una felice intuizione, un’idea bizzarra e geniale, una miscela esplosiva di ingegno tecnico e sapienza artigiana che ha permesso la creazione di un’ “arte nuova, utile e bellissima”, che copre un arco di tempo di circa un secolo e tre generazioni di artisti: da Luca al nipote Andrea fino al figlio di questi, Giovanni della Robbia.  

Non si trattò, in verità, del frutto di un’indole eccentrica, stravagante, irrequieta, ma del risultato di un esercizio continuo dell’arte, come puntualmente annotò il Vasari:

“[…] egli si diede di maniera alla scultura, che mai faceva altro che tutto il giorno scarpellare e la notte disegnare. E ciò fece con tanto studio, che molte volte sentendosi di notte agghiadare i piedi, per non partirsi dal disegno, si mise, per riscaldarli, a tenerli in una cesta di bruscioli, cioè di quelle piallature che i legnaioli levano dall’asse quando con la pialla le lavorano”.  

Fra l’agosto del 1441 e la primavera del 1442 Luca della Robbia, con casa in affitto di fronte allo Spedale, realizza per la cappella maggiore della chiesa di S.Egidio (cappella di San Luca) il Tabernacolo del Sacramento  (oggi in Santa Maria  a Peretola), la prima opera documentata con l’utilizzo della terracotta invetriata su una struttura marmorea in stile brunelleschiano. Nel timpano alla sommità prende posto il Padre Eterno benedicente, più sotto è raffigurato il Cristo sorretto da un angelo e compianto da Maria e Giovanni. Al centro due angeli sorreggono una ghirlanda intorno ad un rilievo in bronzo dorato con la Colomba dello Spirito Santo. In basso è una cornice maiolicata floreale con al centro la stampella (l’emblema dello Spedale). Nell’architrave sono tre cherubini alati intervallati con festoni vegetali in terra invetriata come il fondo azzurro della lunetta con la Pietà.

Si trattò della prima di tutta una serie di commissioni di invetriati che coinvolsero nei decenni successivi gli altri componenti della ‘premiata ditta dei della Robbia’: Andrea e Giovanni della Robbia fino ai due Buglioni, Benedetto e Santi che firmò, su richiesta dell’influente spedalingo Leonardo Buonafede, lo scintillante fregio con le Opere di Misericordia che corre, con sequenza filmica, sul prospetto dello Spedale del Ceppo a Pistoia.

Le mignatte di Santa Maria Nuova

L’uso delle mignatte o sanguisughe, in medicina, ha avuto origini antichissime risalenti ben all’antico Egitto (1587 – 1308 a.C). Utili per i salassi e a torto fautori di una sorta di asportazione selettiva del sangue “cattivo”, venivano utilizzate come panacea di tutti i mali soprattutto a metà dell’Ottocento, dopo che François J. V. Broussais, medico napoleonico, ne promosse l’uso negli ospedali francesi e Oltralpe.

Nel 1845, all’Arcispedale di Santa Maria Nuova, è documentata una diatriba fra due accademici, sulle modalità di ripurgo delle mignatte. La discussione riguardava le tecniche per far loro spurgare il sangue dopo l’uso, garantendone la sopravvivenza al fine del loro efficace riutilizzo su altri pazienti. Dalle lettere del professor Andrea Cozzi (1796-1856), direttore del laboratorio chimico-farmaceutico ospedaliero, si prende conoscenza della sua controversa tecnica di ripurgo, contestata da altro eminente scienziato del tempo, tal Luigi Calamai (1796-1851), famosissimo artista del laboratorio di ceroplastica della Specola di Firenze. È grazie a tali documenti che ne possiamo contare ben 60.815 in uso alla Farmacia di Santa Maria Nuova e in particolare al Cozzi che ne eseguiva il ripurgo secondo un procedimento segreto.

Il commissario Bargagli, direttore ospedaliero, preso atto però delle critiche circa l’efficacia delle mignatte di ripurgo del Cozzi affidò al prof. Calamai un esperimento, altrettanto segreto, per dimostrare che un’altra procedura potesse migliorare la sopravvivenza degli animali e, quindi, garantire un notevole risparmio per le casse del nosocomio. L’esperimento del professor Calamai fu svolto nella primavera del 1845 nella sua casa, in un locale adattato allo scopo su una quantità di mignatte non minore di 4 o 5.000, con l’assistenza di un suo uomo fidato e con l’autorizzazione al controllo in loco garantita esclusivamente al Commissario e al Soprintendente dell’Arcispedale.
Proprio dal Soprintendente sappiamo poi che la partita fu vinta dal Calamai. Con una nota il Betti informava così il Bargagli: credo bene farla avvertire come i resultati che si vanno ottenendo da quattro giorni a questa parte sieno pienamente felici e tali da non potersene sperare dei migliori.

Finalmente si era riusciti a far sopravvivere le sanguisughe e a poterle così riusare più e più volte.

La “Maddalena” di Simone Pignoni torna a casa

La Maddalena penitente ritorna "a casa"!

Dopo i recenti interventi di restauro, realizzati grazie al contributo di COOPLAT, l'opera, un olio e tempera su tela con cornice in legno intagliato e dorato del XVII secolo, riprenderà il suo posto all'interno del percorso museale dell'Ospedale di Santa Maria Nuova.

Venerdì 27 gennaio, il dipinto verrà ricollocato nel ballatoio adiacente l'ingresso dell'Ospedale.
Il visitatore, dopo aver attraversato la galleria dedicata agli Spedalighi che conduce al Mezzanino, o saletta dei Crocifissi, avrà la possibilità di ammirare nella sua nuova veste l'opera attribuita a Simone Pignoni, pittore e scultore fiorentino a cui si devono tra le tante la Vergine e san Michele, oggi nella basilica della Santissima Annunziata.

Il dipinto raffigura Santa Maria Maddalena su un fondo roccioso di colore grigio, oltre il quale si intravede un cielo cupo.
La Maddalena è rappresentata parziamente avvolta da un manto blu e con una lunga chioma intenta a sorreggere con la mano sinistra, posta all'alteza del ventre, un teschio, mentre con la mano destra tiene un turibolo, poggiato a terra vicino ad un libro di colore rosso.

I segreti svelati delle “vasche di Leonardo”

Tre grandi contenitori in pietra arenaria serena scolpita in blocco unico, lunghi da 3 a 4,60 metri e profondi poco meno di uno, che da anni affascinano studiosi e curiosi da tutto il mondo.

Non solo la tv nazionale, ma anche documentari e trasmissioni straniere hanno dedicato ampio spazio filmando il prezioso "tesoro nascosto" conservato nel sottosuolo dell'Ospedale, attratti dalla suggestiva storia che le stesse sarebbero state utilizzate da Leonardo da Vinci per dissezionare i cadaveri ai fini dei propri studi anatomici, da cui l'appellativo "vasche di Leonardo".

E se effettivamente il grande eclettico scienziato ed artista condusse per 6 anni i propri studi presso Santa Maria Nuova (fra il 1502 e il 1508), arriva oggi uno studio curato da Esther Diana che sfata la leggenda leonardesca legata ai tre manufatti lapidei. Un suggestivo racconto, alimentato sicuramente dall'assenza di fonti documentarie che ne precisassero l'effettivo utilizzo.

Le vasche di Leonardo tra realtà e ipotesi, edito da Polistampa, ci offre invece oggi, attraverso i risultati di riscontri archivisti e analisi scientifiche, nuovi scenari, nuove strade interpretatite che possano meglio chiarire non solo le loro origini, certamente anteriori all'epoca leonardesca, ma anche avanzare ipotesi più concrete legate alle loro possibile funzione.

Le idee avanzate protenderebbero verso un utilizzo manufatturiero, riconnettendone l'uso a vasche da tinta, destinate alla lavorazione della lana, attività particolarmente viva nel quartiere circostante Santa Maria Nuova dove era possibile trovare molte botteghe afferenti all'Arte della Lana, o le descriverebbero come depositi di derrate alimentari.