Disponibili gli studi anatomici di Leonardo

Per gli appassionati e gli studiosi di Leonardo da Vinci c’è una notizia che non può passare inosservata. La Royal Collection Trust, la fondazione della casa reale di Windsor che acquisì dalla fine del Seicento i disegni anatomici di Leonardo, ha deciso di pubblicare on-line, ad alta definizione e scaricabile gratuitamente, tutto il materiale in possesso della monarchia britannica.
 
Il collegamento fra Leonardo e l’Ospedale di Santa Maria Nuova è sicuramente stretto e documentato. Lo stesso testamento dell’artista rammenta la somma di denaro depositata al Camarlingo e il lascito degli interessi all’istituzione ospedaliera fiorentina.
 
Altrettanto documentati, nel Trattato della pittura dell’artista, i riferimenti agli studi anatomici realizzati in Santa Maria Nuova: non meno di 30 nomi e di mascoli e femmine d' ogni età. Studi che, partendo dalla semplice osservazione dell’anatomia artistica, diffusasi anche fra altri pittori e scultori coevi, con Leonardo si trasformarono, negli anni, in rappresentazioni e riflessioni di anatomo-fisiologia e anatomia patologica.

Ad esempio, nelle Note sulla morte di un centenario, risalenti all’inverno del 1507-1508, Leonardo descrive e rappresenta il corpo, poi anatomizzato, di un venerando, ricoverato e poi deceduto nell’Ospedale di Santa Maria Nuova.

Narra l’Autore: questo vecchio, poche ore prima della sua morte, mi disse di passare i cento anni, e che non si sentiva alcun mancamento nella persona altro che la debolezza e così standosi a sedere su un letto dell’Ospedale Santa Maria Nova di Firenze senz’altro movimento o segno d’alcuno accidente passo di questa vita; ed io ne fece l’anatomia per vedere la causa di sì dolce morte (…).
 
Fra il 1504 e il 1509 Leonardo dedicò approfondite indagini e rappresentazioni allo studio dell’anatomia, con un progetto di pubblicarne, poi, studi e riflessioni. Progetto che non riuscì purtroppo, in vita, a completare, anche a causa della precoce scomparsa dell’illustre medico Marcantonio della Torre, professore a Pavia, dal quale era andato ad apprendere lezioni di medicina nel 1510.
 
I disegni anatomici in alta definizione sono pubblicati sul sito della Royal Collection Trust.

“Musica ricercata” all’Arcispedale

Il 30 aprile la Fondazione ha inaugurato un’importante stagione concertistica accogliendo con successo, all'interno dela Chiesa di Sant'Egidio, il concerto "L’amore nelle opere di Isabella Leonarda ed Élisabeth-Claude Jacquet de La Guerre".

Venerdì 6 maggio alle ore 18.00 il concerto viene nuovamente eseguito in una nuova location, all'interno dell'Ospedale di Santa Maria Nuova:  il Salone Martino V, ex teatro privato degli Spedalinghi.

L'evento si compone dell'unione di voce e strumenti che ripercorrono il repertorio di due celebri compositrici dell’epoca barocca italiana e francese, recentemente riscoperte. La cantata di Élisabeth de La Guerre, bambina prodigio alla Corte del Re Sole, descrive l’infelice amore di Semele per Zeus, mentre la cantata di Isabella Leonarda, sopranominata ‘la Musa novarese’, invita all' amore incondizionato per Gesù.
Il pomeriggio sarà arricchito da una piacevole passeggiata guidata nei Chiostri che incorniciano il percorso museale dell'Ospedale (punto di ritrovo alle ore 17.30 all'ingresso dell'Ospedale).

L’ingresso al concerto è gratuito e libero fino ad esaurimento dei posti. Per la partecipazione all'evento è gradito un contributo che sarà destinato alla raccolta dei fondi per il restauro delle opere custodite nel nuovo percorso museale di Santa Maria Nuova.  

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Santa Maria Nuova tra arte e scienza

Martedì 3 Maggio il plurisecolare patrimonio storico-artistico e scientifico di Santa Maria Nuova sarà al centro del convegno organizzato dalla nostra Fondazione, Arte e Scienza. Il patrimonio artistico e scientifico di Santa Maria Nuova nelle Istituzioni culturali di Firenze. Ad essere approfondito, l'intenso e quanto mai proficuo rapporto dell'Ospedale con le istituzioni culturali di Firenze.

La storia dell'Ospedale di Santa Maria Nuova, con le sue più di 750 opere d'arte, è testimonianza del passaggio tra le sue monumentali mura di grandi artisti: da Andrea del Castagno a Della Robbia, Bernardo Buontalenti, Pomarancio fino a Leonardo da Vinci. Ma è altresì una storia di conquiste e traguardi nell'ambito sanitario: basti citare la professionalizzazione dei saperi medici e medico sanitari contenuta nel regolamento del 1783, che diverrà un modello per tutta l'Europa, ma anche l'importante tradizione oculistica fiorentina, così come quella dermatologica di cui Santa Maria Nuova fu capostipite.

Un importante momento di approfondimento dunque, promosso per far conoscere e così meglio apprezzare l'importante presenza del patrimonio non solo artistico ma anche storico-scientifico dell'Ospedale nei musei, archivi e biblioteche della nostra città.

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I lavori saranno coordinati dal Prof. Pierluigi Rossi Ferrini e interverranno il Prof. Sandro Boccadoro (libero docente dell'Università degli Studi di Firenze), la Dott.ssa Donatella Lippi (Università degli Studi di Firenze), la Dott.ssa Esther Diana (Centro di Documentazione per la storia dell'assistenza e della sanità) e il Dott. Giancarlo Landini (Fondazione Santa Maria Nuova Onlus).

L'appuntamento è per il 3 Maggio ore 16:30, presso la sala Conferenze dell'Ospedale di Santa Maria Nuova.

L’ospedale di Orbatello. Carità e Arte a Firenze

Mercoledì 13 aprile non perdere l'appuntamento all'Ospedale di Santa Maria Nuova per la presentazione del volume curato da Cristina de Benedictis e Carla Milloschi L’ospedale di Orbatello. Carità e Arte a Firenze.

Il volume ci conduce, tra testi e immagini, nei luoghi e nella storia, ancora oggi  poco conosciuta, dell’Ospedale di Orbatello, importante istituzione assistenziale fiorentina.
Situato nella parrocchia di San Pier Maggiore, il complesso trecentesco fu realizzato da Niccolò di Jacopo degli Alberti, mercante e banchiere tra i più ricchi d’Europa e accoglieva perlopiù donne povere, derelitte, “orbate”, ovvero prive d’assistenza. Dal 1401 fu gestito dai Capitani di Parte Guelfa e, nel corso dei secoli, subì ampliamenti e cambi di assetto sino a divenire, nel 1936, l'istituto fotoradioterapico dell’Università degli Studi di Firenze.

Scarica l'invio alla presentazione.

Edita dalla Polistampa, l'opera sarà presentata nella Sala Conferenze dell'Ospedale di Santa Maria Nuova alle ore 18 da Enrico Ghidetti. Interverranno, inoltre, Giancarlo Landini, Giulia Maraviglia e Angelo Tartuferi.

 

Santa Maria Nuova torna agli Uffizi

Dal 21 marzo al 28 agosto Santa Maria Nuova inaugura con gli Uffizi le mostre programmate dalla celebre Galleria fiorentina per il 2016. Il crocifisso ligneo di Leonardo del Tasso sarà infatti parte della primo evento espositivo temporaneo in calendario “Fece di scoltura di legname e colorì”, dedicato alla scultura lignea policroma fiorentina del '400, a cura di Alfredo Bellandi.

Il crocifisso è un soggetto che conosce particolare fortuna nella Firenze tardo Quattrocentesca e nel primo Cinquecento sulla scia delle predicazioni di Savonarola. Di particolare rilievo sarà l’attività al tempo delle botteghe specializzate che produrranno in serialità una considerevole quantità di crocifissi lignei, dalla dimensione monumentale chiesastica alla misura da stanza.
 
Di recente restauro, il crocifisso di Leonardo del Tasso costituisce solo un “assaggio” della raccolta dell’Ospedale di Santa Maria Nuova, che ne conta ben 15 tra lignei e di cartapesta, molti dei quali non ancora restaurati e che è possibile osservare all’interno del percorso museale.
 

Oltre all’opera di del Tasso, l’Ospedale di Santa Maria Nuova accoglie all’interno del suo percorso museale anche una croce dipinta databile alla fine del ‘300 e un crocifisso in cartapesta del 1594, dipinto con il colore del bronzo. L’opera, di grandi dimensioni, fu commissionata alla bottega del Giambologna ed è oggi posta sull’altare maggiore della Chiesa di Sant’Egidio.
Nella saletta dei crocifissi, infine, troviamo il crocifisso in cartapesta policroma di Felice Palma (1620ca.). La tecnica della cartapesta veniva impiegata per la sua leggerezza al fine di realizzare crocifissi a scopo liturgico e processionale.
 
Simbolo della redenzione dal peccato, l’immagine di cristo sofferente sulla croce, oltre a essere oggetto devozionale, acquisisce un valore nuovo nell'Ospedale, legato all’espiazione morale dell’ammalato. Posti nelle corsie di Santa Maria Nuova i crocifissi erano tesi a testimoniare che la cura del corpo non era mai disgiunta alla cura dell’anima.

I dipinti che accompagnano la cura

Per far si che il paziente riconosca le mura degli ospedali come un ambiente più umano e accogliente, Santa Maria Nuova sceglie di ripartire dalla concezione dei suoi spazi. Con lo scopo di liberarsi dell'idea diffusa che l'associa ad un luogo di sofferenza, l'Ospedale si apre infatti al colore.
 
Santa Maria Nuova rappresenta un caso eccezionale e unico al mondo in cui la magnificenza dell’arte e la funzionalità della struttura sanitaria, sempre al passo con i tempi, si sposano in un connubio che dura ormai da più di 700 anni.

Accanto al suo patrimonio storico-artistico, che è stato oggetto d'interventi di restauro unitamente ai lavori di riqualificazione sanitaria, negli ultimi anni l’Azienda si è fatta promotrice di una serie d'iniziative, volte ad accogliere opere contemporanee in un percorso armonico con il patrimonio artistico esistente.
 

Tra le opere presenti all'interno dell'Ospedale, l’acquerello della pittrice Mara Corfini, esposto nella  sala d’accoglienza di radiologia. Di fianco, un olio su tela di Alessandro de Larderel, donato a Santa Maria Nuova da alcuni amici dell’artista. Nella sala di accoglienza della Dialisi, un pannello acquerellato accompagnato da una  poetica citazione di Sandro Penna, realizzato da alcuni allievi del SACI (Istituto per l'Arte ed il  Restauro Studio Art Centers International).
La terapia intensiva, infine, accoglie il progetto di Luca Alinari. Il pittore, dopo essersi confrontato a lungo con operatori sanitari e familiari, realizza cinque pannelli, strategicamente posizionati all'interno del reparto in modo da essere visibili da ogni stanza, dai colori forti e vivaci: volti, vasi, case e paesaggi ispirati dalla sua infanzia a metà tra un sogno piacevole e la concretezza del reale.

L’obiettivo sotteso è quello di una personalizzazione dell’ambiente che si accordi al principio di personalizzazione della cura che guida e ispira il personale dell’Ospedale. L’opera d’arte come parte integrante del processo di guarigione dunque, e non come semplice oggetto d’arredo.

Una domenica mattina tra l’arte e la musica

Una mattinata speciale all'insegna dell'arte e della musica ha accolto i visitatori di Santa Maria Nuova! Domenica 20 marzo è ritornata in Ospedale la manifestazione Weekend in musica. L'aria dei luoghi insoliti.

Scarica il programma completo

Dopo il successo dello scorso 6 dicembre, la Fondazione Santa Maria Nuova Onlus ha riaperto le porte del percorso museale dell'Ospedale per un'iniziativa che è divenuta ormai un appuntamento importante, promossa dalla Regione Toscana in collaborazione con l'Azienda Sanitaria e la Fondazione Scuola Musica Fiesole Onlus. 

L'evento, che ha registrato il tutto esaurito, univa la visita al patrimonio artistico e monumentale di Santa Maria Nuova, guidati dall'architetto Esther Diana, all'ascolto di due brevi concerti nella Chiesa di Sant'Egidio dei tre archi del Trio Nedo, allievi della Scuola Musica Fiesole.

L'accesso all'evento è esclusivamente su prenotazione, fino ad esaurimento posti.

Per prenotare o ricevere informazioni sui prossimi appuntamenti potete visitare il sito dell'iniziativa chiamare lo 0554385616 o scrivere a luoghi.insoliti@regione.toscana.it
 

Online il bando del Premio “Piero Gambaccini”

Se sei un medico, e sei titolare di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, determinato, di borsa di studio o di una collaborazione con l’Azienda USL Toscana Centro, questo bando si rivolge a te!

La Fondazione Santa Maria Nuova Onlus in collaborazione con l'Azienda USL Toscana Centro e la “Philip and Irene Toll Gage Foundation”  ha messo a concorso la prima edizione del premio "Piero Gambaccini".
Il bando, pari a  € 9.000,00,  è rivolto al personale medico dell’Azienda USL Toscana Centro e finalizzato all'approfondimento di nuove metodiche o sistemi di lavoro nel settore specifico delle “Malattie tromboemboliche e patologia cardiovascolare”

La finalità del premio, dedicato alla memoria dell'illustre medico e luminare, è quella di incentivare l’aggiornamento e la continuità nella formazione del personale medico dell'Azienda, permettendo il perfezionamento delle loro competenze professionali nonché delle metodiche di cura e di organizzazione e/o gestione del lavoro.
 

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate, esclusivamente per posta, entro e non oltre il 7 aprile 2016 al seguente indirizzo:
AUSL Toscana Centro – S.S. Affari Generali – Progetti Europei e Sponsorizzazioni – indirizzo: Via di San Salvi, 12 – Villa Fabbri – 50135 Firenze.

Per ulteriori informazioni Scarica il bando 

Per chiarimenti, contattare la Segreteria Operativa della Fondazione Santa Maria Nuova Onlus:

Dott.ssa Chiara Bartolini
055/6938374.
Dal lunedì al venerdì ore 9.30-13.30

 

Scopri il museo di Santa Maria Nuova

Visita il percorso museale dell'Ospedale museale di Santa Maria Nuova.

Potrai ammirare i tesori artistici e architettonici del più antico ospedale al mondo ancora in attività!

Clicca sui numeri corrispondenti ai luoghi che fanno parte del percorso per avere informazioni sulle opere e sugli spazi allestiti.
 

1 –  Facciata e Loggiato
2 – Ingresso
3 – Saletta dei Crocifissi
4 – Chiostro orto medico
5 – Chiostro delle Ossa
6 – Matroneo
7 – Le stanze degli Avi

8 – Chiesa di Sant'Egidio
9 – Cappella dell'Allori
10 – Bookshop

 

 

Il dono di Folco Portinari alla città

La storia dell'Ospedale si caratterizza non solo per la sua plurisecolare e intensa attività medico-assistenziale ma anche per il suo essere da sempre strettamente interconnessa con l'attività di beneficenza.

Già a partire dalla sua stessa fondazione l'arte del donare si intreccia in Santa Maria Nuova con la cura degli infermi. L'ospedale nasceva infatti nel 1288 come dono alla città di Firenze per volontà di Folco Portinari, padre di questo ospedale oltre che della Bice amabilmente decantata dal Dante.

Famiglia di mercanti e banchieri, i Portinari appartenevano alla nobiltà fiorentina ed erano molto attivi nella realtà politico – sociale dell'epoca. Fu in particolare proprio la posizione di notevole rilievo del Folco all'interno della società fiorentina e i suoi sostanziosi capitali che portarono nel Due-Trecento a macchiarne il nome con lo spettro dell'usura. Dietro la scelta del Portinari di fondare l'ospedale poteva dunque celarsi la volontà di purificare la propria anima attraverso l'atto di beneficenza in favore del povero e del bisognoso.

Se il Portinari è il padre fondatore dell'Arcispedale, madre spirituale ne fu sicuramente la sua Fantesca, Monna Tessa. Secondo le testimonianze fu grazie all'intercessione di quest'ultima che Portinari decise, nell'aprile del 1285, di acquistare un "pezzo di terra con casolare" nei pressi d'antica chiesetta di S. Egidio, dando inizio alla lunga storia di Santa Maria Nuova e regalandosi l'immortalità.

L’Ospedale ritrova il suo Regolamento

Grazie ad Ecv Group torna tra le mura di Santa Maria Nuova il primo Regolamento dell'Arcispedale.

Approvato con decreto granducale il 17 novembre 1783, questo Codice rappresenta una pietra miliare per la storia della sanità fiorentina, in quanto fu il primo regolamento ospedaliero introdotto ufficialmente in tutta la Toscana.

Predisposto dal Commissario Marco Girolami Covoni, il testo faceva parte della grande opera di riforma e rinnovazione perpetuata nel Settecento dal Granduca Pietro Leopoldo. In esso venivano per la prima volta tradotte in norma tutte le prassi, i processi e le azioni che avevano caratterizzato nell'ultimo secolo la vita ospedaliera di Santa Maria Nuova.

Ma il Regolamento attirò su di sé un diffuso interesse che andava ben al di là dei limiti del Granducato.

Infatti, oltre ad essere un'importantissima testimonianza dell’organizzazione assistenziale dell’epoca, il testo affrontava per la prima volta questioni di notevole rilevanza: dalla professionalizzazione dei saperi medici e medico-sanitari alla ridefinizione degli ambiti di competenza, tra Chiesa e Granducato, per la gestione dei luoghi pii.

Il Regolamento resterà in vigore per sei anni, per poi essere ampliato nel 1789, dopo tutta una serie di annessioni di cui l'Ospedale fu oggetto, tra cui, la più importante, fu l'accorpamento dello Spedale di S. Bonifazio per la cura delle malattie mentali e cutanee.

Monna Tessa, la madre spirituale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova

Pochi sanno che la storia dell’Ospedale di Santa Maria Nuova si intreccia con quella delle suore Oblate Ospitaliere Francescane, conosciute più semplicemente come Oblate. L’ordine fu fondato da Monna Tessa, fantesca presso la famiglia Portinari e considerata la balia di Beatrice, la donna amata da Dante Alighieri.

Monna Tessa è a tutti gli effetti  la madre spirituale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova. Si racconta che sia stata proprio lei a consigliare a Folco Portinari di comprare i terreni attorno alla Chiesa di Sant’Egidio per  costurire un ospedale:  infatti, essendo lui un banchiere, nel Medioevo era irrimediabilmente tacciato di peccato di usura e, con questo dono rivolto a Firenze, tentò di redimere la sua anima.

Sarà proprio la fantesca ad assumere un ruolo di rilievo per le sorti dell’ospedale, organizzando attorno a lei quelle che possono essere considerate le prime infermiere: le Pie donne di Santa Maria Nuova, laiche votate a Dio e alla cura degli indigenti e delle malate ricoverate nella corsia femminile.

Nel Chiostro delle Ossa è conservata la lastra tombale che la raffigura molto anziana, mentre stringe tra le braccia il libro della Regola dell’Ordine da lei fondato. Sulla destra si nota il cordoncino del terz’ordine francescano, alla cui regola si ispirava.
L’opera risale al XIV secolo e, molto probabilmente, è successiva al 1327, in quanto la lapide commemorativa sottostante indica il 3 Luglio come data della sua morte.

Visita il Matroneo di Sant’Egidio

All'interno del nuovo percorso museale dell'Ospedale di Santa Maria Nuova è finalmente possibile accedere al Matroneo della Chiesa di Sant'Egidio.

Lo Scalone Monumentale ci conduce verso la suggestiva galleria, area un tempo riservata alle Oblate per assistere alle funzioni religiose.


Lo spazio è accessibile su prenotazione ed esclusivamente attraverso visite guidate.
La galleria che circonda la Chiesa su due lati è stata allestita con lo scopo di accompagnare il visitatore all'interno del mondo della devozione e della preghiera delle monache Oblate, della storia degli Spedalinghi e dell'attuale vita liturgica della Chiesa di Sant'Egidio.

Clicca sulla mappa

 

Adotta un’opera!

Sostieni il restauro delle opere d’arte gestiste dalla Fondazione Santa Maria Nuova “adottando” uno dei capolavori visibili all’interno del percorso museale dell’ospedale.

Puoi scegliere tu quale adottare, cliccando qui!
Anche durante le visite potrai osservare da vicino i beni artistici che necessitano di cure, si tratta di quelli contrassegnati dallo speciale bottone rosso dell’iniziativaAdotta un’opera”.

Tra i “malati” da curare ci sono dipinti di piccole e grandi dimensioni, statue e oggetti devozionali di grande bellezza che aspettano solo di tornare al loro splendore originario. Non ti resta che innamorarti di una delle opere di Santa Maria Nuova e salvarla: il tuo nome verrà segnalato all’interno della didascalia.

Vuoi adottare un’opera? Contatta la Fondazione.

Natale al museo in Santa Maria Nuova

Un pomeriggio natalizio ricco di eventi ha accolto una folla entusiasta all’Ospedale di Santa Maria Nuova. Il 20 dicembre moltissimi fiorentini e non, hanno potuto ammirare il percorso che si snoda  per i suggestivi itinerari nei luoghi del complesso monumentale dell’Arcispedale.
Alessandro Allori, Bernardo Buontalenti, Dello Delli e Bicci di Lorenzo sono solo alcuni degli artisti di cui si sono potute ammirare le opere nel corso dell’evento. Guide professioniste hanno condotto i visitatori nel vivo della plurisecolare storia di Santa Maria Nuova, dal chiostro delle "ossa", alla chiesa di S. Egidio con la visita dell'annesso Matroneo; dall'antica Spezieria al ballatoio degli Spedalinghi e la suggestiva sala dei Crocifissi.
L'evento è stato arricchito da interventi musicali a cura degli allievi del “Conservatorio di Musica L. Cherubini”: sassofono e fisarmonica nel Salone Martino  V, chitarra nella Sala conferenze,  il duo di sax nella Spezieria. La Chiesa S. Egidio, infine, è stata tutta per il Coro dei Giovanissimi del Conservatorio Cherubini.

Scarica la locandina

Il pomeriggio è culminato nell’Antico Chiostro delle Medicherie, dove è stato possibile "riscaldarsi" con cioccolata calda e specialità della tradizione.

Santa Maria Nuova: un museo tutto nuovo!

Chi desidera visitare il patrimonio artistico e monumentale dell’Ospedale di Santa Maria Nuova sarà presto accontentato. Il mese di dicembre, infatti, inaugura ufficialmente le visite all’Ospedale più antico al mondo, ancora in attività.
Clicca per scoprire il percorso museale che abbiamo pensato per te.

Santa Maria Nuova rappresenta un patrimonio inestimabile per la città di Firenze non solo per la memoria storica che lo identifica come “l’Ospedale dei Fiorentini”, ma anche per il valore storico e artistico della sua magnificente struttura. Dalla sua fondazione, nel 1288, l’Arcispedale ha raccolto centinaia di opere d’arte, frutto di donazioni e ha testimoniato il passaggio di alcuni dei più grandi artisti toscani e non solo: da Pietro di Niccolò Gerini e Andrea del Castagno a Della Robbia, Bernardo Buontalenti, Pomarancio fino a Leonardo da Vinci, che presso l’Ospedale praticò numerose dissezioni anatomiche. La bellezza architettonica della struttura, con i suoi chiostri, la Chiesa di Sant’Egidio, gli ambienti interni e la superba facciata rappresenta da sola un percorso naturale di visita.
Per permettere di apprezzare a pieno il sottile intreccio tra la storia artistica e quella sanitaria, le visite saranno organizzate con l’ausilio di guide professioniste storiche dell’arte, su prenotazione, per gruppi di massimo 20 persone.

La Cappella di Bernardo Buontalenti

Tra gli ultimi tesori venuti alla luce durante i lavori di ristrutturazione dell’Ospedale c’è una vera e propria meraviglia: alla fine di quella che era la Corsia degli Uomini è venuta alla luce un’intera cappella, attribuita a Bernardo Buontalenti, artista che molto lavorò presso l’Ospedale, nella seconda metà del XVI secolo.
La cappella, completamente affrescata da Alessandro Allori (1578), conteneva un altare in pietre dure incorniciato dalla riproduzione di un tendaggio dipinto sorretto da angeli, sormontato da un gruppo scultoreo attribuito al Giambologna. Le trasformazioni subite dall’Ospedale nel corso dei secoli avevano snaturato questo capolavoro, che risultava praticamente “invisibile” agli occhi di coloro che ci si trovavano davanti, perché completamente imbiancato e brutalmente diviso in due piani da un pavimento ottocentesco che ne dimezzava l’altezza. Tra i prossimi obiettivi c’è quello di recuperare e riportare allo splendore originale questa scoperta oggi solo parzialmente visibile. Restauro che possiamo considerare tra i più rilevanti degli ultimi anni a Firenze.

 

I biglietti di Natale della Fondazione

Quest’anno rendi i tuoi auguri di Natale davvero speciali: puoi decidere di donare l’equivalente di quanto hai deciso di riservare ai regali natalizi per i dipendenti della tua azienda o per chi ti sta più a cuore alla Fondazione Santa Maria Nuova Onlus.
La Fondazione ha realizzato un biglietto di auguri che ricorda il tuo gesto. Con la tua donazione aiuti la Fondazione a proteggere e valorizzare il patrimonio storico artistico di uno dei gioielli della nostra città e offri il tuo sostegno ai progetti sanitari dell’Azienda Sanitaria di Firenze.
Telefona alla Fondazione (055 6938374) o invia una mail e ordina il numero di biglietti che ti servono. Una volta pronti, puoi ritirare i tuoi biglietti di auguri comprensivi di busta presso gli uffici della Fondazione.

Tobiolo e l’angelo

Non è improbabile imbattersi in quadri che raffigurano un fanciullo a spasso o, addirittura, a pesca con un angelo: si tratta di Tobiolo (conosciuto anche come Tobia) e dell’arcangelo Raffaele, i protagonisti del Libro di Tobia tratto dall’Antico Testamento della Bibbia.

Il giovane Tobiolo era stato incaricato di riscuotere un debito a nome del padre Tobi, divenuto cieco, che però gli avrebbe richiesto un lungo e periglioso viaggio. Poiché suo padre era sempre stato un uomo molto devoto, Dio inviò sulla terra l’arcangelo Raffaele sotto le mentite spoglie del giovane Azaria, affinché si proponesse come compagno di viaggio ed esperta guida di Tobiolo.

Proprio durante una sosta al fiume Tigri, quest’ultimo venne aggredito da un pesce di dimensioni mostruose. Azaria-Raffaele, con molta calma e senza addentrarsi in particolari spiegazioni, consiglia al ragazzo di estrarre il fiele, il cuore e il fegato della creatura prima di proseguire il viaggio.

Successivamente i due giungono a Ecbatana, dove Tobia riscuote il debito del padre e sposa Sara, dopo averla liberata dal demone Asmodeo. Il vero e proprio miracolo, però, avviene alla fine dell’avventuroso viaggio: una volta tornati a casa, Raffaele invita Tobiolo a spalmare il fiele del pesce sugli occhi del padre per fargli riacquisire la vista e, infine, rivela la sua natura angelica.

Il soggetto ebbe molto successo a Firenze nel Rinascimento. Indubbiamente la storia del giovane figlio che intraprende un lungo viaggio per saldare gli affari del padre era un tema che toccava da vicino i mercanti fiorentini. Il modello iconografico di riferimento divenne presto l’opera di Andrea del Verrocchio conservata alla National Gallery di Londra.


Il racconto ha un forte valore spirituale, poiché l’obiettivo finale del luogo e difficile percorso è la guarigione dalla malattia del padre. Si tratta dell’unico momento biblico in cui l’Arcangelo Raffaele rivela il suo nome, che significa letteralmente “Dio ha guarito”, e che lo canonizza come protettore della salute e della guarigione.

Inoltre, la scelta del pesce come medicinale magico non è casuale bensì è legata alla simbologia cristologica. Il termine greco ichthys, che significa letteralmente “pesce”, era utilizzato dai primi cristiani come acronimo dell’espressione “Gesù Cristo figlio di Dio salvatore”.

Igea, protettrice della salute e figlia della medicina

Fin dall'antichità, la prevenzione della salute era considerata una questione importante. Gli antichi Greci veneravano già una dea che presidiava la salute e l’igiene: si chiamava Igea ed era figlia di Asclepio, meglio conosciuto con il nome romano di Esculapio, dio della salute e della medicina (a sua volta figlio di Apollo). La stretta parentela si riflette nei loro ruoli salvifici: se Esculapio curava dalle malattie e permetteva di ristabilire la salute persa, invece Igea preveniva le malattie e assicurava il mantenimento della buona salute

Ecco perché il concetto di igiene ha preso nome proprio da lei!

Tra le varie figlie di Asclepio è interessante ricordare Panacea, il cui nome oggi indica quei rimedi che erano considerati efficaci contro tutti i mali, e Iaso, personificazione della guarigione stessa.
 
Attorno ad Igea si sviluppò un’iconografia molto specifica e riconoscibile: la dea era rappresentata come una giovane donna che disseta dalla coppa che tiene in mano un serpente che le avvolge il braccio. Ancora una volta non manca un collegamento con il padre Asclepio, anche lui raffigurato con un serpente che si attorciglia lungo il bastone al quale si sorregge – per altro divenuto oggi simbolo internazionale del soccorso medico.

Perché proprio il serpente? La religione cristiana ha indubbiamente contribuito alla sua reputazione negativa, tuttavia nell’antichità era considerato metafora di trasformazione e rinnovamento continuo, quindi di eternità
 
Igea trovò spazio anche nella mitologia romana che, però, ne declinò il culto in ben due figure: Valetudo, dea della salute personale, e Salus, dea della salute pubblica, della quale era stata eretta una statua nel Tempio della Concordia a Roma. Quest'ultima assunse così tanto rilievo che, a partire dal 11 a.C., l’imperatore Ottaviano Augusto decise che ogni 30 marzo si sarebbe celebrata in tutto l’Impero la Salus Publica Populi Romani, ovvero la Salute pubblica del popolo romano.
 
Non tutti sapranno, infine, che l’originario “Giuramento di Ippocrate”, il codice etico di riferimento per la professione medica, inizia citando proprio Igea e la sua famiglia: «Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea e per tutti gli Dei e le Dee, chiamandoli a testimoni che adempirò secondo le mie forze e il mio giudizio questo giuramento e questo patto scritto».