Il 22 dicembre non perderti il “Natale al museo”

Il 22 dicembre appuntamento alle ore 17 con l'evento di Natale della Fondazione!

Un pomeriggio all'insegna dell'arte e della musica, nella calda atmosfera delle festività. Come l'anno passato, la Fondazione fa coincidere il suo evento di raccolta fondi con l'appuntamento per gli auguri per il Natale.
 

In occasione dell'evento sarà possibile visitare il percorso museale dell'Ospedale, godere di alcuni suggestivi momenti musicali proposti dagli allievi del "Conservatorio Luigi Cherubini" di Firenze e scambiarsi gli auguri davanti ad una cioccolata calda, all'interno dell'antico "Chiostro delle Medicherie" dell'Ospedale, dove sarà allestito buffet di dolci della tradizione delle feste.
 
Le visite al percorso museale entreranno nel vivo della storia plurisecolare dell'Ospedale, spaziando dall'ingresso ai locali dove era ubicata l'antica "Spezieria", dal Chiostro delle "Ossa", alla Chiesa di Sant'Egidio, con l'annesso Matroneo. Per permettere di organizzare le visite saranno proposti turni con partenza ogni 30 minuti. I posti sono limitati!
 

Scarica la locandina

Per partecipare alla serata è richiesta una donazione minima di 20 Euro che sosterrà l'attività di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico dell'Ospedale e i progetti promossi dalla Fondazione.

Per informazioni e prenotazioni:
055 6938374 – 055 6938688
info@fondazionesantamarianuova.it

La “Maddalena” di Simone Pignoni torna a casa

La Maddalena penitente ritorna "a casa"!

Dopo i recenti interventi di restauro, realizzati grazie al contributo di COOPLAT, l'opera, un olio e tempera su tela con cornice in legno intagliato e dorato del XVII secolo, riprenderà il suo posto all'interno del percorso museale dell'Ospedale di Santa Maria Nuova.

Venerdì 27 gennaio, il dipinto verrà ricollocato nel ballatoio adiacente l'ingresso dell'Ospedale.
Il visitatore, dopo aver attraversato la galleria dedicata agli Spedalighi che conduce al Mezzanino, o saletta dei Crocifissi, avrà la possibilità di ammirare nella sua nuova veste l'opera attribuita a Simone Pignoni, pittore e scultore fiorentino a cui si devono tra le tante la Vergine e san Michele, oggi nella basilica della Santissima Annunziata.

Il dipinto raffigura Santa Maria Maddalena su un fondo roccioso di colore grigio, oltre il quale si intravede un cielo cupo.
La Maddalena è rappresentata parziamente avvolta da un manto blu e con una lunga chioma intenta a sorreggere con la mano sinistra, posta all'alteza del ventre, un teschio, mentre con la mano destra tiene un turibolo, poggiato a terra vicino ad un libro di colore rosso.

I segreti svelati delle “vasche di Leonardo”

Tre grandi contenitori in pietra arenaria serena scolpita in blocco unico, lunghi da 3 a 4,60 metri e profondi poco meno di uno, che da anni affascinano studiosi e curiosi da tutto il mondo.

Non solo la tv nazionale, ma anche documentari e trasmissioni straniere hanno dedicato ampio spazio filmando il prezioso "tesoro nascosto" conservato nel sottosuolo dell'Ospedale, attratti dalla suggestiva storia che le stesse sarebbero state utilizzate da Leonardo da Vinci per dissezionare i cadaveri ai fini dei propri studi anatomici, da cui l'appellativo "vasche di Leonardo".

E se effettivamente il grande eclettico scienziato ed artista condusse per 6 anni i propri studi presso Santa Maria Nuova (fra il 1502 e il 1508), arriva oggi uno studio curato da Esther Diana che sfata la leggenda leonardesca legata ai tre manufatti lapidei. Un suggestivo racconto, alimentato sicuramente dall'assenza di fonti documentarie che ne precisassero l'effettivo utilizzo.

Le vasche di Leonardo tra realtà e ipotesi, edito da Polistampa, ci offre invece oggi, attraverso i risultati di riscontri archivisti e analisi scientifiche, nuovi scenari, nuove strade interpretatite che possano meglio chiarire non solo le loro origini, certamente anteriori all'epoca leonardesca, ma anche avanzare ipotesi più concrete legate alle loro possibile funzione.

Le idee avanzate protenderebbero verso un utilizzo manufatturiero, riconnettendone l'uso a vasche da tinta, destinate alla lavorazione della lana, attività particolarmente viva nel quartiere circostante Santa Maria Nuova dove era possibile trovare molte botteghe afferenti all'Arte della Lana, o le descriverebbero come depositi di derrate alimentari.

Serata di Gala con la Fondazione

Grande successo per la serata esclusiva del 24 novembre 2016 organizzata dalla Fondazione Santa Maria Nuova Onlus che ha accolto numerosi invitati per la raccolta fondi.

L'evento prevedeva una "Cena di Gala" finalizzata al  supporto delle nostre attività. Con il ricavato della serata sarà possibile contribuire alla valorizzazione, restauro e promozione storico-artistica del complesso monumentale dell'Ospedale di Santa Maria Nuova, nonché al finanziamento dei progetti di sperimentazione, organizzazione tecnica e tecnologica dell’Azienda Ausl Toscana Centro.

Nel corso della serata sono state presentate le nostre attività ed è stato possibile gustare una bellissima cena nella ricercata cornice di Santa Maria Nuova, l'ospedale dei fiorentini, fondato da Folco Portinari, che vanta nel mondo il suo primato quale ospedale tra i più antichi ancora in attività.

 

Dopo aver attraversato il cortire che accoglie il mausoleo al conte Angiolo Galli Tassi, lo scalone monumentale ci ha introdotto all'ala dell'Ospedale riservata un tempo alla residenza privata degli Spedalighi, antichi responsabili della struttura. La cena è stata servita nel Teatro delle Commedie, oggi Salone Martino V, tra le splendide ceramiche dell'antica spezieria prodotte dalle fornaci di Montelupo e incorniciati dalla sontuosa sinopia della Consacrazione della chiesa di Sant'Egidio di Bicci di Lorenzo.

    Scarica l'invito.
 

Per l'occasione inoltre è stato possibile visitare il matroneo della Chiesa di Sant'Egidio, suggestiva galleria, un tempo riservata alle Oblate per assistere alle funzioni religiose. La particolare veduta alla cupola del Brunelleschi ammirabile dal luogo della location, ha contribuito a rendere ancora più unica la nostra serata.

La serata è stata realizzata grazie al prezioso contributo di Chianti Banca  e COOPLAT.

Restauro “San Giovannino” di Francesco Botti

Un nuovo restauro, appena concluso e presto visibile al pubblico, arricchisce il patrimonio d’arte dell’Ospedale di Santa Maria Nuova. Si tratta del dipinto "San Giovannino" restaurato grazie al Comitato I Cento, istituito il 18 novembre 1996 da Serena Zavataro Triglia, attuale Presidente Onoraria, e dal Consiglio Direttivo del “Premio Firenze Donna”, con lo scopo di promuovere iniziative volte a far meglio conoscere e onorare settori della vita italiana particolarmente efficienti e meritevoli.

Nel dipinto San Giovanni Battista è raffigurato sullo sfondo di un paesaggio con rocce ed alberi. Il santo è seduto ed è raffigurato secondo l' iconografia tipica, vestito con pelli di animali, mentre con le mani sostiene i suoi attributi tradizionali: l'immancabile croce fatta di verghe o canne, lunga ed esile, intorno alla quale gira il cartiglio con iscrizione (Ecce Agnus Dei) e la ciotola del battesimo.       
L’operazione di restauro ha riservato una sorpresa. Il telaio del dipinto ha rivelato le iniziali F.B. impresse sul legno, dettaglio che ha permesso di confermare l’attribuzione – solo ipotizzata –  al pittore seicentesco Francesco Botti, allievo di Simone Pignoni, autore di un’altra grande tela, in attesa di restauro, che è possibile ammirare all’interno del percorso museale dell’Ospedale.

Santa Maria Nuova tra storia e assistenza

In occasione dell'edizione 2016 delle "Giornate Mediche disanta Maria Nuova", che si svolgeranno dal 7 all'8 ottobre, a Firenze, giovedì 6 ottobre alle ore 15.00, presso la Sala Incontri della Banca  CR di Firenze (Via dei Pucci, 1 – Firenze),  si terrà un convegno, rivolto non solo al personale medico, ma a tutta la cittadinanza, dedicato alla storia della medicina e in particolare alla Medicina Narrativa.
La Medicina Narrativa o per meglio dire l’approccio “narrativo” al paziente consiste nel mettere al centro del processo di cura il paziente e non solo la sua malattia. La medicina narrativa, in questo senso, si pone come un ponte tra la visione della malattia come insieme di dati clinici e strumentali ed il vissuto di malattia da parte del paziente.
Scarica il programma del convegno.
Sala Verde – Palazzo Incontri – Banca CR Firenze Via dei Pucci, 1 Firenze

Il primo ballo all’Ospedale di Bonifazio

Il professor Francesco Bini, nato nel 1815 a Pontedera, fu nominato nel 1844 direttore dell’Ospedale di Bonifazio di via San Gallo, a Firenze, manicomio cittadino, associato all’Arcispedale di Santa Maria Nuova. A lui, successore del famoso Vincenzo Chiarugi alla cura dei mentecatti e precedentemente assistente del Bufalini nel 1840, fu affidata anche la prima cattedra di psichiatria in Italia. A Firenze, fin dalla fine dell’Ottocento, tanto famoso era il professore che nel vernacolo cittadino ci si riferiva all’Andar dal Bini come sinonimo di impazzire o andar letteralmente fuori di testa. Esperto di statistica sanitaria il prof. Bini fu anche precursore della moderna psichiatria e, come direttore del manicomio fiorentino appena ventinovenne sperimentò, non senza clamore, nuovi modelli di diagnosi e cura della malattia mentale. Fra gli atti dell’Archivio dell’Arcispedale di Santa Maria Nuova è conservato un Rapporto del Magistrato di Casa dell’Ospedale di Bonifazio del 27 gennaio 1845 che narra: Domani sera avrà luogo nella Sala, che serve per le pubbliche lezioni, l’autorizzata festa di ballo per il sollievo dei reclusi nel manicomio, che comincerà alle ore 5 pomeridiane e durerà fino alle ore 11, avendo così combinato il Direttore.
Indubbio fu il subbuglio che creò, alla direzione ospedaliera, la proposta del Bini di organizzare -per la prima volta in ospedale- una festa da ballo per i pazienti psichiatrici. Una esplicita lettera del Soprintendente al Commissario Bargagli in via precauzionale riporta: colle debite cautele e vigilanza si potesse accordare la licenza pel trattenimento che si propone, il quale però sebbene il professor direttore non lo specifichi, parrebbe che non dovesse aver luogo che fra individui dello stesso sesso… Possiamo facilmente immaginare le preoccupazioni e le riserve mentali del personale, di fronte a questo innovativo mezzo di “sollievo” (o di cura?) proposto dal professor Bini. Con un successivo rapporto del 29 gennaio possiamo conoscere gli esiti dell’esperimento del Direttore di Bonifazio. Sembra un risultato insperato non solo per i pazienti, ma anche per l’amministrazione ospedaliera, sicuramente incuriosita e presente quasi in toto alla serata danzante: Nel trattenimento serale d’ieri sera non è avvenuto il più piccolo inconveniente. Vi han preso parte alienati 51 (31 donne, 20 uomini). Non solo la raccomandazione del funzionario, di tener separati i sessi non ebbe seguito, ma lo stesso Commissario, cavalier Bargagli, presenziò all’avvenimento, accompagnato da alcune distinte signore, da alcuni professori, da molti impiegati di Santa Maria Nuova. Così si praticava la psichiatria innovativa e ci si distingueva nella Clinica di Firenze.

L’antica arte dello Speziale

La Spezieria di Santa Maria Nuova in Firenze è una tra le più antiche farmacie ospedaliere della Toscana. Le sue origini sono confermate dalla presenza di un antico inventario del luglio 1376, oggi conservato presso l’Archivio di Stato di Firenze che attesta come la tradizione galenica in Santa Maria Nuova abbia accompagnato la storia dell’ospedale fin quasi dalla sua fondazione.

La galenica è la specifica arte del farmacista di preparare farmaci e rimedi a partire da droghe grezze o sostanze farmaceuticamente attive presenti in natura. Il suo nome deriva da uno dei massimi esponenti della medicina antica Claudio Galeno a cui viene riconosciuto il merito di aver diffuso la pratica di comporre rimedi medicamentosi miscelando varie sostanze di base. Fino al primo trentennio del XIX, i rimedi saranno composi direttamente dal pratico, l’embrione dell’odierno farmacista, la cui figura si identificava con quella del professionista in grado di effettuare la preparazione tecnica dei farmaci.

Poco purtroppo resta oggi di questa officina galenica. Dalle frammentate notizie è possibile ricavare che inizialmente si componeva di tre stanze: una atta alla preparazione dei medicamenti, una adibita a cantina, per tenere in fresco le droghe e un’altra, al piano superiore, destinata a magazzino. Nel corso dei secoli l’originaria struttura ha subito varie modifiche divenendo sempre più articolata e complessa, fino a constare ben sei stanze comprendenti anche la cucina farmaceutica e il laboratorio chimico. I recenti lavori di ristrutturazione della struttura sanitaria hanno portato alla luce i soffitti di alcuni locali adibiti nell’Ospedale all’arte galenica, in particolare i locali del laboratorio e quelli adibiti all’antica cantina definita nei documenti quale “museo delle droghe” (odierna sala Conferenze dell’Ospedale).

L’organigramma si componeva della figura del maestro speziale e i suoi quattro aiutanti, a cui si aggiungerà nel XVIII secolo la figura del sovrintendente di spezieria, lo speziale con cinque ministri e tre aiutanti tra cui il clisteraio. Al suo interno diversi preparati, la maggior parte dei quali semplici (ovvero preparati con erbe medicinali) ed elettuari (preparati composti da una densa miscela di principi attivi, polveri, parti ed estratti vegetali, impastati con dolcificanti per mascherarne il gusto sgradevole). Tra i tipici oggetti di farmacia figurano morti, sia in bronzo che in pietra con relativi pestelli, bilance, contenitori, vasi e ceramiche di vario tipo. Ma oltre ai tipici utensili, anche oggetti da cucina, tra cui due teglie in rame, che servivano per la preparazione di torte, considerate una specialità della Farmacia di Santa Maria Nuova. Ne sono conferma le ricette di una certa Caterina medica di casa, ricopiate nel 1515 da alcuni addetti della farmacia ad uso della Spezieria di Santa Maria Nuova.

Fonte dell'articolo: Valeria Zasa, "La spezieria di Santa Maria Nuova" (Edizioni Simple).

17 Settembre: nuova visita al museo

Nuovo appuntamento di visita al percorso museale dell'Ospedale di Santa Maria Nuova,  sabato 17 settembre, alle ore 16.00, accompagnati dalle guide professioniste dell'agenzia Exlusive Connection. Sarà possibile ammirare il prezioso patrimonio artistico raccolto dall'Ospedale dal 1288 fino ad oggi, testimonianza del passaggio di alcuni dei più grandi artisti toscani e non solo: da Pietro di Niccolò Gerini e Lorenzo Ghiberti a Giovanni Della Robbia, Bernardo Buontalenti, Pomarancio fino al genio Leonardo da Vinci,  che a Santa Maria Nuova eseguì alcune delle sue dissezioni anatomiche. Un’occasione  speciale per godere della bellezza architettonica della struttura, con i suoi chiostri, la Chiesa di Sant’Egidio, gli ambienti interni e la superba facciata.

Cliccando qui è possibile scoprire il percorso museale e per avere informazioni sulle opere e sugli spazi allestiti.

La durata della visita è di circa 1 ora. Per partecipare è richiesta la disponibilità ad una donazione di 15 euro a persona. Ogni donazione andrà a supporto dell’attività di valorizzazione, tutela e recupero del patrimonio storici artistico dell’Ospedale di Santa Maria Nuova.

Per prenotare la tua vista:
Exclusive Connection – tel. 055 2001586
dal lunedì al venerdì ore 9.00 – 13.00 / 14.00 – 18.00
sabato ore 9.00 – 13.00
Email: info@exclusiveconnection.it

Anne Brunet: la malata immaginaria

Fra le cronache amministrative della gestione ospedaliera ottocentesca si possono scoprire, grazie ai regesti di Santa Maria Nuova depositati in Archivio di Stato, eventi e persone che, anche se in modo marginale, ci rappresentano le peculiarità dell’epoca e gli effetti degli eventi napoleonici a Firenze. Dai polverosi registri dell’amministrazione sanitaria del 1810 ritroviamo fra le ricoverate, nell’Arcispedale, una malata molto particolare.

Si tratta di Anne Brunet, cittadina francese, condannata a due anni di prigione per truffa perpetrata nell’arruolamento dei militari (escroqueries multipliées en matière de conscription) ma poi arrivata, con qualche simulato malessere, nella sempre accogliente struttura di Santa Maria Nuova. La necessità di nuove forze per la Grande Armata di Napoleone aveva infatti abbassato l’età della coscrizione e richiesto, all’Italia, oltre 40.000 militari nelle classi del 1806-10. Possiamo quindi immaginare i tentativi di riforma per ragioni di salute e familiari e i casi possibili di elusioni dalla coscrizione.

Tale Brunet, truffatrice professionista, sembra però usare il ricovero ospedaliero per continuare i suoi loschi traffici, e il Commissario ospedaliero, indispettito, relaziona all’autorità il 10 febbraio 1810 che “il contegno che essa tiene di frequentemente girare per le sale, di nutrirsi con cibi non adattati a una vera malata, mi fa credere con fondamento che ella procuri di consumare il lungo tempo della sua detenzione in questo ospedale”.

Ecco allora l’idea, avallata dall’amministrazione francese, di incaricare l’esimio dottor Vincenzo Chiarugi dell’Ospedale di Bonifazio del ricovero della Brunet fra i pazienti psichiatrici, con l’ordine di allocarla “in una delle prime camere dello Spedale delle Dementi (…) e apprestargli i rimedi opportuni per la sua guarigione. Finalmente non sarà permesso ad alcuno di fargli frequenti e lunghe visite senza un mio ordine particolare”. Ecco così, forse, risolto il problema della malata immaginaria francese che, pensiamo, avrà preferito trascorrere il resto della pena tornando in carcere e non in isolamento con i malati di mente.

Il quartetto di “Musica ricercata”

Il 14 settembre alle ore 19 nuovo appuntamento musicale all'Ospedale di Santa Maria Nuova. L'Associazione "Musica Ricercata" presenterà all'interno del Salone Martino V – antico teatrino ad uso degli Spedalinghi di Santa Maria Nuova – un quartetto composto da violini, viola e violoncello.

L'evento sarà arricchito da un momento dedicato alla conoscenza dell'incredibile patrimonio artistico dell'Ospedale. Il concerto sarà infatti anticipato da una passeggiata guidata attraverso gli antichi Chiostri delle "Medicherie" e delle "Ossa". Per partecipare alla visita ai Chiostri, l'appuntamento è alle 18.30, all'ingresso dell'Ospedale di Santa Maria Nuova.

La partecipazione all'evento è libera fino ad esaurimento dei posti. È comunque gradito un contributo che sarà destinato alla raccolta dei fondi per il restauro delle opere custodite nel nuovo percorso museale di Santa Maria Nuova.

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Le note delle fisarmoniche del Cherubini

Il Chiostro delle Ossa ha ospitato il terzo appuntamento dedicato alla musica presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova.

Per questo singolare evento, la Fondazione ha aperto le porte alle fisarmoniche del Cherubini di uno spazio inedito, parte importante del percorso museale, che deve il suo nome alla funzione cimiteriale a cui il piccolo cortile porticato fu adibito al momento della fondazione dell'Ospedale.

Nel 1656 a seguito della decisione presa dallo spedalingo Ludovico Serristori di commissionare la costruzione della nuova corsia delle donne, il chiostro perderà tale funzione e il cimitero fu trasferito sul lato dell'ospedale che si affaccia in via degli Alfani. Dietro tale scelta, innanzitutto, motivi igienici, dato che la corsia, progettata da Giovan Battista Pieratti, avrebbe occupato parte dell'area del chiostro. L'area sarà tuttavia bonificata solo nel XVIII secolo, a seguito della relazione redatta nel 1742 da Antonio Cocchi, dalla quale si evinceva il sostanziale danno di inquinamento atmosferico e delle acque dell'ospedale dovuto alla concentrazione di più di quattrocento salme mal conservate.

Nel 1873 il cortile fu riconvertito in Pantheon della memoria con la realizzazione del Mausoleo funebre del conte Angiolo Orlando Galli Tassi (1792-1863), ultimo grande storico benefattore di Santa Maria Nuova. Il Conte, morto senza eredi, decise infatti di devolvere gran parte dei suoi beni all'Ospedale. Clicca per vederne un dettaglio.

Il lascito ammontava addirittura ad un milione delle vecchie lire per ciascuna delle 35 strutture sanitarie all'epoca gestite da Santa Maria Nuova. E sarà proprio grazie a tale lascito che fu possibile acquisire nel XIX secolo il convento di Santa Maria degli Angeli, l'Ospedale degli Innocenti e nel primo Novecento avviare la costruzione dei primi padiglioni di Careggi.

I martedì de “La Colombaria”: Pietro Grocco

Non mancare al prossimo appuntamento con  I Martedi de "La Colombaria", ciclo di convegni, inaugurati dalla Fondazione di Santa Maria Nuova insieme all'Accademia Toscana di Scienze e Lettere "La Colombaria", incentrati sui personaggi della medicina e della chirurgia che hanno prestato la loro opera presso l'Ospedale di Santa Maria Nuova.

L'ultimo convegno, previsto per martedì 13 dicembre, approfondirà la figura di Pietro Grocco, fondatore di un'importante scuola medica e medico personale di Giuseppe Verdi, fu direttore delle Terme di Montecatini e convinto sostenitore dei benefici delle acque termali per la cura dei pazienti.

Relatori: Giancarlo Landini e Franco Carnevale.

L'appuntamento, come sempre, è per martedì alle ore 16.45 presso la Sala Conferenze dell'Accademia "La Colombaria", in via Sant’Egidio 23, a Firenze.

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L’Ospedale di Santa Maria Nuova in festa

Nell'ambito dei festeggiamenti per il 729° anniversario della nascita dell'Ospedale di Santa Maria Nuova, la Fondazione Santa Maria Nuova Onlus ti aspetta per un pomeriggio di approfondimento e svago!

L'appuntamento è per il 23 giugno alle 17.00 nella Sala Conferenze dell'Ospedale per la presentazione del libro “Santa Maria Nuova attraverso i secoli” (Edizioni Polistampa), a cura del Dott. Giancarlo Landini (Vice Presidente "Fondazione Santa Maria Nuova Onlus" e curatore del volume) e della Dott.ssa Maria Federica Giuliani (Presidente Commissione Cultura del Comune di Firenze). Saranno presenti gli autori.

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Seguiranno alla presentazione, alle ore 18.00, una serie di visite alle ultime opere restaurate all’interno del percorso museale dell’Ospedale. Le visite saranno guidate dai restauratori che hanno lavorato al recupero del patrimonio di Santa Maria Nuova.
La partecipazione alla visita è libera e l'appuntamento è 15 minuti prima all'ingresso dell'Ospedale, dove saranno formati dei gruppi di 20 persone max.
Alle ore 19.00 ci sarà la tradizionale Messa presso la Chiesa di Sant’Egidio, celebrata per l’occasione da Mons. Vasco Giuliani (Delegato Arcivescovile per i laici) e dagli assistenti religiosi di Santa Maria Nuova.
 

Ti aspettiamo il 23 giugno all'Ospedale di Santa Maria Nuova!

La Chiesa di Sant’Egidio si veste di musica

Il prossimo 21 luglio alle ore 21 la Chiesa di Sant'Egidio accoglierà l'ultimo appuntamento dedicato ai concerti del conservatorio Cherubini, preceduti alle ore 20:30 da una passeggiata nei Chiostri che fanno da cornice al percorso museale. Scarica il programma

Oltre che per la sua singolare storia plurisecolare l'Ospedale di Santa Maria Nuova si distingue infatti nel panorama delle analoghe strutture sanitarie per la presenza al suo interno non di una cappella ma di una Chiesa.
La Chiesa di Sant'Egidio fu infatti inglobata allo Spedale con bolla papale nel 1305, solo pochi anni dopo dunque la fondazione di Santa Maria Nuova, avvenuta nel 1288 ad opera di Folco Portinari.

All'inizio del Quattrocento sarà oggetto di un'ampia ristrutturazione, eseguita sotto la reggenza dello spedalingo Michele di Fruosino da Panzano. Sarà riconsacrata nel 1420, evento di cui abbiamo oggi testimonianza grazie all'affresco del Bicci di Lorenzo (di cui è possibile ammirare una copia all'ingresso dell'Ospedale, mentre l'originale è oggi conservato nella Sala del Consiglio – Le Stanze degli Avi).

La Chiesa ha ospitato i lavori di alcuni dei più importanti artisti del Rinascimento, come Domenico Veneziano, Andrea del Castagno e Alessio Baldovinetti (il cui ciclo di affreschi è purtroppo andato perduto) ed è stata a lungo la "casa" di capolavori come l'Adorazione dei Magi di Lorenzo Monaco o del Trittico Portinari di Hugo van der Goes (oggi conservate agli Uffizi).

Il suo aspetto attuale è dovuto alla revisione stilistica voluta alla fine del Cinquecento da Bernardo Buontalenti, a cui si deve il progetto generale e la realizzazione della gradinata ricurva che porta al piano rialzato dell'altare. Il progetto buontalentiano fu messo in opera da Giulio Parigi che demolì gli affreschi laterali installando quattro altari classicheggianti in pietra serena, decorati con grandi pale. Agli altari si trovano oggi tele di Felice Ficherelli detto Il Riposo, Giovan Battista Paggi, Alessandro Allori, San Ludovico del Volterrano.

L'apertura del sovrastante Matroneo all'interno del percorso museale consente ai visitatori di poter avere un quanto mai suggestivo scorcio di questo speciale luogo di culto, che riveste un ruolo importantissimo nello storia di Santa Maria Nuova.

Percorsi d’arte e cultura in Ospedale

La Fondazione in collaborazione con la Direzione Sanitaria di Presidio e l'Ufficio Relazioni Internazionali Azienda Usl Toscana Centro promuove un'iniziativa rivolta ai pazienti di alcuni reparti dell'Ospedale fiorentino.
I degenti, ma anche i familiari e conoscenti di questi, potranno usufruire di una visita guidata alla scoperta del patrimonio storico-artistico dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, così da poter ammirare alcuni dei tesori artistici e architettonici presenti nel nuovo percorso museale.
 
L'obiettivo sotteso è quello di dedicare a chi vive l’Ospedale da paziente un momento di svago attraverso l’arte e la cultura nella convinzione del non secondario ruolo che l'opera d'arte possa avere sul benessere psicofisico.

Il percorso proposto si svolge completamente a piano terra ad eccezione di un’area, ad accesso facoltativo, corrispondente al “Ballatoio degli Spedalinghi”, all’ingresso dell’Ospedale, che prevede la salita di una rampa di scale ed un accesso per non più di 10 persone per volta.

L'inziativa rappresenta un primo esperimento in tal senso, attivata, per il momento, per un selezionato gruppo di degenti e sarà effettuata tramite una visita guidata e gratuita, a posti limitati e su prenotazione, con una durata di circa 45 minuti. Per ogni paziente vi sarà la possibilità di essere accompagnato da un familiare o da un accompagnatore.

La possibilità di visita è al momento aperta e riservata ai pazienti del reparto di dialisi e chirurgia bariatrica dell'Ospedale di Santa Maria Nuova.

Per partecipare scarica il modulo di iscrizione.

Le passeggiate musicali del Cherubini

Una nuova serie di appuntamenti musicali ti aspettano all'Ospedale di Santa Maria Nuova.
Anche nel 2016 la Fondazione ospita il conservatorio L. Cherubini di Firenze accogliendo una serie di eventi musicali.

Un programma ricco all'insegna del connubio tra arte e musica in quattro appuntamenti, il giovedì, nei mesi di giugno e luglio.

Dopo il grande successo degli appuntamenti di giugno, che ha visto l'esibizioni il 16 giugno nel salone Martino V dei quartetti Pansé e Fiordaliso e il 30 giugno nella Chiesa di S. Egidio dell'ensemble di musica antica del conservatorio Cherubini, ti aspettiamo per gli eventi di luglio!

Il prossimo appuntamento è per il 7 luglio con le fisarmoniche del Cherubini. Il concerto si terrà nel Chiostro delle Ossa, alle ore 19 e sarà preceduto dalla passeggiata guidata, con partenza alle ore 20:30 dall'ingresso dell'Ospedale.Scarica il programma

Per l'ultimo concerto, il 21 luglio, alle ore 21, nella Chiesa di S. Egidio sarà la volta delle sonate di J.S. Bach eseguite da flauto e basso continuo.

Scarica la locandina dell'evento

Ricordiamo che tutti gli eventi saranno arricchiti da un momento dedicato alla manignificenza del patrimonio artistico di Santa Maria Nuova. Ogni concerto sarà anticipato da una passeggiata guidata attraverso i Chiostri che incorniciano il percorso museale dell'Ospedale. Per partecipare alla visita ai Chiostri l'appuntamento è 30 minuti prima del concerto all'ingresso dell'Ospedale di Santa Maria Nuova.

La partecipazione all'evento è libera fino ad esaurimento dei posti. È comunque gradito un contributo che sarà destinato alla raccolta dei fondi per il restauro delle opere custodite nel nuovo percorso museale di Santa Maria Nuova.

Santa Maria Nuova e Bonifazio sotto Napoleone

Una relazione manoscritta, risalente ad inizio Ottocento, è stata recentemente  acquisita dalla Fondazione Santa Maria Nuova.

Si tratta di un’interessante memoria dell’allora commissario, conte Camillo Capponi, presentata probabilmente a Edouard Dauchy, Amministratore generale di Toscana, e da ricondurre all’aprile del 1809.

Le Riflessioni del Capponi, nobile fiorentino del ramo del Palazzo delle Rovinate, sono fondamentali per introdurci nella complessa situazione finanziaria dei due ospedali di Santa Maria Nuova e Bonifazio nel periodo napoleonico. Ben 1.637 erano stati i pazienti ricoverati, al giorno, nel corso dell’anno 1808. Contestualmente le entrate a disposizione dell’amministrazione ospedaliera erano state ridotte considerevolmente e, pur con l’approvazione della Legge del 23 agosto 1805 sui sussidi ospedalieri, non erano state restituite sufficientemente le risorse messe a disposizione già ai tempi dei Lorena.

A Parigi, già dal gennaio del 1809, il conte Capponi scriveva ricordando all’Imperatore prima di tutto l’importanza del modello organizzativo ospedaliero fiorentino, grazie all’ultima riforma regolamentare approvata dal suo predecessore Covoni e pubblicata nel 1789. Scrive il Commissario che la maggiore ampiezza, il buon sistema, e il miglior servizio e cura fecero aumentare annualmente il numero dei malati, avendo il popolo perduta la cattiva opinione che per lo passato aveva delli spedali medesimi. Il conte Capponi non si limita a elencare i problemi ma fornisce, analiticamente e con dati contabili, le soluzioni da prospettare a Napoleone.

Con coraggio e determinazione inusuale prima di tutto rivendica gli assegnamenti tolti. Poi richiede un aumento nella retta da pagarsi per i militari francesi ricoverati e il saldo dei crediti pregressi bloccati dall’amministrazione napoleonica (ad esempio la tassa sui testamenti, sul sale, sul gioco del lotto). Per finire rivendica l’importanza per l’Ospedale dello Studio di Chirurgia, Medicina e Farmacia, che dava un lustro particolare al nosocomio fiorentino, anche se non sede di ateneo. Il Capponi arriva a contestare che se il Governo, che però non mantiene la parola data, come potrò mantenerla io privo affatto di mezzi…e minaccia la chiusura dell’Ospedale, preannunciata per il 1° marzo del 1809.

Promessa che per fortuna non mantiene, ma che ha l’effetto di far allentare i cordoni della borsa dell’Imperatore.

Sostieni la Fondazione con il tuo 5×1000

Quest’anno scegli di donare il tuo 5×1000 alla Fondazione Santa Maria Nuova ETS! Fino al 30 settembre hai tempo per presentare il modello 730 di dichiarazione dei redditi e fino al 30 novembre per il Modello Unico Redditi Persone Fisiche.

La Fondazione Santa Maria Nuova ETS è nata per volontà dell’Azienda Sanitaria di Firenze, ora confluita in USL Toscana Centro, per tutelare, promuovere e supportare le attività dell’Azienda.
Scopo della Fondazione è quello di valorizzare i beni di interesse storico-artistico di proprietà dell’Azienda e di sostenere l’Ospedale nei progetti di sperimentazione ed organizzazione tecnica e tecnologica.

Con il tuo 5×1000 potrai aiutare da una parte a restaurare, proteggere e rendere visibili al pubblico i tesori d’arte del complesso monumentale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, da sempre conosciuto come l’Ospedale dei fiorentini, ma anche a finanziare progetti di sperimentazione, acquistare attrezzature mediche all’avanguardia, promuovere bandi di formazione.

Il 5×1000 non sostituisce l’8×1000 e non comporta per te nessun costo aggiuntivo. Per donare è sufficiente indicare il Codice Fiscale della Fondazione Santa Maria Nuova ETS 94247610481 e apporre una firma nell’apposita sezione dedicata, in uno dei seguenti modelli:

  • Certificazione Unica (CU)
  • Modello Redditi Persone Fisiche
  • Modello 730

Dio Padre Benedicente di Lorenzo Ghiberti

Commissionato dallo Spedalingo Jacopo di Piero e realizzato da Lorenzo Ghiberti nel 1450 il prezioso sportellino, in bronzo dorato, era originariamente collocato nella Chiesa di Sant'Egidio all'interno del tabernacolo del sacramento realizzato da Bernardo Rossellino.

Da tempo conservato presso l'amministrazione dell'Ospedale, nel ciborio si trova attualmente un calco, da oggi è finalmente visibile in copia all'interno del percorso museale di Santa Maria Nuova.

Realizzata dalla Fonderia Artistica Ciglia&Carrai sotto l'attenta supervisione della Dott.ssa Ludovica Nicolai, la copia, posizionata nella Saletta dei Crocifissi, riproduce fedelmente in fattezze e dimensioni l'originale in bronzo dorato.

Nonostante il nome dell'opera faccia pensare che la figura rappresentata sia Dio Padre, sono stati avanzati dei dubbi che invece si tratti del Cristo. La figura del Padre benedicente è perarltro già presente nel timpano del tabernacolo marmoreo, congiuntamente a quella della colomba rappresentante lo Spirito Santo, scolpita poco sotto. La presenza di Cristo nello sportellino del tabernacolo avrebbe pertanto una sua logica, in quanto fungerebbe da completamento alla raffigurazione della Trinità.

La ieraticità della figura e la foggia orientale delle vesti sono plausibilimente riconducibili alla presenza a Firenze di personaggi bizantini in occasione del Concilio del 1439. Stilisticamente si avvicina molto alla porta del Paradiso realizzata dallo stesso Ghiberti per il Battistero di Firenze, dove già compare il copricapo conico nella "Creazione di Adamo ed Eva".

L'iconografia scelta sembra dunque non essere nuova al Ghiberti, che l'aveva usata anche in un bottone di piviale commissionatogli da papa Martino V, ora andato perduto, ma ricordato da Ghiberti stesso nei Commentari.