
Il collegamento fra Leonardo e l’Ospedale di Santa Maria Nuova è sicuramente stretto e documentato. Lo stesso testamento dell’artista rammenta la somma di denaro depositata al Camarlingo e il lascito degli interessi all’istituzione ospedaliera fiorentina.
Altrettanto documentati, nel Trattato della pittura dell’artista, i riferimenti agli studi anatomici realizzati in Santa Maria Nuova: non meno di 30 nomi e di mascoli e femmine d' ogni età. Studi che, partendo dalla semplice osservazione dell’anatomia artistica, diffusasi anche fra altri pittori e scultori coevi, con Leonardo si trasformarono, negli anni, in rappresentazioni e riflessioni di anatomo-fisiologia e anatomia patologica.
Ad esempio, nelle Note sulla morte di un centenario, risalenti all’inverno del 1507-1508, Leonardo descrive e rappresenta il corpo, poi anatomizzato, di un venerando, ricoverato e poi deceduto nell’Ospedale di Santa Maria Nuova.
Narra l’Autore: questo vecchio, poche ore prima della sua morte, mi disse di passare i cento anni, e che non si sentiva alcun mancamento nella persona altro che la debolezza e così standosi a sedere su un letto dell’Ospedale Santa Maria Nova di Firenze senz’altro movimento o segno d’alcuno accidente passo di questa vita; ed io ne fece l’anatomia per vedere la causa di sì dolce morte (…).
Fra il 1504 e il 1509 Leonardo dedicò approfondite indagini e rappresentazioni allo studio dell’anatomia, con un progetto di pubblicarne, poi, studi e riflessioni. Progetto che non riuscì purtroppo, in vita, a completare, anche a causa della precoce scomparsa dell’illustre medico Marcantonio della Torre, professore a Pavia, dal quale era andato ad apprendere lezioni di medicina nel 1510.
I disegni anatomici in alta definizione sono pubblicati sul sito della Royal Collection Trust.


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